Week end al cinema: i film in sala 14 e 15 gennaio

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Week end al cinema: la commedia di Riccardo Milani Grazie ragazzi e Le vele scarlatte di Pietro Marcello per il cinema italiano. Dalla Francia Ma nuit, dalla Siria, la guerra come in una favola, Nezouh – Il buco nel cielo e in animazione per i bambini La Fata combinaguai

Due film italiani sono tra le novità più attese del week end in sala: con Le vele scarlatte di Pietro Marcello, è facilmente prevedibile che l’uscita più popolare – commedia sì, ma con un tema sociale di fondo che aggiunge novità allo stile molto amato dal pubblico di Riccardo Milani – è appena uscito Grazie ragazzi, protagonista Antonio Albanese, in una delle sue migliori interpretazioni.

In Grazie ragazzi, Albanese è un attore teatrale in crisi, costretto a sopravvivere con il doppiaggio dei film a luce rossa, che riscopre però il piacere del palcoscenico (e non solo) accettando di tenere un corso di recitazione all’interno di un carcere. Nella compagnia di detenuti che trasformerà in attori ci sono Vinicio Marchioni e un gruppo di protagonisti inediti per la commedia che danno il meglio di sé, con Fabrizio Bentivoglio e Sonia Bergamasco. Aspettano l’ora d’aria, aspettano di mangiare, aspettano i colloqui, aspettano che viene sera, aspettano che viene giorno, come spiegano subito al loro insegnante che trova l’idea per motivarli, mettendoli alla prova addirittura con Aspettando Godot di Beckett.
Un film che nasce dal francese Un triomphe (a sua volta ispirato ad una storia vera che segnò una svolta nel mondo della politica carceraria, a metà degli anni ’80 in Svezia) nel quale il teatro diventa, com’è anche nella nostra realtà, un’occasione di crescita e di riscatto per i cinque detenuti che diventano veri attori, interpretati nel film da Andrea Lattanzi, Giacomo Ferrara, Giorgio Montanini, Bogdan Iordachioiu e, come abbiamo detto, Vinicio Marchioni. Godot è una svolta anche per il loro regista, Antonio Cerami che deve quest’occasione ad un suo vecchio amico (Fabrizio Bentivoglio) attore e proprietario del teatro che offrirà alla compagnia l’opportunità di andare in scena con sviluppi imprevedibili. Un film divertente che apre il cinema a un mondo poco conosciuto oltre il genere, per chi ha amato declinazioni della commedia diverse, colte e insieme popolari e comunque legate al mondo del teatro, da Qui rido io di Mario Martone o soprattutto La stranezza di Roberto Andò, anche grazie a Salvo Ficarra e Valentino Picone autentico fenomeno di ripresa nel rapporto col pubblico in sala.

Il regista di Martin Eden, Pietro Marcello torna al cinema con Le vele scarlatte coprodotto con la Francia, liberamente ispirato al romanzo dello scrittore russo Aleksandr Grin, che ha appassionato Marcello per questo un racconto popolare tra musica e storia che ha il fascino di una favola in cui spiccano i due protagonisti, Louis Garrel e Juliette Jouan. Una storia che nasce da una profezia: ‘saranno un giorno le vele scarlatte a portarti via dal tuo villaggio’, messaggio che segnerà la vita di Juliette, nella quiete nel Nord della Francia dove vive con il padre Raphaël, un soldato vedovo, che la cresce, da solo, in una dimensione di semplicità contadina.
Pietro Marcello al suo terzo film, in selezione nella Quinzaine des Réalisateurs, è stato molto applaudito a Cannes. E insieme al padre di Juliette le dice con il film: ‘Quando diventerai una bella ragazza, un giorno, vedrai in cielo delle vele scarlatte. Saranno venute per te. E volerai via con loro verso un paese lontano. Un paese magnifico’ perché la morale del film è che ogni cosa che immaginiamo è possibile e i sogni possono diventare realtà. Un film racconta i sentimenti delle donne con una sensibilità rara.

Anche Nezouh – Il buco nel cielo di Soudade Kaadan, è una favola, diretta da una donna, agrodolce, ambientata però in un contesto diverso: a Damasco ne è protagonista una famiglia siriana alle prese con una decisione molto difficile da prendere dopo che le bombe hanno distrutto l’appartamento in cui vive. Un film presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia in cui le bombe non possono far nulla, però, contro le stelle e anche il mare resta lì, negli occhi e nel cuore dei protagonisti, nonostante la guerra che la regista siriana nata in Francia mette in scena nei sentimenti dei protagonisti, mostrando la stessa sensibilità che le aveva fatto vincere nel 2018, con The Day I Lost My Shadow il Leone del Futuro, proprio a Venezia. Con questo film premiato per i diritti umani da Amnesty International al Med Film Festival dopo gli applausi al Lido, Kaadan inquadra il buio e la luce che, alternativamente invadono la casa di Zeina (Hala Zein), l’adolescente che resta a Damasco con i genitori mentre tutti hanno abbandonato la città per la guerra.

Ed è una regista anche l’autrice di Ma nuit, l’opera prima di Antoinette Boulat. Qui la protagonista è Marion, una ragazza di 18 anni segnata dal dolore per la morte della sorella; il giorno dell’anniversario decide di seguire il suo desiderio di libertà e inizia un viaggio notturno per le strade di Parigi. Marion incontrerà Alex, molto diverso da lei ma che, come lei, però vive il tema della solitudine. Tra le protagoniste Carmen Kassovitz, Emmanuelle Bercot e Maya Sansa. Il film è stato presentato in Orizzonti alla 78ma edizione della Mostra del Cinema di Venezia.
Prima di esordire alla regia Antoinette Boulat ha lavorato come direttrice di casting con Jacques Doillon, e anche in The Grand Budapest Hotel di Wes Anderson e in Standing Tall di Emmanuelle Bercot.
Decisamente pensato per le famiglie è invece l’animazione de La fata combinaguai di Caroline Origer che parla di famiglia, amicizia, rispetto per l’ambiente ed è una buffa avventura, tra le imprese della simpatica fatina Violetta, che è la ‘fatina dei denti’ e della piccola Maxie. La missione di Violetta è trovare un dentino perduto ma è molto pasticciona che si è persa nel mondo delle persone. Sarà la bambina ad aiutarla per dirci che tutto è possibile se nella vita trovi un amico o un’amica vera…