Week end al cinema: i film in sala 17 e 18 dicembre

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Week end al cinema: grande spettacolo il kolossal James Cameron Avatar 2: la via dell’acqua. Per chi ama il cinema di Steven Spielberg imperdibile, in anteprima, l’emozione del suo attesissimo The Fabelmans

Nessuna incertezza tra i film da consigliare in questo week end a chi cerca l’emozione del più grande cinema sul più grande schermo. Trascurando per una volta le uscite italiane ed europee (comunque in programmazione anche per i debutti interessanti che il ‘ponte’ della scorsa settimana ha, di fatto, raddoppiato) non c’è che il grande cinema spettacolare americano ad attenderci nelle sale più attrezzate alla qualità, anche tecnologica, con due uscite davvero imperdibili.
Ovvio che si parli innanzitutto di un autentico gioiello spettacolare come Avatar 2, regista un genio della tecnologia applicata alle più grandi emozioni come James Cameron, ma l’altra uscita da non mancare è una sorpresa d’autore che anticipa, con un’anteprima in 250 cinema di tutt’ Italia, solo sabato 17 e domenica 18 dicembre, il debutto attesissimo per il 22 Dicembre di un capolavoro come The Fabelmans di Steven Spielberg.
The Fabelmans è l’ultimo film dell’autore di ET e di tanti altri straordinari titoli che continuano a farci sognare senza mai invecchiare. E dopo il debutto, – applauditissimo a ottobre in un’unica serata alla Festa del Cinema di Roma, in collaborazione con Alice nella città – è ora pronto a tornare in sala forte delle cinque nomination appena incassate ai Golden Globes. Insomma, grazie alla storia intima e personale che Spielberg ha dedicato alla sua famiglia,  un film scritto e diretto con il cuore che sta conquistando premi e consensi, già in corsa verso il traguardo della notte degli Oscar®, visto che è stato subito candidato dalla Foreign Press, la stampa internazionale di Hollywood, ai prossimi Golden Globes come miglior film, per la migliore regia (di Steven Spielberg), la sceneggiatura dello stesso Spielberg con Tony Kushner, la migliore attrice protagonista Michelle Williams e la colonna sonora originale di John Williams.

Ma ricominciamo dal ritorno di Avatar, da giovedì l’evento più clamoroso nelle sale che qualcuno ha subito definito un autentico miracolo di cinema puro, per la qualità della storia e delle immagini straordinarie che richiedono gli schermi più grandi, meglio se nella versione 3D, non solo per la gioia degli occhi ma anche per il viaggio dell’anima e della fantasia che il film propone nel mondo di una natura lussureggiante e amica, anche se insidiata da mille pericoli, come il mondo ideale del pianeta Pandora.
Avatar: La via dell’acqua, finalmente in sala in ben 1200 copie, è un film che può appassionare anche i ragazzi ma, attenzione, va visto nelle sale migliori, considerata la sua durata di ben 192 minuti. Ne sono protagonisti Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Stephen Lang ed è inutile sottolineare che alla grande ricchezza delle immagini della storia e degli investimenti è affidata anche la missione, possibile, di prevedere un’inversione di tendenza nell’andamento degli incassi. Da sottolineare del resto che, la saga prevede altri tre capitoli ambientati su Pandora, all’insegna delle emozioni e del grande spettacolo.
Già in questo secondo capitolo, comunque, è il caso di dire che l’immersione nella meraviglia delle immagini porta, da una parte, in un mondo dedicato al rapporto con la natura, dall’altra alla difesa di un’etica non solo ecologica ma dei legami familiari che conquista anche chi ama l’action con inseguimenti e battaglie in un mare ricco di colpi di scena e creature fantastiche come il cetaceo che vive sentimenti umani, inseguito per ricavare dai suoi tessuti un prezioso unguento antiage.
Tredici anni dopo il primo Avatar (con ben due miliardi e 992 milioni di dollari in testa ai migliori incassi di tutti i tempi) Cameron torna tra i suggestivi atolli azzurri dell’oceano, con i Na’vi dalla pelle blu e dagli occhi gialli, cui si aggiungono gli abitanti di At’wa Attu, i padroni del linguaggio sottomarino e dell’arte del respiro consapevole. È infatti su un’isola tropicale che Jake (Sam Worthington) e la sua compagna Neytiri (Zoe Saldaña) trovano rifugio con il figlio maggiore Neteyam/Jamie Flatters, il secondo Lo’ake la piccola Tuk/Trinity Bliss, cui si aggiungono l’adottiva Kiki e l’umano Spider che incontrerà poi quello che dovrebbe essere il suo vero padre, ovvero il colonnello Quaritch (Stephen Lang), un marine divenuto un Avatar. Certo non mancano i cattivi, gli Uomini del cielo ovviamente assetati di sangue che cercano di trarre profitti distruggendo l’ecosistema e inseguono il ‘traditore’ Sully. A dar manforte ai Na’vi saranno gli abitanti dell’atollo, i Metkayina, pelle verde, tatuaggi maori e grande confidenza col mare, tra i quali c’è anche Kate Winslet. Ma il film è stato soprattutto definito un grande luna park di immagini ed emozioni che parla di ecologia e sentimenti ma soprattutto  di grande rispetto per la natura. Un sequel che si svolge, del resto, più di dieci anni dopo gli eventi del primo film, e racconta la storia della famiglia Sully (Jake, Neytiri e i loro figli), del pericolo che li insegue, di come riusciranno a  sentirsi uniti e al sicuro, delle battaglie che dovranno affrontare per sopravvivere ai pericoli, ai nemici e alle tragedie di una vita non facile e ricca di insidie.

Altra famiglia con meno fantasia e più realismo sono The Fabelmans di Steven Spielberg nel film con Gabriel LaBelle, una grande Michelle Williams, un fravissimo Paul Dano e ancora Seth Rogen e Oakes Fegley. Un film che si apre nel 1952 quando il piccolo Sammy Fabelman ha sei anni e ha paura di entrare al cinema dove scoprirà però che i film sono sogni indimenticabili.
Tra poesia e tecnologia, la sua sarà una scoperta capace di segnare tutta una vita. Perché anche la vita di Steven Spielberg è cominciata da De Mille e dal suo Il più grande spettacolo del mondo, un mondo che il regista trasforma, oggi, fino a commuoverci, in una vera e propria lettera d’amore al cinema e a chi lo ama, ai suoi genitori e a sua madre in particolare a cui il film è dedicato. Un racconto solare, attraversato dai ricordi e da qualche attimo di delicata malinconia, nel quale Spielberg affronta per la prima volta le scoperte e i timori della sua infanzia come i turbamenti di un’adolescenza non facile, superati grazie al cinema, la scoperta e la passione della sua vita che questo film racconta come un vero e proprio romanzo di formazione… Non perdetelo.