Week end al cinema: i film in sala 3 e 4 dicembre

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

 Week end al cinema: cinema internazionale che parla italiano con Valeria Bruni Tedeschi protagonista e regista di Forever Young, Michele Placido in Orlando e Monica di Andrea Pallaoro. Per la commedia un Carnage all’italiana con Vicini di casa e dalla Francia Ritorno a casaNon sposate le mie figlie 3. Action con Viola Davis guerriera in The Woman King

Fine settimana con un ventaglio di proposte che svelano la vocazione internazionale di un cinema senza confini che orgogliosamente parla comunque italiano. Come definire altrimenti proposte per diversi motivi capaci di intrecciare la qualità narrativa, la produzione e il cast degli interpreti in un’ambientazione che tocca città e mondi diversi?
Siamo a Parigi con Forever Young titolo scelto per l’uscita nazionale di Les amandiers scritto diretto e interpretato da Valeria Bruni Tedeschi.
A Bruxelles è ambientato per larga parte Orlando che Daniele Vicari ha girato con un sorprendente Michele Placido.
E in America, per concludere, con Monica, storia toccante, piena di umanità che racconta la solitudine di e con una splendida protagonista transgender che torna a casa per accudire la madre nei suoi ultimi giorni e si racconta, presentato alla Mostra di Venezia con la regia di Andrea Pallaoro, con un’interpretazione degna della Coppa Volpi per i migliori attori.

In Forever Young Valeria Bruni Tedeschi racconta una storia ambientata negli anni ’80 in cui, con lei e un gruppo di attori che mettono in scena la passione per il teatro ma anche un mondo sul confine della rabbia e del mondo borderline di un’epoca in cui deragliare dalla normalità per strade molto rischiose è stata nella realtà una via di fuga verso la trasgressione a volte mortale. Tutto accade come in una pièce sul palco del teatro di Nanterre, sede della scuola creata da Patrice Chéreau (che nel film è Louis Garrel) e Pierre Romans, tra Victor, Adéle, Etienne, Camille, Frank e tanti altri per i quali il grande Chéreau incarna il maestro e  “l’ispirazione” e dà una ragione di nuova vitalità a chi cerca il talento ma anche un posto nel mondo con una febbre di vita e quella fame di teatro che, spiega la Bruni Tedeschi  “tutti noi allievi, allora avevamo…”
In Monica di Andrea Pallaoro, Trace Lysette è la protagonista, come dicevamo realmente transgender, che torna a casa per la prima volta dopo una lunga assenza ritrovando sua madre vicina alla fine e la sua famiglia, da cui si era allontanata da adolescente, ritrovando in un incontro all’inizio dolorosamente segnato anche dalla difficoltà di farsi riconoscere dai tempi in cui, ragazzo, aveva lasciato casa e famiglia, la forza per guarire le ferite di un passato difficile. Il ritratto intimo di una donna che, come dice il regista, esplora i temi universali dell’abbandono e dell’accettazione, del riscatto e del perdono.
Michele Placido è invece il protagonista stradinariamente intenso nella sua emotività rabbiosamente silenziosa di Orlando, un film pensato con la leggerezza di una favola moderna diretto da Daniele Vicari che gli affida il ruolo di un nonno ruvido e al limite della civiltà al quale tocca per una tragica fatalità il compito non facile di confrontarsi con una nipote della quale non conosceva l’esistenza. Un vecchio e una bambina in una storia di incomprensioni tra i silenzi di lui che vorrebbe tornare a casa e lasciarla nel suo mondo a Bruxelles dove ne scopre l’esistenza per un evento drammatico che lo costringe a varcare i confini non solo dell’Italia ma del paesino con le galline, il maiale e l’orto dove ha scelto di vivere e morire. Presentato fuori concorso al Torino Film Festival è interpretato, con Michele Placido, dalla piccola Angelica Kazankova che è Lyse, un’adolescente responsabile e affettuosa che deve scontrarsi coi un vecchio bisbetico, solitario, improvvisamente emigrante mal tollerato come ancora succede a molti italiani all’estero anche nella civilissima Bruxelles che sembra riservargli quell’atmosfera da Pane e cioccolata ben rappresentata nella storia del cinema italiano da un indimenticabile Nino Manfredi emigrante, ai tempi, nell’altrettanto civilissima Svizzera.

È un fine settimana anche siglato dalle uscite di nuove commedie a cominciare, per quanto riguarda l’Italia, da Vicini di casa di Paolo Costella, una sorta di Carnage (ricordate il film ‘a quattro’ con lo scontro di coppie in un salotto al vetriolo?) in cui però il tema del contrasto che monta fino alla fine è la scoperta di un mondo di trasgressione non solo sentimentale ma assolutamente carnale in cui una coppia si trova ad essere coinvolta da due allegri vicini di casa dai quali arriva, in una cena per conoscersi meglio, un’inattesa proposta di una simpatica orgetta condominiale…  Un invito che ovviamente provoca reazioni a catena tra protagonisti che sono Claudio Bisio e Vittoria Puccini (la coppia degli ‘invitati’ ) e i più disinibiti Valentina Lodovini e Vinicio Marchioni. Una commedia afrodisiaca, dice la frase pubblicitaria di lancio, ma del sesso libero o auto-censurato si parla solo. La coppia un po’ stanca è formata da Giulio e Federica (Claudio Bisio e Vittoria Puccini), i nuovi vicini di casa, felicemente disinibiti e propositivi sono Laura e Salvatore (Valentina Lodovini e Vinicio Marchioni).
Sempre a proposito di commedie con Riunione di famigliaNon sposate le mie figlie 3 un nuovo capitolo della saga francese sulle difficoltà dell’integrazione con Christian Clavier alllunga l’esilarante “saga” di Non sposate le mie figlie, iniziata nel 2014 con il primo film diretto da Philippe de Chauveron. Protagonista una borghesissima famiglia francese che sogna un matrimonio tradizionale per almeno una delle proprie figlie, che hanno, tutte, scelto  tutti compagni di vita di etnie e culture diverse: mariti e suoceri stavolta arrivano infatti  da Cina, Costa D’Avorio, Israele e Algeria. Per Claude, tendenzialmente xenofobo e sostenitore del “crollo dell’integrazione francese”, è un duro colpo, ma per amore delle figlie e pressato dalla moglie accetta quelli che guarda come invasori del suo Paese…

Ancora cinema italiano con il drammatico La prima regola di Massimiliano d’Epiro (Notorious Pictures), ambientato in una scuola di periferia con un professore chiamato a far recuperare sei studenti “difficili”. Nato da La classe, pièce teatrale di Vincenzo Manna, La prima regola Fuori Concorso al Festival del Cinema Europeo di Lecce racconta periferia come un luogo simbolico dell’anima nel confronto tra  un insegnante che lavora perché i suoi ragazzi  possano recuperare ed essere ammessi all’esame di diploma e  gli studenti che vivono la scuola come un terreno di scontro in cui Nicolas il più “duro” e resistente di tutti, finisce anche per minacciarlo con un coltello perché la violenza in quella classe è la regola.
Con The New Toy torniamo alla commedia in questo caso francese sull’illusorio potere dei soldi protagonista come sempre un bravissimo Daniel Auteuil. È la storia di Samy che in attesa di un bambino dalla sua compagna si mette alla ricerca di un lavoro che possa permettergli di sostenere le spese in arrivoe fa il guardiano notturno in un negozio di brand importanti, Nella stessa città di Samy, vive anche Philippe Etienne (Daniel Auteuil), l’uomo più ricco di Francia, vedovo , con un figlio viziatissimo che per regalo al suo compleanno, nel mitico negozio dove lavora Samy  sceglie proprio il guardiano..
È una delicata storia d’amore tra due ultracinquantenni quella raccontata in Nessuno deve sapere, dramady diretta e interpretata dall’attore Bouli Lanners, e ambientata nell’isola di Lewis in Scozia dove vive un belga ultra cinquantenne che da tempo si è rifugiato nell’arcipelago delle Ebridi, fuggendo da un misterioso passato e forse da una donna che decide però di ritrovarlo.
Grande spettacolo di action infine in The Woman King un film storico d’azione ambientato in Africa nel XVIII secolo durante il regno di Dahomey. Diretto da Gina Prince-Bythewood porta sul grande schermo la storia ancora mai raccontata delle guerriere Agojie, reggimento militare completamente al femminile nel Regno di Dahomey (l’attuale Benin). Siamo nell’Ottocento e le Agojie sono nel pieno della loro potenza: venerate e rispettate dal popolo, che le ama soprattutto per la loro attività contro la tratta schiavista. Nanisca (è Viola Davis) è la capa indiscussa del gruppo, una guerriera leggendaria, sopravvissuta a mille battaglie e dotata di un grande capacità di comando. Molti temi su cui riflettere in questo film che dura comunque 2 ore e 15 di azione pure nella novità assoluta di questo riconosciuto protagonismo tutto femminile.
Se non temete gli incubi notturni, infine, Una notte violenta e silenziosa è un thriller natalizio assolutamente dark in cui un gruppo di mercenari assalta una casa proprio alla Vigilia di Natale . Ci penserà Babbo Natale a sgominarli?  Buon cinema, ce n’è davvero per tutti i gusti…