Week end al cinema: i film in sala il 22 e 23 ottobre

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

 Week end al cinema: I poteri di Shazam in Black Adam con Swayne Johnson. Cinema italiano con Astolfo di Gianni Di Gregorio e con Stefania Sandrelli e Brado, regista e protagonista Kim Rossi Stuart. Per i più piccoli l’animazione di A spasso col Panda – Missione bebé.  Tra i documentari, dalla Mostra di Venezia, Sergio Leone – L’italiano che inventò l’America e Marcia su Roma di Mark Cousins

 

Esordio già importante in sala, dov’è sempre tra le prima posizioni Il Colibrì di Francesca Archibugi, Black Adam di Jaume Collet-Serra, spin-off del cinecomic Shazam! con Dwayne Johnson nei panni dell’antieroe nato addirittura nel lontano 1945. Il suo vero nome è Teth-Adam o Theo Adam, è uno schiavo egiziano che torna in vita grazie ai superpoteri del mago Shazam. Ed è lui ad aver avuto in dote con una grande forza anche un’agilità speciale e la capacità di volare, doti che non metterà però sempre al servizio della generosità… Il resto è action, fantasy e grandi avventure, come i suoi adepti stanno già apprezzando, come dimostrano i primi incassi del film.

Oltre i supereroi del fantasy siamo in un mondo lontano anni luce dalle magie di Shazam nel cinema italiano che porta in sala innanzitutto dalla Festa del Cinema di Roma la svagata tenerezza di una commedia dedicata soprattutto a chi conosce il privilegio e la timidezza di un amore nella terza età. È Astolfo, ritorno alla regia di Gianni Di Gregorio qui – regista e protagonista come sempre – nel ruolo di un professore in pensione che in cerca di una casa si ricorda di un luogo ereditato e mai vissuto proprio nel suo paese di origine. Con l’eleganza e la leggerezza di sempre, il regista de Il pranzo di Ferragosto quasi quindici anni dopo da quel film delizioso torna a mettere in scena con se stesso personaggi semplici, ancora una volta alle prese con la ricerca di nuovi equilibri di vita raccontando questa volta l’amore romantico con un’affascinante signora vedova, Stefania Sandrelli, che fa la nonna ma ha ancora viva la sua bellezza senza tempo. Il tutto in una commedia dove sia il prete che il sindaco sono a dir poco truffaldini mentre si sente il senso di comunità che tra le persone sembra ancora funzionare.
Ed è davvero una bella storia, tra padre e figlio, in un rapporto conflittuale e al tempo stesso intenso il terzo film da regista di Kim Rossi Stuart. Brado, che Kim Rossi Stuart dedica al padre, interpreta un genitore difficile nel film che dedica al suo Giacomo, anche lui attore, scomparso quando lui aveva 25 anni. È una storia molto personale, che il regista ha tratto da un suo racconto e che diventa universale, subito definita come un western esistenziale. E infatti la storia del giovane Tommaso (interpretato dal Saul Nanni) e da Renato (è Kim Rossi Stuart). Un rapporto complicato, da ricostruire ambientato in un ranch di famiglia dove insieme i due dovranno addestrare Trevor, purosangue destinato a un’ importante gara di cross-country. Un match da vedere che Kim Rossi Stuart racconta con passione anche se la relazione vissuta con suo padre non è stata così turbolenta  e se è certo che proprio suo padre l’abbia in realtà aiutato ad essere il padre che lui è diventato oggi. Insomma un film in cui tra un padre e figlio si intuisce il recupero di un amore che è il senso fondamentale della loro intesa.

Wild Men – in fuga dalla civiltà, diretto da Thomas Daneskov esce con ritardo diretto da Thomas Daneskov, con la storia di Martin e della sua crisi di mezz’età, che lo allontana dalla famiglia per rifugiarsi tra le montagne norvegesi. Per questo suo nuovo stile di vita, torna alle abitudini dei suoi antenati recuperando arco e frecce e vestendosi come un uomo della preistoria ignorando  quanto la natura possa mettere a dura prova la sua sopravvivenza. Quando incontra nella foresta uno spacciatore ferito, in fuga, decide di aiutarlo a fuggire tra i fiordi della Norvegia: saranno inseguiti in un sorprendente finale action
Anche Utama – Le terre dimenticate opera prima del regista boliviano Alejandro Loayza Grisi racconta una storia che ha a che fare con le scelte di vita e la natura: una coppia non sa se lasciare o meno l’altopiano su cui vive, un luogo secco, e inospitale anche se dal paesaggio meraviglioso in una coppia dove pascolano i lama. E come loro, i pochi quechua che sono rimasti cominciano a pensare che sia il caso di andare in città. In poche sale per gli appassionati del genere è, senz’altro a Milano, la versione restaurata di Battle Royale Director’s Cut, con Takeshi Kitano mentre con Lumina di Samuele Sestieri, tra i film più piccoli, arriva una favola futuribile sull’amore.
Per i più piccoli l’animazione di A spasso col Panda – Missione bebé su una stravagante banda di animali chiamati ad affrontare una missione molto complicata. E’ scritto dallo sceneggiatore di Madagascar Billy Frolick, ed è la storia di una piccola impresa che punta a ritrovare un cucciolo di panda e riportarlo a casa tra mille difficoltà.

Tra i documentari Sergio Leone – L’italiano che inventò l’America diretto da Francesco Zippel (presentato alla Mostra del Cinema di Venezia) nel quale alcuni dei più grandi collaboratori di Leone, come Ennio Morricone, Clint Eastwood o Dario Argento, e protagonisti del cinema come Quentin Tarantino, Martin Scorsese, Steven Spielberg, Darren Aronofsky, Damien Chazelle e poi ancora Giuseppe Tornatore, ma anche Carlo Verdone e tanti altri sono le voci che si alternano alle immagini dei film di Leone e a interviste inedite al regista, che restituiscono l’importanza fondamentale di Leone per diverse generazioni di talenti internazionali. Un viaggio alla riscoperta emotiva del genio creativo del regista, a più di 30 anni dalla sua scomparsa, tutta l’eredità di un grande maestro.
Sempre da Venezia è in sala Marcia su Roma di Mark Cousins che rilegge l’avvento del fascismo partendo dal film del 1923 A Noi di Umberto Paradisi a ridosso del centenario dell’azione fascista nell’ottobre del ’22 che diede avvio al Ventennio. Con lo stile inconfondibile del cineasta – anche storico del cinema – irlandese-scozzese, Cousins lavora con il repertorio svelando retroscena e mistificazione, fake, news e inganni e vuole dimostrare che nella propaganda il cinema sia spesso l’arma più forte. Nel film costruito da Cousins, su un soggetto e una ricerca italiana di Tony Saccucci e Tommaso Renzoni, appare Alba Rohrwacher nel ruolo di Anna, una giovane madre della classe operaia dapprima ferma sostenitrice del regime quindi disillusa. Come dice Cousins “ci voleva in un film così qualcuno che ci guardasse dritto negli occhi”.