Week end al cinema: i film in sala 8 e 9 ottobre

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Week end al cinema: Action e sci-fi con Everything Everywhere all at Once con Michelle Yeoh, il ritorno di George Clooney e Julia Roberts nella commedia romantica Ticket to Paradise ma anche La vita è una danza di Cédric Klapisch e da Venezia l’iraniano Gli orsi non esistono di Jafar Panahi

Cominciamo con il film caso per i malati di action e sci-fi, ovviamente Everything Everywhere all at Once con Michelle Yeoh, film indipendente che racconta il mondo del multiverso e che negli Usa ha incassato addirittura 70milioni di dollari di box office, magari certi miracoli accadessero anche qui, comunque in una programmazione che punta sul grande spettacolo e sugli effetti anche con il ritorno in sala di Avatar è sicuramente un appuntamento da non perdere per gli spettatori più giovani in un week end segnato però – dall’Iran di Panahi ai viaggi col Papa di Gianfranco Rosi – anche da film e documentari d’autore e da nuove commedie per diversi target di pubblico.

Dovendo dare un’etichetta a Everything Everywhere All at Once diciamo che si tratta di una vera e propria cavalcata attraverso il multiverso di una ragazza Evelyn divisa tra la gestione di una lavanderia a gettoni, una casa incasinata e mille problemi di tasse da sistemare nel frullatore di un matrimonio in crisi, un padre smarrito e di un rapporto conseguentemente non facile con la figlia. Un’avventura sci-fi insomma che rilegge il senso del cinema come romanzo di formazione e non dimentica l’action (qui di arti marziali), il tutto con un budget indipendente di ben 14 milioni di dollari e con lo sguardo già pronto per una nomination agli Oscar®. Da segnalare una divertente Jamie Lee Curtis nei panni di un’agente revisore dei conti.
Continuando con il cinema decisamente di genere non è solo inquietante l’horror d’autore scandinavo Hatching – La forma del male di Hanna Bergholm: immaginate una ragazzina che cura amorevolmente un uovo di grandezza anormale nel quale si nasconde però qualcosa di spaventoso… In anteprima mondiale in Selezione Ufficiale al Sundance Film Festival è quello che si dice un film disturbante, finlandese dell’esordiente Hanna Bergholm che ha diretto la storia di una ginnasta appena dodicenne che nel film desidera a tutti i costi piacere a sua madre, ossessionata dall’immagine, che in un popolarissimo blog (“Lovely Everyday Life”) presenta la sua famiglia come il mondo perfetto che non è. Quando la ragazzina porta a casa un uccello ferito con il suo strano uovo, la misteriosa creatura che nasce diventerà però un incubo. Sempre horror è anche The Retaliators di Better Noise Films, mentre il mistero de Il morso del ramarro di Maria Lodovica Marini è la trama di un giallo decisamente più tradizionale ambientato tra Chiavari e Sestri Levante in Liguria.

Alleggeriamo un po’ le proposte con La vita è una danza di Cédric Klapisch su una ballerina classica che, dopo un incidente, riparte dalla danza moderna. Elise (un’autentica etoile francese come Marion Barbeau), ha nel film 26 anni e vive a Parigi con il suo fidanzato ma la sua vita vita perfetta va in frantumi, quando scopre che il suo ragazzo la tradisce e la confusione la porta a subire un terribile infortunio che la costringerà ad abbandonare la danza classica. Per sempre? Le cure per guarire anche emotivamente la porteranno in Bretagna, dove Elise capirà di potersi riprendere anche a un nuovo amore. Una commedia di rinascita con un finale comunque positivo diretta dal regista de L’appartamento spagnolo, è un film, secondo il parere della sua stessa protagonista, “sul piacere profondo di chi danza con il desiderio assolto di superare anche se stesso”.
È imperdibile per chi ama il cinema d’autore e conosce l’impegno contro il regime iraniano – sostenuto in Italia anche da molte organizzazioni cinematografiche e umanitarie –  di Jafar Panahi il suo ultimo film, Premio speciale della giuria a Venezia79 Gli orsi non esistono, che racconta la storia di due relazioni in un momento di forti difficoltà. È un film in cui torna di nuovo protagonista, dopo i successi e i premi di film “clandestini” come ad esemio Taxi Teheran e Tre volti, lo stesso Panahi che qui interpreta sé stesso mentre si trova in un villaggio rurale iraniano a pochi chilometri dalla Turchia, da lì dirige a distanza e clandestinamente un film che si sta girando proprio dall’altra parte del confine, dove il regime dell’Iran non ha giurisdizione. La comunità che accoglie Panahi in questo film definito meta-narrativo come tutto il suo cinema, si divide tra la stima e la diffidenza nei confronti di un uomo importante, con una bella macchina, ma la sua villeggiatura forzata si complica quando si trova invischiato in una disputa sentimentale che mette a repentaglio l’onore di un giovane uomo locale. In parallelo, continuano le riprese del film, che mettono in scena un’altra storia di amore e fuga, anche in questo caso sospesa tra verità e fiction. La storia dei due s’intreccia con quella di una coppia più matura, che da anni risiede e lavora in Turchia, nell’attesa di raggiungere illegalmente l’Europa…
Da recuperare tra i titoli più recenti, infine, La notte del 12 di Dominik Moll, una storia gialla che parla di femminicidio. In un paesino di montagna nella Francia sud-orientale quando in una notte d’autunno, la giovane Clara viene orribilmente uccisa da uno sconosciuto che le dà fuoco per strada. Tocca a un giovane capitano, da poco arrivato a capo della polizia giudiziaria del luogo, indagare sulla vita privata della ragazza e cercare il colpevole dell’omicidio. Così dietro l’apparente tranquillità della provincia si svela un’inattesa trama di misteri, che rischia di trasformare la morte di Clara nell’ennesimo caso irrisolto.

E siamo alla commedia con due titoli super leggeri: Ticket To Paradise con Julia Roberts e George Clooney e il remake italiano di un film francese Quasi orfano, di Umberto Carteni con Riccardo Scamarcio e Vittoria Puccini.
Neanche a dirlo Roberts e Clooney in un dichiarato omaggio alla classica romantic comedy degli anni d’oro sono due ex coniugi che si ritrovano per cercare di far saltare il matrimonio della figlia ma alla fine da divorziati ritroveranno la loro sintonia. Diretto da Ol Parker, è ambientato a Bali dove David e Georgia vorrebbero impedire alla figlia di sposarsi per non commettere il loro stesso errore di venticinque anni prima. George Clooney e Julia Roberts si ritrovano sul set dai tempi di Ocean’s Twelve ma soprattutto tornano a fare la commedia con la naturalezza di ieri. Parker, già regista per esempio di Mamma Mia! torna alla vecchia scuola in un racconto che svela il finale già dopo un quarto d’ora di film un po’ come accadeva – leggendo le intenzioni nelle note di regia – in classici del genere come Love Actually o Notting Hill.

L’Italia invece lancia Quasi orfano, in cui Scamarcio interpreta un protagonista che ha ripudiato le sue origini ma si ritrova imprevedibilmente a fare i conti con un Sud al quale è comunque legato. Accanto a lui e a Vittoria Puccini un cast ricco di interpreti molto popolari che aggiungono colore alla storia di Valentino e Costanza, fondatori di una griffe di grande successo nell’ambiente del design e per questo arrivati a frequentare il mondo milanese di un jet set molto lontano dalle sue origini e dalla sua storia, quella di un giovane di talento, cresciuto senza una famiglia sin dall’infanzia. Sarò proprio così? Valentino che in realtà si chiama Tarocco, ha cambiato cognome e ha a poco a poco tagliato ogni legame con i suoi familiari, raccontando di essere orfano. Ma le sorprese, quando dovrà tornare, a casa non mancheranno.

Ricordiamo infine  che già dal 4 ottobre ancora da Venezia è nei cinema In viaggio, documentario di Gianfranco Rosi presentato alla Mostra di Venezia in cui il regista racconta l’attività pastorale internazionale di Papa Francesco: 37 viaggi, 53 Paesi e sognare “un mondo che ancora non si vede ma che certo arriverà”come afferma Francesco proprio nelle primissime sequenze del film che si muove tra Lampedusa, Brasile, Cuba, Stati Uniti, dove Francesco afferma che “Anche Dio piange”, nel discorso sui casi dei vescovi accusati di pedofilia. E poi attraversa il Cile senza porre domande ma cercando di trovare risposte dal Papa su cosa accade nel mondo. Si viaggia ancora nelle Filippine, nella Repubblica Centroafricana e in Kenya poi in Israele in cui vediamo un Papa solo e silenzioso al Muro del Pianto dove nasconde una lettera e ancora in Messico, Armenia, Turchia, Emirati Arabi, al Madagascar e al Giappone e nel Canada per concludersi a Malta, con un’immagine finale molto intima, del Papa inginocchiato e raccolto in preghiera, guardato in penombra, dall’alto. Un’immagine già iconica che passerà alla storia di questo papato.