Biennale Cinema 2022: tutto pronto per la 79esima edizione della Mostra di Venezia

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Venezia 79: Anche gli Oscar® alla Mostra dei 90 anni che si apre domani con White Noise di Noah Baumbach e mai come quest’anno non dimentica l’Ucraina e scommette sul ritorno del cinema in sala. Luca Guadagnino con Timothée Chalamet e Mark Rylance in Bones and all tra i più attesi con i cinque film italiani in concorso. Con Julianne Moore, presidente di Giuria, anche Penélope Cruz e Cate Blanchett sul red carpet delle superstar

La terrazza della prima edizione è sempre la stessa e come tutti gli anni è già pronta ad accogliere il cinema internazionale come quando nel 1932 per la prima volta, invitati dal conte Volpi, c’erano davanti allo schermo Clark Gable e Greta Garbo e con loro i primi grandi maestri della storia del cinema come Vittorio De Sica, Frank Capra, Ernst Lubitsch, René Clair, Howard Hawks, solo per citare i più grandi di sempre.
Un inizio sfavillante che ha inaugurato un evento tra i più longevi e attesi dal cinema internazionale, compresa l’Academy che proprio in questa prima giornata veneziana, preapertura della Mostra 79, porta grazie a Cinecittà anche l’omaggio degli Oscar® alla festa dei 90 anni con un incontro importante e mai tanto strategico in questo tempo di crisi delle sale e di resistenza senza confini alla crisi mondiale del cinema. Certo impallidisce un po’ lo star system di oggi al confronto delle pagine che la Mostra e Venezia hanno scritto in questi novant’anni ma quest’edizione, segnata da tempi di crisi e di guerra, già si prepara a entrare nella storia per il desiderio di tornare in prima linea oltre il red carpet sull’impegno che il cinema può e deve avere nel voler abbattere frontiere, censure e – non solo metaforicamente – i muri che dividono anche gli spettatori in tutto il mondo. Il primo, fisicamente, è caduto davanti al Palazzo del Cinema che questa prima Mostra apparentemente post Covid che, pur mantenendo l’attenzione e la prudenza nelle modalità di accesso in sala, ha eliminato quello schermo che ha reso inaccessibili anche allo sguardo i protagonisti sul red carpet.

E chi arriva quest’anno? Per esempio una star come Julianne Moore, Coppa Volpi nel 2003 per Lontano dal Paradiso, in quest’edizione numero 79 Presidente della Giuria del Concorso internazionale. Insieme a lei giurati come il regista e produttore Mariano Cohn, il regista e sceneggiatore Leonardo di Costanzo, la regista Audrey Diwan, l’attrice Leila Hatami, il regista Rodrigo Sorogoyen e lo scrittore Premio Nobel per la Letteratura nel 2017, Kazuo Ishiguro. Ma, come sempre, i più attesi sono le protagoniste e i protagonisti dei film a cominciare da Timothée Chalamet protagonista per Luca Guadagnino di Bones & All e Harry Styles che interpreta invece il film di Olivia Wilde Don’t Worry Darling. Curiosità anche per Elodie, che dalla canzone al cinema è protagonista alla Mostra di Ti mangio il cuore di Pippo Mezzapesa, in concorso nella sezione Orizzonti. E a proposito di italiani cast ricchissimi in concorso e non: Penélope Cruz è protagonista de L’immensità di Emanuele Crialese (e non solo); Luigi Lo Cascio ed Elio Germano arrivano per Il signore delle formiche di Gianni Amelio; Alessandro Borghi per il film di chiusura fuori concorso,The Hanging Sun di Francesco Carrozzini; Valerio Mastandrea, Silvio Orlando, Claudia Pandolfi, Monica Bellucci e molti altri per Siccità di Paolo Virzì. Tornando a Hollywood sono attesi al Lido anche Cate Blanchett e ci auguriamo Anthony Hopkins di nuovo protagonista per lo scrittore ormai anche regista e sceneggiatore Florian Zeller.
Adam Driver inaugura il red carpet con Greta Gerwig per l’opening di domani sera con White Noise di Noah Baumbach, dopo il saluto della madrina di quest’edizione che, lo ricordiamo, è Rocío Muñoz Morales e soprattutto in una serata che celebra con il Leone d’Oro alla carriera la grande Catherine Deneuve.
Glamour e impegno dunque e lo sguardo sul mondo con la consapevolezza che la cultura e il cinema non possono chiudere gli occhi davanti ai drammi e ai conflitti che stanno sconvolgendo il mondo: una giornata sarà dedicata all’Ucraina, non solo nel cinema ma con un approfondimento e una solidarietà che ci sarà anche per gli autori perseguitati, come Jafar Panahi da ogni regime, l’Iran con la sua costante censura anche al cinema che, come a Cannes, non risparmierà anche gli autori invitati alla Mostra.
Venezia comunque continuerà a farci sognare sperando che l’immagine di questo cinema che dalla Mostra andrà in molti casi subito in sala aiuti una ripresa che nessuno poteva prevedere così dura e difficile. Agli spettatori che cercano l’evento e un po’ di storia nella storia del cinema piacerà la Marilyn di Ana De Armas, attrice cubana (protagonista sulle piattaforme di Deep Water e The Gray Man) in arrivo a Venezia 79 per Blonde. E potrebbero arrivare al Lido Hugh Jackman, Vanessa Kirby e Laura Dern e forse Colin Farrell che venne al Lido nel 2007 con Woody Allen. Tra le curiosità, il rapporto tra cinema e letteratura che sigla quest’edizione: per citare solo qualche esempio White Noise di Noah Baumbach nasce dal romanzo di Don DeLillo del 1985. Blonde di Andrew Dominik dal romanzo di Joyce Carol Oates su Marilyn Monroe, rivisitazione di un mito evergreen, mai offuscato dal tempo, in un film che il regista ha definito “il figlio nato dall’unione di Quarto Potere e Toro Scatenato”. Un altro tema, tra i film del concorso la crisi dei rapporti familiari indagata per esempio da The Eternal Daughter di Joanna Hogg con Tilda Swinton, Love Life di Kôji Fukada, Les Enfants Des Autres di Rebecca Zlotowski e soprattutto The Son di Florian Zeller.

Ed ecco i film che prevedibilmente faranno discutere: oltre Guadagnino, al primo posto, Saint Omer dell’esordiente Alice Diop, storia di una madre che ha ucciso la figlia di 15 mesi, Argentina, 1985 di Santiago Mitre che ricostruisce una delle pagine più sanguinose della storia del paese e No Bears, film girato clandestinamente dall’iraniano Jafar Panahi, attualmente in carcere nel suo Paese. In corsa per il Leone d’Oro infine, tra le curiosità anche Romain Gavras che in Athena mette in scena la rivolta popolare di una banlieue francese e Beyond the Wall dell’altro cineasta iraniano Vahid Jalilvand, Un couple esordio nel cinema di finzione del grande documentarista Frederick Wiseman. Infine per il cinema italiano  cinque le pellicole italiane in gara, di cui due di forte appeal internazionale.
E si affianca agli italiani il più atteso e internazionale,  sicuramente Bones And All di Luca Guadagnino, di nuovo con Timothée Chalamet dopo il successo di Chiamami col tuo nome. Il film, tratto dal romanzo omonimo di Camille DeAngelis, è una love story horror tra due ragazzi cannibali nell’America rurale degli anni ‘80. Nel cast anche la giovane promessa Taylor Russell e Chloë Sevigny. Gianni Amelio con Il signore delle formiche riapre l’attenzione il caso di Aldo Braibanti, professore e drammaturgo che alla fine degli anni ‘60 fu condannato a nove anni di reclusione con l’accusa plagio per un suo studente. Braibanti è interpretato da un clamoroso Luigi Lo Cascio, già possibile candidato per una Coppa Volpi. Con lui Elio Germano e Sara Serraiocco. A 11 anni da Terraferma torna alla Mostra anche Emanuele Crialese con L’Immensità, storia dai riflessi autobiografici ambientata nella Roma degli anni ‘70 con una Penélope Cruz che si lascia andare anche all’entusiasmo per le nostre icone di quel tempo, da Raffaella Carrà a Patty Pravo. Margherita Mazzucco, Lenù ne L’Amica Geniale, interpreta la Santa di Assisi in Chiara, terzo capitolo della serie di ritratti femminili di Susanna Nicchiarelli dopo Nico, 1988 e Miss Marx. Infine Monica di Andrea Pallaoro con l’attrice transgender Trace Lysette, è la storia  di una donna che torna in famiglia dopo tanti anni, per accudire la madre malata.
Grande attesa e curiosità anche per alcuni dei film italiani presentati nelle sezioni collaterali della Mostra: grande l’attualità di Siccità di Paolo Virzì, con un cast all-star che include Claudia Pandolfi, Silvio Orlando, Valerio Mastandrea, Monica Bellucci, Emanuela Fanelli; con Ti mangio il cuore di Pippo Mezzapesa (in Concorso a Orizzonti) già citato c’è anche Amanda di Carolina Cavalli, con Benedetta Porcaroli e Giovanna Mezzogiorno. Molto atteso nel Fuori Concorso è Don’t worry darling con Harry Styles e Florence Pugh, che saranno sul red carpet nella serata di lunedì 5 settembre. Dead for a Dollar, western del regista di culto Walter Hill (I guerrieri della notte) con Christoph Waltz, Willem Dafoe e Rachel Brosnahan (è Midge della serie Mrs Maisel). Dall’Oriente When the Waves Are Gone del filippino Lav Diaz e Call of God, opera postuma di Kim Ki-duk, il regista sudcoreano morto in circostanze misteriose in Lettonia proprio durante le riprese del film. In Orizzonti è la sezione più innovativa della Mostra, Princess di Roberto De Paoli al suo secondo lungometraggio dopo Cuori puri, il thriller En los márgines di Juan Diego Botto di nuovo con Penélope Cruz, La syndicaliste di Jean-Paul Salomé con Isabelle Huppert, ma anche Vera di Tizza Covi e Rainer Frimmel dedicato alla figlia di Giuliano Gemma e il nuovo film della regista Teona Strugar Mitevska dopo il successo di Dio è donna e si chiama Petrunya. In viaggio è il nuovo documentario di Gianfranco Rosi, sui viaggi del Papa e il film di chiusura è il 10 The Hanging Sun di Francesco Carrozzini, tratto dal bestseller di Jo Nesbo.

Un cenno finale alle Giornate degli Autori: Céline Sciamma, la regista di Ritratto della giovane in fiamme, guiderà la giuria della sezione autonoma, sponsor BNL BNP Paribas, che presenta domani in preapertura l’atteso docufilm con Alba Rohrwacher Marcia su Roma di Mark Cousins. Tra i film più attesi poi Abel Ferrara con Shia Labeouf in Padre Pio, “una scelta punk, ritratto dei tormenti e il racconto del massacro di San Giovanni Rotondo” e Salvatore Mereu con Bentu (in sardo, “vento”) ambientato nella Sardegna Anni ’50, infine Acqua e Anice di Corrado Ceron, “on the road da balera”, con Stefania Sandrelli che riceve a Venezia il Premio Bianchi dei Giornalisti Cinematografici. Alla SIC la Settimana Internazionale della Critica  in concorso Margini, commedia su una giovane punk band di provincia che mette in atto un piano per lanciare la propria carriera, è il film italiano in gara a questa 37ma edizione: il regista Niccolò Falsetti compie un viaggio nell’immaginario della provincia oggi ma anche nella sottocultura punk hardcore e non manca a sorpresa una partecipazione di Zerocalcare.

Buona Mostra, noi già ci siamo…