Week end al cinema: i film in sala 30 aprile e 1 maggio

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Week end al cinema: con il ritorno di Downton Abbey, ben tre film francesi tra i quali la commedia con Valeria Bruni Tedeschi Gli amori di Anaïs e Tromperie con Emmanuelle Devos. E ancora fantasy tedesco per famiglie ne La scuola degli animali magici e due storie negli scenari di guerra in Roads – Le strade del Donbass e Quando Hitler rubò il coniglio rosa

Downton Abbey II – Una nuova era di Simon Curtis è il sequel del film tratto dalla popolare serie tv britannica. Nello Yorkshire, della splendida tenuta di campagna del Conte e della Contessa di Grantham e delle loro figlie i Crawley affrontano un momento difficile all’indomani del naufragio del Titanic in cui hanno perso la vita il cugino del conte e suo figlio e la proprietà come la dote della contessa, restando senza un erede. Matthew, cugino della famiglia e avvocato di Manchester, diventa il nuovo beneficiario, un destino che inorridisce la Contessa Madre Violet. Ma è solo l’inizio, il mondo di Downton Abbey non deluderà gli appassionati grazie all’intreccio del racconto ma anche allo splendido cast in cui non mancano Hugh Bonneville, Elizabeth McGovern e la grandissima Maggie Smith.

E si parla di guerra anche al cinema, questa settimana: amori, odio, amicizie e tradimenti nelle quattro storie di Roads – Le strade del Donbass, diretto da Natalya Vorozhbit, che raccontano l’Ucraina del primo conflitto tra le strade e i vicoli del Donbass, appunto, durante il primo conflitto con i separatisti  e il tema della violazione dei confini personali diventa la parabola della violazione dei confini nazionali di un territorio oggi drammaticamente al centro del conflitto scatenato da Putin. Tra gli episodi anche il preside di una scuola bloccato in un check-point e la storia di una giornalista sequestrata da un militante, ma il senso delle storie è lo smarrimento di persone disperse.
Quando Hitler rubò il coniglio rosa, è tratto dal romanzo autobiografico di Judith Kerr. Diretto da Caroline Link, regista Premio Oscar® per Nowhere in Africa, è tratto dal bestseller nel quale Judith Kerr racconta la fuga con sua famiglia di origine ebraica dalla Germania nazista. E infatti nella Berlino del 1933 con Hitler al potere Anna ha solo nove anni e inizia con la famiglia una dolorosa e avventurosa fuga attraverso l’Europa in cerca di una nuova città, una nuova casa: lascia tutto, compreso il suo coniglio rosa di peluche e non dimenticherà il dolore simbolico della separazione e l’amarezza dell’esilio, ma riuscirà anche, da grande, a ritrovare fiducia nel mondo.
“Tutto è possibile finché restiamo insieme” era il motto di Judith Kerr ed è anche il tema che ha ispirato il film.

Dalla Germania è in sala il fantasy per famiglie La scuola degli animali magici produzione tedesca diretta da Gregor Schnitzler, ambientato nella Winterstein School, dove a ogni bambino viene assegnato un animale da compagnia magico. E al centro della trama c’è un episodio che parla di emarginazione e di bullismo perché Ida, che è l’ultima arrivata, deve fare i conti con la perfida Helene che cerca in ogni modo di metterla in difficoltà fin dal primo giorno di scuola. L’unica persona che riesce a conoscere meglio è Benni, guarda caso, un ragazzo che nessuno considera. Ma sarà l’arrivo di Mortimer Morrison con gli animali magici trovati nei suoi viaggi, a cambiarle la vita: a Ida toccherà Rabbat, una volpe che parla, a Benni la saggia Henrietta, una tartaruga. E lei diventerà la più popolare della scuola e della città. Ma un piccolo giallo animerà le giornate di una scuola evidentemente ispirata al magico mondo di Harry Potter.

Dalla Francia arrivano titoli particolarmente interessanti. Finalmente una commedia tra le uscite della settimana: Gli amori di Anaïs, diretta da Charline Bourgeois-Tacquet con Valeria Bruni Tedeschi. L’attrice che sarà quest’anno in concorso a Cannes con Les Amandiers (il suo nuovo film da regista dedicato agli anni trascorsi alla scuola di recitazione di Chéreau, in cui dirige il suo ex Louis Garrel). La storia di Anaïs è qualcosa di molto diverso da nuovo progetto. Lei stessa la definisce “d’amore e d’attrazione fisica, ma anche d’attrazione intellettuale in una commedia piena di umorismo e leggerezza”.
Tromperie – Inganno di Arnaud Desplechin è tratto da un’opera meno nota di Philip Roth che ha affascinato il regista e il cast con Emmanuelle Devos, Léa Seydoux e Denis Podalydès, il quale ha nel film il ruolo dello scrittore, qui un romanziere americano che vive per un periodo a Londra e si perde nei dialoghi con sua moglie, la sua amante e altre donne tra realtà e, forse, immaginazione.
Il luogo principale del film è lo studio in cui lui scrive, con accanto il giardino, che si vede dalla finestra, com’è tipico in molte case inglesi. Il luogo dove si svolge “un’utopia attraversata dal desiderio” ricca di confidenze e di un forte senso di intimità, affidato al protagonista e a Emmanuelle Devos, da sempre la musa di Desplechin, in uno scambio che è il cuore del film, visto che Rosalie è turbata da una malattia, in un tempo consapevole che l’accompagna dolcemente fino alla fine.
È francese anche Arthur Rambo – Il blogger maledetto di Laurent Cantet. È la storia di Karim, un giovane di origini arabo-francesi, cresciuto nelle banlieue e oggi scrittore affermato, corteggiato da diverse case editrici e acclamato dal suo nutrito seguito di lettori. Un giorno, però, si scopre che Karim D., usando lo pseudonimo Arthur Rambo, che si chiama così non per il pugile di Stallone ma per il poeta maudit Arthur Rimbaud, scrive messaggi xenofobi su alcuni blog. La pagherà con uno stop delle sue pubblicazioni e del suo successo, costretto a intraprendere un cammino che lo riporti indietro, fino alle sue origini…

È per concludere, una coproduzione Italia, Belgio e Olanda con Fragile diretto da Jenneke Boeijink. Il film racconta la storia di una coppia, dalla vita apparentemente spensierata che perde la serenità quando scopre che il figlio ha una grave malattia misteriosa, che non può essere curata. Il loro equilibro andrà in mille pezzi e solo un’infermiera italiana (come sempre bravissima Teresa Saponangelo) riuscirà ad alleviare le sofferenze del ragazzo come la loro stessa vita. Un film senza happy end che parla di disperazione ma anche di speranza.