Week end al cinema: i film in sala 16 e 17 aprile

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Week end al cinema: Dal mondo di Harry Potter il blockbuster di Pasqua è l’attesissimo Animali Fantastici – I segreti di Silente con Eddie Redmayne e Jude Law tra streghe e Babbani. Per la commedia italiana Lillo e Greg super comici ne Gli idoli delle donne. Cinema internazionale con  Storia di mia moglie di lldikó Enyedi, con Léa Seydoux, Louis Garrel, Sergio Rubini e Jasmine Trinca e infine  Sundown con Tim Roth e l’ucraino Atlantis, di drammatica attualità

 

Non mancano piccole e grandi storie internazionali e la comicità italiana della nuova commedia di e con Lillo e Greg, ma anche titoli dal grandi festival come Storia di mia moglie di lldikó Enyedi, con Léa Seydoux, Louis Garrel, Sergio Rubini e Jasmine Trinca e Sundown con Tim Roth, fino a Atlantis che parla di guerra e arriva dall’Ucraina. 

Ma il vincitore del box office di Pasqua è già annunciato: con le streghe e i Babbani che spuntano di nuovo dal mondo di Harry Potter il blockbuster di questo week end sarà Animali Fantastici – I segreti di Silente. È il terzo capitolo della serie, diretto da David Yates che rilancia la guerra tra il professor Albus Silente, interpretato da Jude Law e il potente mago oscuro Gellert Grindelwald (è Mads Mikkelsen) che trama per prendere il controllo del mondo magico con un gioco di attacco così potente che Silente affida al magizoologo Newt Scamander (Eddie Redmayne) il compito di guidare un’intrepida squadra di maghi, streghe e un coraggioso Babbano pasticcere in una pericolosa missione, dove incontreranno nuove e vecchie creature molto amate dagli appassionati della saga scontrandosi con la pericolosa legione di seguaci di Grindelwald. La stessa autrice di Harry Potter, J.K. Rowling firma la sceneggiatura ed è anche tra i produttori del film che si annuncia anche in Italia un successo.

Il cinema in sala offre molte alternative ai più cinefili in particolare alcuni film dai grandi Festival di cui parleremo più avanti, ma per ridere un’ora e mezza c’è anche il ritorno di Lillo e Greg, con Gli idoli delle donne, del quale sono autori e protagonisti protagonisti insieme in sala. Lillo, sulla scia del successo in piattaforma di Lol torna insieme a Greg e con un cast in cui spiccano Francesco Arca, Ilaria Spada, Corrado Guzzanti e Valerio Lundini in una storia surreale ricca di sketch e situazioni comiche a partire dal plot, la storia di Filippo che è il numero uno dei gigolò, talmente sexy che non ha bisogno di essere acuto o intelligente e infatti esagera spesso con la chiacchiere che sono proprio quello che interessa meno alle donne. Quando, a causa di un incidente, è costretto a una plastica facciale che lo trasforma in Lillo, cominciano i guai e anche le risate su un registro che fugge da qualsiasi tentazione di volgarità e guarda ad un pubblico trasversale nel quale non manca il dialogo con le generazioni che amano una comicità più immediata e meno cerebrale. Lo dimostrano le invenzioni ma soprattutto i dialoghi che qui sono affidati non a caso, con la regia di Eros Puglielli che affianca Lillo e Greg, ad un team che rinfresca intesa e complicità in una squadra di comici in cui non manca anche una vera e propria star del web come Maryna.

Tra i tanti film dai Festival da non perdere Ali & Ava di Clio Barnard, storia di un incontro, che dopo aver debuttato alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes ha vinto il Premio per la regia al Bif&st di Bari. Emarginazione e difficile riscatto si trasformano in scontro tra due etnie diverse che hanno abitudini lontanissime perfino nei gusti musicali e difficilmente riescono a costruire un’intesa anche sentimentale. Siamo a Bradford, nel cuore dello Yorkshire, che è la città della regista Clio Barnard alla quale ha già dedicato due capitoli del suo cinema dove il pakistano Ali, benvoluto da tutti, gestisce alcuni appartamenti in affitto (mentre il suo matrimonio è in caduta libera) e Ava è una maestra elementare cinquantenne, anche lei con una relazione sbagliata alle spalle e figli nati da diverse unioni: come una storia semplice, svela che i sentimenti anche in un amore imperfetto possono dare comunque una seconda chance alle persone ferite dalla vita.

Dal Concorso ufficiale di Cannes è in sala anche Una madre, una figlia di Mahamat-Saleh Haroun storia di due donne che potrebbero quasi essere sorelle, unite da un destino e una ribellione che si salda però in un legame fortissimo. Regia di Mahamat-Saleh Haroun, è la storia di Amina e della figlia adolescente Maria nata quando anche lei aveva poco più della sua età. Sono musulmane, come l’anziano vicino di casa che vorrebbe sposare Amina ma che lei respinge. Quando Maria si scopre incinta e viene espulsa dalla scuola, il mondo le cade addosso: abortire è impossibile in Ciad, lo condanna anche la legge. Tuttavia Amina, trova una rete di donne al suo fianco che saranno la sua forza e la sua salvezza.

Da segnalare anche Storia di mia moglie di lldikó Enyedi. Un super cast con i francesi Léa Seydoux e Louis Garrel, l’olandese Gijs Naber, gli italiani Sergio Rubini e Jasmine Trinca impreziosisce il nuovo film di lldikó Enyedi (Orso d’oro a Berlino con Body and Soul nel 2017) che segna per la regista ungherese un salto internazionale. Un film di quasi tre ore, in costume, ispirato dal romanzo di Milán Füst e ambientato negli anni ’20 tra Parigi e Amburgo. A raccontarla è Jacob Störr capitano di una nave mercantile, che al caffè con un suo caro amico, scommette con lui che sposerà la prima donna che entrerà nel bar. Sarà Lizzy (Léa Seydoux), e il matrimonio cambierà la sua vita, ma Jacob non sa molto della sua giovane e misteriosa sposa così le cose prenderanno una piega inaspettata…

Da Venezia invece arriva in sala Sundown di Michel Franco con Tim Roth, che racconta la vicenda di un uomo misterioso che, durante una vacanza familiare in un resort di lusso ad Acapulco, decide di restare in Messico da solo, a fissare per ore il vuoto, seduto su una sedia di plastica sulla spiaggia di un quartiere degradato, i piedi nell’acqua e una birra in mano. Un personaggio respingente, che non sembra avere niente per cui andare avanti, ma con cui, alla fine, non si può non provare una forte empatia anche per il colpo di scena che svelerà la sua storia…
E infine, in programmazione Atlantis del regista ucraino Valentyn Vasyanovyč, ambientato in un futuro prossimo, non troppo lontano, dopo il termine della prima guerra tra Ucraina e Russia. Inutile sottolineare la drammatica attualità del film. Racconta la storia di un ex soldato che ha fatto ritorno dal fronte con un grave disturbo da stress post-traumatico. Tornerà dopo alcuni eventi drammatici nei luoghi che tanto lo hanno segnato. Scoprire una nuova realtà, in un futuro migliore sarà la possibilità di una rinascita dopo tanto dolore.
È Pasqua, dopo un pranzo si spera al sole un tardo pomeriggio o una serata cinema ci sta bene… Auguri a tutti.