Week end al cinema, i film in sala 19 e 20 febbraio

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Week end al cinema: Action kolossal con Tom Holland, Mark Wahlberg e Antonio Banderas in Uncharted, dalla Berlinale Leonora addio di Paolo Taviani e Una Femmina dal romanzo di Lirio Abbate, tra le ragazze di Giulia, Io sono Vera e I cieli di Alice con Alba Rohrwacher

Riuscirà l’action, sicuramente amata anche in Italia dal fan club internazionale dei videogiochi, a siglare con Uncharted un week end di svolta nel deserto delle sale? E se questa settimana a a convincere il pubblico del cinema sullo schermo fosse lo straordinario film di Giuseppe Tornatore dedicato al grande Ennio Morricone? O se ancora, il richiamo fosse il cinema d’autore in arrivo dal Festival di Berlino? Una cosa è certa: in un week end così ricco di proposte davvero non sarà difficile scegliere il proprio film in sala ed è comunque facile prevedere che ad avere la meglio sarà proprio Uncharted, il kolossal hollywoodiano tratto dall’omonima saga di videogiochi, un film d’azione con Tom Holland, reduce da una straordinaria tournèe romana e con Mark Wahlberg, l’uno nei panni di Nathan Drake, l’altro di Victor Sullivan.

Scena del film con i protagonisti

Nathan, come sa bene chi conosce la saga dai videogiochi, è il ladro dalle mille risorse che nel film viene assoldato dall’esperto cacciatore di tesori Victor Sullivan perché “Sully” ha intenzione di recuperare una fortuna persa da Ferdinando Magellano oltre cinque secoli fa.
Quello che inizia come un furto diventa una corsa mozzafiato in giro per il mondo, ma deve vedersela con un nemico già in azione, Moncada, interpretato da Antonio Banderas che si ritiene erede del navigatore. In palio un tesoro di 5 miliardi di dollari, ma Nate viaggia anche alla ricerca del fratello scomparso da tempo.
Uncharted, diretto da Ruben Fleischer, è una storia originale tratta dall’omonima serie di videogiochi in cui Nathan Drake, discendente di Sir Francis Drake incappa nelle brame di Sully mentre è proprio alla ricerca del fratello maggiore scomparso, convinto che il fratello sia disperso in un posto inesistente perfino su ogni mappa terrestre. Sully, del quale Drake diventerà amico, gli indicherà dove potrebbe essere Sam: proprio su quell’isola deserta, dove si dice sia custodita la fortuna più cercata del mondo?

Per il pubblico più attento al cinema d’autore la bussola di questo week end è però la Berlinale con, primo film diretto da Paolo Taviani dopo la morte – quattro anni fa – dell’amato fratello, un esordio struggente fin dalla dedica di Paolo a Vittorio: al Festival di Berlino appena premiato dalla critica internazionale.
Leonora addio è il titolo enigmatico che riprende una novella di Pirandello ma qui, dopo altri splendidi esercizi di cinema pirandelliano lo scrittore è egli stesso protagonista attraverso la storia incredibile della sua sepoltura impossibile, con le ceneri pirandelliane costrette ad attraversare l’Italia in un viaggio surreale da Roma ad Agrigento, mentre la parte conclusiva è dedicata a una trasposizione de Il chiodo, racconto poco conosciuto scritto da Pirandello poco prima della sua morte che diventa la seconda parte del film, a colori, dopo un meraviglioso bianco e nero che alterna immagini girate oggi a memorie di grandi film contemporanei a quel viaggio in cerca di pace e documenti recuperati da archivi storici fin dalle immagini della consegna del Nobel a Pirandello che aprono il film.
In una struttura narrativa coraggiosamente libera, Leonora addio alterna come il colore e il bianco e nero, storia e cronaca e una potente immaginazione viaggiando in un’Italia vittima anche della superstizione.
Ma da tutto il film filtra soprattutto il senso forte e struggente di un ultimo saluto intimo e insieme di un testamento condiviso in un lungo, personalissimo addio elegante e raffinato, pensato in ogni inquadratura con una straordinaria cura formale.

Ancora dal Festival, esordio di straordinaria potenza narrativa e visiva arriva, accolto nella sezione Panorama, il film opera prima di Francesco Costabile Una femmina, storia di donne e ‘ndrangheta tratta dal romanzo di Lirio Abbate. È la storia di Rosa, una ragazza inquieta e ribelle, che nella realtà di una Calabria ancestrale, terra di ‘ndrangheta e di efferatezze inimmaginabili perfino in famiglia, vive nel tormento di un trauma che la lega indissolubilmente al mistero del suicidio di sua madre del quale non riesce a essere convinta. Liberamente ispirato al libro Fimmine ribelli. Come le donne salveranno il Paese dalla ‘ndrangheta del giornalista Lirio Abbate, è un film coraggioso e diverso, inatteso anche nel panorama delle opere prime.

Ed è certamente unico nella potenza del racconto che dedica a un maestro eccellente ma soprattutto all’immagine inedita di un amico e un uomo che ha vissuto con affetto e complicità speciali Ennio, il film con il quale Tornatore racconta Morricone, ma soprattutto Peppuccio racconta Ennio. Un racconto internazionale e privato ricco di inediti e testimonianze, viaggio nella memoria e nella musica e ritratto inedito di un musicista tra cinema e classica, composizione e musica leggera ma anche di un uomo rimasto alle sue semplici radici familiari e umane. Presentato alla Mostra del cinema di Venezia Ennio è insomma un capolavoro di cinema e di musica, ma soprattutto un atto d’amore e di amicizia intensa. In 150 minuti il racconto (per undici giorni, sei ore al giorno) che in prima persona Morricone ha consegnato a Tornatore in una linea narrativa libera mai interrotta anche nei momenti delle riflessioni più personali e anche sofferte, con gli occhi che tradiscono le lacrime e   la voce che trema. Tra le testimonianze da Gianni Morandi a Clint Eastwood, da Bruce Springsteen a Bernardo Bertolucci, Roland Joffè tra le sequenze di film e musica amata in tutto il mondo.

Giulia di Ciro De Caro, protagonista Rosa Palasciano, dalle ultime Giornate degli Autori di Venezia, è la storia di una ragazza frizzante e inafferrabile, poco compatibile con il mondo in cui vive in una Roma dove sogna sempre la libertà del mare. È circondata da attori non professionisti, come nel caso di un appassionato di cinema e giovane critico come Fabrizio Ciavoni, che nel film interpreta una versione cinematografica di se stesso, Giulia è il disagio psicologico che in particolare i giovani hanno sofferto negli anni difficili che ancora non passano…

Ed è una storia al femminile anche Io sono Vera di Beniamino Catena, ritorno alla vita dopo un’esperienza di morte apparente nella collisione di due mondi lontanissimi che legano una ragazzina ligure a Punta Crena e un cileno nel deserto dell’Atacama legati da un destino miracoloso. Con le musiche dei Marlene Kuntz e, tra i protagonisti, Paolo Pierobon e Anita Caprioli con la brava Marta Gastini nel ruolo della protagonista.

È un mondo femminile anche quello ne I cieli di Alice diretto dalla francese Chloé Mazlo, con Alba Rohrwacher, in selezione alla Semaine de la Critique a Cannes 2020. Un film ambientato negli anni ’50, protagonista la giovane Alice che dai monti della Svizzera scopre il Libano, ragazza alla pari a Beirut, e lì incontra anche l’amore con Joseph, l’astrofisico con il quale costruisce la sua famiglia, ma la felicità appanna quando esplode la guerra civile. Protagonista del film con Alba Rohrwacher è Wajdi Mouawad, attore, regista e scrittore libanese che fu costretto con la famiglia a lasciare il paese a 10 anni, nel 1978, proprio dalla guerra civile.

C’è da scegliere, andiamo al cinema…