Week end al cinema, i film in sala 22 e 23 gennaio

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Week end al cinema: Storia di una grande amicizia tra una ragazza e due straordinari cuccioli ne Il lupo e il leone per tutta la famiglia. Tra il doping di Takeway con l’ultimo Libero De Rienzo e la biografia di Céline Dion nel blockbuster francese Aline sempre dalla Francia la fine del mondo a Parigi ne L’ultimo giorno sulla Terra in un cast con Jean Reno

Sale sempre più in difficoltà e uscite rinviate ma restano, resistenti, le proposte di qualità, soprattutto del cinema più indipendente che cerca il suo pubblico anche per comunicare che le storie, attraverso l’emozione, possono nascondere un’emozione che possa risvegliare l’attenzione per l’ambiente, la natura, la voglia di vivere in un mondo più sano in ogni senso.
E allora diamo un segnale innanzitutto alle famiglie cominciando questa piccola ricognizione delle uscite settimanali, per una volta, dal cinema per tutta la famiglia: se ricordate due anni fa, un bellissimo film intitolato Mia e il Leone Bianco non potete perdere il nuovo film dello stesso regista, Gilles de Maistre, una nuova storia incentrata sul rapporto con il mondo animale, Il Lupo e il Leone, protagonista Alma, una pianista che, dopo la morte del  nonno torna nella casa dov’è cresciuta, su un’isola in Canada. Le capita di salvare due cuccioli, e sono il lupo e il leone con i quali avrà un legame speciale fino a quando il leone sarà catturato e finirà in un circo e il lupo sarà portato in un centro di ricerca sugli animali. Sembra incredibile ma i due animali riusciranno a ritrovarsi e a cercare il ritorno a casa affrontando un viaggio eroico pur di ritrovare Alma. La morale è che l’affetto può legare anche semplicemente tre creature senza altri affetti, trasformandoli in una famiglia, comunque in una piccola comunità che cambia perfino l’indole di due predatori… Una favola di oggi, certo, che parla anche ai bambini di un mondo nel quale c’è comunque l’idea di un’altra possibilità. 

E a proposito di valori, ce ne sono certo anche in Takeaway di Renzo Carbonera, l’ultimo film con Libero De Rienzo, scomparso pochi mesi fa ma anche il film che racconta la storia di un allenatore senza scrupoli, squalificato a vita per storie di doping e di un mondo che cerca invece la pulizia dietro il successo facile. È ambientato in montagna, in un luogo isolato fra la nebbia e la neve, dove la natura è stata sfidata dall’intervento dell’uomo ma racconta, soprattutto, il confronto tra due generazioni: un’atleta giovane alle prese con il doping di oggi e un allenatore all’opera molti anni prima, quando era forse più facile utilizzare sostanze proibite nello sport, qualcosa di estremo e a volte disperato, per soddisfare l’ambizione frustrata di successo. Il film, proprio attraverso il tema della lotta al doping, cerca di mostrare fino a cosa siamo disposti a fare per raggiungere il successo e quanto conta per gli atleti, ma non solo, la competizione. Libero De Rienzo, con Carlotta Antonelli, come ha raccontato il regista, hanno accettato i personaggi della sceneggiatura ma aggiungendo il loro contributo personale, raccontando piuttosto la storia di due ambizioni che pur di vincere cercano aiuto anche oltre le loro reali capacità fisiche. Ma non sveliamo come finisce…

E siamo in montagna e in una storia che ha a che fare con le droghe, ma in America, anche ne L’ora del crepuscolo di Braden King nell’immaginario depresso della regione dell’Appalachia dove le possibilità sono pochissime e poche anche le aspettative per una vita migliore. Il regista porta sullo schermo il romanzo di Carter Sickels e firma un film applaudito nel 2020 al Sundance, poi Rotterdam e al Torino Film Festival, che si lega in parte al tema dello spaccio dei farmaci oppioidi per diventare, poi, un dramma intimo ricco di flashback. Il protagonista Cole Freeman cerca di resistere nella cittadina sperduta tra i boschi degli Appalachi facendo da infermiere agli anziani, ma anche vendendo antidolorifici ai tossici. Ma Cole finirà per essere minacciato non solo da una vera banda di spaccio, ma da eventi sempre più pericolosi anche nel suo piccolo mondo privato, in una storia intima in cui non c’è spazio per il riscatto. Dietro l’aria da bravo ragazzo la storia di un personaggio che esprime l’altra faccia dell’America che punta al successo e esprime benessere.

Tra le novità di questo week end cambiamo scenario per segnalare il più atteso dei film francesi in programma, senz’altro il campione d’incassi francese Aline – La voce dell’amore diretto da Valérie Lemercier che interpreta anche la protagonista ispirata alla cantante Céline Dion. Una storia del suo successo dall’infanzia nel Quebec alla vita che l’ha trasformata in una star della canzone mondiale, una persona per la quale comunque la famiglia era ed è rimasta sempre nel cuore. La regista interpreta Aline Dieu, che in realtà è Céline, interpretandola in ogni passaggio della sua età e il film svela come una grande storia musicale diventa anche con una grande storia d’amore.

Con l’altro film francese del week end, L’ultimo giorno sulla terra, debutto alla regia di Romain Quirot, appena trentatreenne, per gli appassionati dei racconti post apocalittici torniamo a un’attenzione dichiaratamente dedicata all’ambiente visto che colpisce subito l’immagine di quel che resta della Tour Eiffel nel deserto in cui è sparito il verde degli Champs de Mars. Sullo sfondo una gigantesca Luna Rossa è la voce di un bambino a raccontarci cos’è accaduto in un ambiente maltrattato in cui proprio quella Luna Rossa ha iniziato ad avvicinarsi alla Terra e annuncia a partire da Parigi una sorta di vendetta finale. Naturalmente, in questa battaglia sono impegnati i protagonisti, in particolare due fratelli cresciuti insieme sotto il dominio di un padre severo che è Jean Reno, e si trovano imprevedibilmente, senza volerlo, su fronti nemici. Un film pieno di segnali ambientalisti che ricorda però anche certe atmosfere di Luc Besson.

Infine, i documentari: parla di domani ma anche, molto, di memoria Daniele Gaglianone ne Il tempo rimasto, un viaggio, tra bambini e anziani che sgranano fotografie in bianco e nero, in una visione malinconica, ma anche molto tenera. Il film è un viaggio tra documenti e archivi che trasforma un documentario in un racconto ricco di testimonianze ‘umane’ provate ma universali. C’è poi Fellini e l’ombra di Catherine McGilvray che racconta in fiction ma con il senso di un documentario il Fellini della psicanalisi indagato nel film da Claudia, una documentarista portoghese, che ha intenzione di fare un film su di lui. Le tracce di questo segreto sono nel “Libro dei Sogni” e nel Fellini in rapporto il dottor Bernhard, il suo analista e pioniere dell’analisi junghiana in Italia, senza il quale non sarebbe nato 8 ½. Ma nel film c’è anche un ritratto tenero: la certezza che per Fellini il sogno sia stato l’unica realtà autentica.