Week end al cinema, i film in sala 4 e 5 dicembre

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Week end al cinema: Un fine settimana da ‘duri’ tra western e action con Cry Macho Ritorno a casa del grande Clint Eastwood, L’uomo dei ghiacci Liam Neeson e la leggenda (italiana) de Il Re Granchio. Commedia (francese) con Catherine Frot ne La signora delle Rose e per i bambini l’animazione di Clifford, il Grande Cane Rosso.

La segnalazione numero uno non può essere che per il nuovo film di Clint Eastwood Cry Macho – Ritorno a casa, sicuramente l’uscita più attesa di questo primo fine settimana di dicembre e la forza di un protagonista speciale che torna in sella a più di 90 anni come ai tempi eroici dell’incontro con Sergio Leone che conferma non solo la voglia di non arrendersi all’età e anche all’artrosi che lo ha spesso costretto a viaggiare nel mondo, ma la sua lucidità e forse anche un malinconico viaggio non solo cinematografico verso una frontiera per l’ultima volta sconosciuta.

Clint Eastwood deve al western la popolarità e anche senza il poncho che lo ha lanciato in Italia, ha dominato la scena in sella a un cavallo. È stato l’immagine rude del macho, l’uomo forte e solitario in un West polveroso e pieno di nemici. Ma qui in fondo rovescia proprio la mitologia di quell’icona e forse ci regala proprio il suo testamento cinematografico. Cry Macho nasce da un romanzo ed è la storia di un ex campione di rodeo, caduto in disgrazia dopo una brutta caduta da cavallo e dopo aver perso moglie e figlio in un incidente. Si rimette in gioco perché il suo boss gli chiede di riportare in Texas dal Messico il figlio adolescente che vive con una madre messicana in un ambiente criminale. Accetta, anche per un antico debito di riconoscenza e on the road affronta la sua ultima avventura. A proposito Macho è un fedele gallo da combattimento.

Ha il sapore di un western italiano Re Granchio, esordio nel film fiction di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis in sala con Cinecittà. Un film avventuroso e insieme la leggenda applaudita alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes dove ha debuttato raccontando la parabola di un contadino ribelle considerato nel mondo di fine Ottocento “pazzo, nobile, santo, ubriacone…” e soprattutto insofferente al potere. Il film è ambientato nella Tuscia dove spadroneggia un principe e secondo la leggenda che ha ispirato il film, come ricordano oggi i vecchi cacciatori dai quali è stata tramandata, e dove l’uomo, per aver protetto dal principe la donna che ama, è costretto alla fuga, un vero e proprio esilio fino alla Terra del Fuoco. Un viaggio che coincide anche con la ricerca di un mitico tesoro, insieme a un gruppo di scombinati marinai. E, dicono gli autori: “L’idea era proprio di fare un western di mare, piratesco”, ma la storia è anche un cammino di redenzione nel quale simbolicamente le montagne portano certamente al punto più alto, più vicino alla luce…

Con il western una storia d’azione arriva dal grande freddo del Nord con Liam Neeson, L’uomo dei ghiacci – The ice road diretto da Jonathan Hensleigh, (è stato lo sceneggiatore di Armageddon, Jumanji, Die Hard: duri a morire) e con Neeson ha girato un action thriller ambientato nell’estremo nord del Canada, in una terra ostile in cui Neeson interpreta un autista di camion esperto di guida sul ghiaccio alle prese con una missione di salvataggio impossibile anche per una minaccia insospettabile e non solo legata alle difficoltà di una natura nemica.

Tra i film appena usciti anche l’esordio italiano di Scompartimento n°6 del regista finlandese Juho Kuosmanen, film vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria sempre all’ultimo Festival di Cannes e candidato finlandese agli Oscar® per il miglior film straniero. Un film che rappresenta un attento studio sul mistero della reciproca scoperta ambientato su un treno che percorre la sconfinata tratta che da Mosca porta all’estremo nord della Russia, nella cittadina di mare di Murmansk. Siamo negli anni ‘90 e quando la giovane Laura, studentessa finlandese abituata a frequentare i salotti intellettuali della capitale sovietica, si ritrova a dividere il proprio spazio vitale con un rozzo minatore russo, il viaggio si annuncia come un incubo. Come i binari del treno la protagonista si lascia andare alla linea del destino in un film che diventa, come il viaggio, un racconto di formazione.

È un viaggio metaforico alla scoperta di sé anche Caro Evan Hansen, straziante film musicale diretto da Stephen Chbosky. È la storia di Evan, un ragazzo solitario, che soffre di un grave disturbo di ansia sociale e nel mondo degli adolescenti vive in una solitudine che lo taglia fuori dal mondo dei suoi compagni di liceo fino al momento in cui uno di loro si suicida. Così, Evan decide di intraprendere un percorso all’interno di se stesso. E di farsi accettare dagli altri riuscendo finalmente a vivere.
La commedia della settimana è di Pierre Pinaud, La signora delle rose con Catherine Frot che racconta la vera storia di Eve Vernet, una delle più grandi e famose creatrici di rose.

Infine, una curiosità: in tutti e due i film per ragazzi in sala, il vero protagonista è un cane.
Clifford, il grande cane rosso di Walt Becker è la storia di un cucciolo (rosso) che viene regalato a una bambina Emily per il suo compleanno da un uomo anziano molto eccentrico. Quando la bimba chiede quanto diventerà grande, l’uomo le risponde che tutto dipende da quanto affetto avrà proprio da lei. Ma Emily non immagina che sia letteralmente così e il giorno dopo, quando si sveglia, si rende conto che Clifford è cresciuto fuori misura, alto già oltre 3 metri che mettono in difficoltà la convivenza in un appartamento di New York…

Ne La mia fantastica vita da cane della regista rumena Anca Damian, l’animazione più sofisticata anche per adulti racconta una favola esistenziale: come una cagnolina riesce a influenzare le vite degli esseri umani, a cominciare da quella di Marona, vittima di un incidente che ripercorre la sua vita, all’insegna dall’amore incondizionato non sempre ricambiato dal mondo in cui ha vissuto…