Week end al cinema: i film in sala 27 e 28 novembre

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Week end al cinema: con È stata la mano di Dio, attesissimo e imperdibile film di Paolo Sorrentino già in corsa per l’Oscar®, Una famiglia mostruosa per ridere con l’horror e quella colombiana ma soprattutto Disney di Encanto, non solo per bambini. Infine, l’opera al cinema con il Gianni Schicchi di Damiano Michieletto

Non c’è dubbio, il titolo da non perdere di questo week end è un vero e proprio evento annunciato fin dal debutto a Venezia: È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino, un film da consigliare non solo perché è l’intimo e sofferto amarcord di un autore applaudito ormai in tutto il mondo, ma perché con assoluta sincerità è il suo ‘film della vita’, con l’elaborazione di un lutto sofferto silenziosamente da quando la perdita dei genitori cambiò le sue giornate e i suoi pensieri nel passaggio difficile che in ogni adolescenza fa scontrare la voglia di crescere con la paura di affrontare un domani imprevedibile e sconosciuto.
Un film che ci ricorda come la vita cambi improvvisamente lo scenario e le previsioni attraverso la storia di Fabietto, alter ego del regista, al quale la perdita improvvisa dei genitori – a sedici anni – cambia scenari, prospettive e certo anche l’allegra quotidianità di una famiglia che Sorrentino rappresenta con delicatezza ma anche con la verità di ricordi personalissimi legati, come dice il titolo, anche alla Napoli ’speciale’ degli anni Ottanta, nei giorni che annunciano l’esplosione del mito Maradona.
Ed è curioso come il caso porti in sala questa storia proprio nel primo anniversario della morte di un protagonista di quella Napoli e degli anni Ottanta come Maradona, protagonista assente del film che filtra nella storia un po’ come la voce di Pino Daniele.

Cosa aggiungere? Non aspettatevi lo stile de La grande bellezza che piace ai più sorrentiniani, ma un sorprendente viaggio a tratti, soprattutto nella prima parte del film, fresco come un’irresistibile commedia, nella semplicità dei ricordi che ci offre il quadro di una famiglia normale finita una notte, in una casa di Roccaraso appena arredata, dove i genitori del protagonista, proprio come quelli del regista, muoiono silenziosamente per una fuga di monossido di carbonio. Paolo Sorrentino sfuggì alla tragedia perché il destino lo portò proprio in quel week end ad applaudire in trasferta la partita del Napoli a Empoli e la mano d Dio si posò su di lui e su suo fratello salvandoli, pur nella solitudine e nel dolore che avrebbe segnato la svolta più imprevedibile della loro vita, portando poi quasi per caso Fabietto (e Paolo) all’incontro salvifico col cinema.
Filippo Scotti è Fabietto Schisa, quello che fu l’adolescente Sorrentino, nato e cresciuto al Vomero, ed è suo lo sguardo che racconta un mondo di parenti, amici, convivenze condominiali, piccoli riti familiari e grandi risate a tavola, ma anche qua e là di rabbia e lacrime. Anche quelle di una moglie in una coppia pur affiatata vive pure l’affronto delle corna. E con una battuta: “Per uscirne dovevo scegliere: o pagare per anni una lunga terapia, o farne un film facendomi perfino pagare per uscirne… Se ho trovato il coraggio di farlo è perché era il momento giusto”.
Il film è stato premiato a Venezia con il Leone d’Argento e il Premio Mastroianni per Filippo Scotti, Toni Servillo è Saverio Schisa, il padre di Fabietto, con Maria, la mamma, interpretata da Teresa Saponangelo, e ancora Luisa Ranieri, bellissima e folle zia Patrizia nel film, Renato Carpentieri, Massimiliano Gallo, Enzo Decaro.

In sala tra i più attesi, in questo caso soprattutto per i bambini, ma non solo, il nuovo cartone Disney Encanto, 60esimo classico Disney che nasce da una storia piccola piccola ma si trasforma in un musical colorato del quale è protagonista la simpatica famiglia colombiana dei Madrigal in cui ognuno è dotato di un potere magico, un “dono” che nasce dalla fiammella di una candela miracolosa che anima la “casita” dove tutti vivono in apparente armonia. Solo la giovane protagonista Mirabel, l’unica Madrigal senza poteri, potrà scoprire come evitare che la fiamma della candela si spenga per sempre. In un quadro familiare che rappresenta fedelmente tutte le dinamiche di ogni normale famiglia, anche allargata.
Per chi cerca solo risate, in questo caso attraversate anche dal brivido dell’horror è appena uscito Una famiglia mostruosa di Volfango De Biasi, di cui è protagonista una specie di Famiglia Addams all’italiana che tra Halloween e Natale ci racconta le imprese e la quotidianità di un papà vampiro (Massimo Ghini), una mamma strega (Lucia Ocone), uno zio che assomiglia a Frankenstein (Paolo Calabresi) e una nonna fantasma (Barbara Bouchet). Il resto è un film ‘spaventoso’, appena di poco in ritardo su Halloween ma già nel clima del Natale… Nel cast anche Ilaria Spada, e Lillo, narrante, con le voci, molto riconoscibili, di Massimo Lopez e Paolo Ruffini. Una storia di mostri. Ma, alla fine, chi sono veramente i mostri?

Horror in uno stile action anche in Resident Evil: Welcome to Raccoon City, ennesimo capitolo di una saga fortunata, mentre Samp di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, racconta di un serial killer ossessionato da una donna, ma anche di una fanatica ossessione per la musica e per i meccanismi dell’amore. Soprattutto un killer che vuole uccidere tutto ciò che nasce nelle tradizioni. Una curiosità: le riprese di Samp sono iniziate diciannove anni fa e terminate nel 2020, quindi nel film vedono i personaggi invecchiare proprio come il tempo ha invecchiati i due filmmaker, premiati anni fa a Venezia, autori di tredici opere teatrali, cinque lungometraggi e una lunga serie di corti e mediometraggi.
Per gli appassionati d’opera da non perdere il Gianni Schicchi di Damiano Michieletto. Il film, tratto dall’omonima opera lirica di Giacomo Puccini e ispirata al Canto XXX dell’Inferno di Dante, racconta la storia Gianni Schicchi, furbo faccendiere toscano, che riesce a intascare l’eredità di un anziano collezionista d’arte lasciando a bocca asciutta tutta la sua avida parentela. Il film è diretto da Damiano Michieletto, il regista teatrale di grande successo dopo il debutto all’Opera di Roma. Un progetto cinematografico ambizioso, con interpretazioni in diretta, arricchito della presenza di Giancarlo Giannini e dalla collaborazione con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Riprese dal vivo in provincia di Siena, tra Trequanda, Pienza e Montalcino.

Ancora: Sotto le stelle di Parigi, racconta la storia della senzatetto Christine e del piccolo Suli, in giro per le vie di Parigi alla ricerca di un po’ di umanità e solidarietà. Un film dedicato ai City Angels, i volontari di strada che dal 1994 aiutano senzatetto e cittadini in difficoltà in 21 città italiane e in 3 svizzere. Particolarmente attento al tema dell’immigrazione il regista come già nel documentario Au Bord Du Monde firma questa volta un film in cui Christine, interpretata da Catherine Frot passa le giornate in solitudine tra i pochi ricordi della sua vita precedente. Fino a quando incontra Suli, un bambino di origine eritrea rimasto solo a Parigi dopo aver smarrito la madre, e che trova in lei il suo unico punto di riferimento. Christine e Suli percorreranno insieme le vie di Parigi per ritrovare la madre del bambino, accompagnando lo spettatore nel viaggio della speranza di poter ritrovare non solo la mamma del bambino ma un raggio di luce in una società ostile.
La festa silenziosa è un revenge movie al femminile diretto da Diego Fried e interpretato dall’attrice e attivista femminista Jazmín Stuart, uscito proprio il 25 novembre, Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: storia di Laura che alla vigilia del suo matrimonio si ritrova per caso a una festa insolita che cambia drasticamente i suoi progetti e la sua vita.
In sala da sabato anche Versi perversi, cartoon tratto da Rohal Dahl: un film nel quale i personaggi delle fiabe, da Cappuccetto Rosso e Biancaneve e i sette nani a Jack e il fagiolo magico, Cenerentola e I tre porcellini sono alle prese con colpi di scena che cambiano il finale delle loro storie. Biancaneve potrebbe essere più furba della sua matrigna, E se alla fine Cenerentola non sposasse il principe o il lupo non mangiasse Cappuccetto Rosso?

Buon week end, soprattutto se piove, al calore di una sala cinematografica…