Week end al cinema: i film in sala 16 e 17 ottobre

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Week end al cinema: Con Venom – La Furia di Carnage e The Last Duel di Ridley Scott da Hollywood due kolossal molto attesi. Tra le novità italiane Ariaferma con Toni Servillo e Silvio Orlando e Marilyn ha gli occhi neri, dramedy con Stefano Accorsi e Miriam Leone. Dalla Francia un noir con Isabelle Huppert nei panni de La Padrina.

Sono ben due i film hollywoodiani che si preparano ad affrontare il primo weekend nelle sale italiane. Con Venom – La Furia di Carnage diretto da Andy Serkis torna Tom Hardy, in questo caso, antieroe Marvel e dalla Mostra di Venezia c’è The Last Duel di Ridley Scott con un cast a dir poco stellare.

Venom: La Furia Di Carnage, diretto da Andy Serkis, è il sequel del primo film già interpretato da Tom Hardy e il ‘simbionte’ alieno dovrà affrontare un nuovo nemico, Carnage, alter ego del pericoloso serial killer Cletus Kasady che, evaso dal carcere, con il rosso Carnage, seminerà il terrore in città. Solo Venom e il suo amico giornalista Brock, che tornano in azione, possono fermarlo.

Con Matt Damon, Ben Affleck, Adam Driver e Jodie Comer siamo a Parigi, il 29 dicembre 1386, data dell’ultimo duello, The Last Duel che dà il titolo al film di Scott, l’ultimo legalmente autorizzato nella Francia medievale. Tratto da un romanzo e ispirato a una brutale vicenda realmente accaduta, si articola in tre capitoli che sono anche i tre punti di vista dei protagonisti: Jean de Carrouges (Matt Damon), Jacques Le Gris (Adam Driver) e Marguerite (Jodie Comer), moglie del primo dei due scudieri al servizio del Re Carlo VI e sotto la guida locale del conte Pierre (Ben Affleck), cugino del regnante. Al centro un caso di violenza subita da Marguerite. Nel primo la verità secondo Jean de Carrouges; nel secondo la verità secondo Jacques Le Gris, nel terzo la verità secondo Marguerite. Una sequenza che porta al duello, punto di convergenza dei diversi punti di vista: Marguerite è stata stuprata da Le Gris – che spergiura il contrario e parla di una donna consenziente e di un rapporto avvenuto durante un periodo di assenza da casa per guerra di de Carrouges.

Un film che nasce da un’idea di Matt Damon e nella Hollywood post #MeeToo, ma soprattutto, per dirla con Affleck, in una narrazione classica una storia vera, di una persona a cui è stata fatta un’ingiustizia e che cerca giustizia, a rischio della vita, una storia moderna in una confezione ‘antica’ ma estremamente attuale. E molto spettacolare. E la cosa straordinaria del film pensando all’epoca è la ribellione della donna.

Passando al cinema italiano da non perdere Ariaferma, di Leonardo Di Costanzo con Toni Servillo e Silvio Orlando, fuori concorso alla 78ma Mostra ambientato nel carcere di Mortana – che non esiste in realtà, ma è un simbolo.
Un istituto che sta per essere dismesso nel quale le questioni burocratiche ministeriali finiscono per imprigionare fino all’ultimo giorno dodici detenuti e alcuni agenti che dovranno lasciare per sempre quella roccaforte. Tra loro Gaetano Gargiulo (Servillo), agente responsabile, l’ispettore Coletti (Fabrizio Ferracane) e il detenuto Lagioia (Silvio Orlando).
È un film particolare, non sulle condizioni delle carceri italiane, piuttosto una riflessione sul carcere. E quando un temporale costringe al buio, il rapporto tra i protagonisti si azzera, in un clima che racconta la condizione umana, fuori dai ruoli, più con i silenzi che con le parole.

Non solo commedia, ma come si dice ‘dramedy’ o ‘comedy life’: Marilyn ha gli occhi neri, di Simone Godano, con Stefano Accorsi e Miriam Leone, mette in scena una coppia improbabile che realizzerà un obiettivo impossibile.
Firmato da Simone Godano (lo stesso autore di Moglie e marito, e Croce e delizia) è scritto dal con Giulia Steigerwalt e racconta Diego e Clara, tra i tic e gli scatti d’ira di lui e l’iperattività caotica di lei una bugiarda cronica, anche con se stessa.
Si incontreranno nel centro du rehab di persone disturbate per gestire un ristorante (all’inizio solo virtualmente) aperto al pubblico. Una favola sentimentale? Anche un film sul disagio mentale con molta ironia, un po’ nello stile de Il lato positivo.

Dalla Francia è in sala La Padrina – Parigi ha una nuova regina, di Jean-Paul Salomé con Isabelle Huppert nel ruolo di Patience Portefeux, traduttrice giudiziaria arabo-francese, sottopagata ma con un ruolo importante nel commissariato di polizia, perché addetta alla traduzione delle intercettazioni telefoniche. Quando viene incaricata dall’antidroga di collaborare a un’indagine di spaccio, Patience si rende conto che uno dei pusher è il figlio dell’infermiera, che si prende amorevolmente cura di sua madre. Per coprirlo, la donna si addentra sempre più nel traffico di droga, fino a ritrovarsi a capo di una grossa partita e grazie alle sue conoscenze giudiziarie, intesse una propria rete criminale…

Altri titoli: sempre dalla Francia #IoSonoQui di Eric Lartigau è la storia di Stéphane, chef di successo che conduce una vita tranquilla insieme ai due figli adulti e alla sua ex moglie, che, nonostante la fine del loro matrimonio, lo supporta ancora. L’uomo conosce su Instagram una giovane donna coreana, che con lui condivide la passione per l’arte e per i ciliegi in fiore, la diversità culturale-linguistica non rappresenta affatto un ostacolo, un incontro che lo porterà a scoprire un mondo, ma soprattutto se stesso.

Completano le uscite la commedia di fantascienza I’m Your Man di Maria Schrader, storia d’amore tra una ricercatrice del Pergamon Museum di Berlino e un umanoide. Un’opera candidata dalla Germania agli Oscar come Film Internazionale. Week end di grande cinema…