Week end al cinema: i film in sala 2-3 ottobre

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Week end al cinema: È finalmente in sala No time to Die, l’ultimo attesissimo 007 con l’uscita di scena di Daniel Craig. Da Cannes la Palma d’Oro più trasgressiva di sempre con Titane. Cinema italiano con Claudia Gerini Sulla giostra e I nostri fantasmi con Michele Riondino

Torna 007 e questa volta la missione impossibile affidata all’agente segreto più amato del cinema è davvero speciale: deve salvare il mondo da un’arma batteriologica e se stesso anche dal tempo che avanza, implacabile, perfino per lui ma, soprattutto, il cinema dall’effetto pandemia che continua a tenere lontani troppi spettatori dalle sale. Non tutto gli riuscirà, ma una cosa è certa: No time to Die di Cary Fukunaga, ennesimo capitolo della saga di 007, cambia decisamente lo stile di James Bond che ordina come sempre il suo Martini rigorosamente agitato e non mescolato, ma è molto meno seduttore e, nei momenti più intimi, sembra pensare più agli affetti che alle ‘antiche’ performance da latin lover incallito, ingrediente fondamentale dell’intera saga tratta dai romanzi di Ian Fleming.

A proposito di storia (e di numeri) No Time to Die, comunque, è il 25.mo appuntamento con James Bond e il quinto per l’attore che nel 2006 con Casino Royale è entrato nel personaggio creato da Ian Fleming, che ora abbandona dando al suo ruolo e al finale un taglio narrativo anche sorprendentemente romantico. Ma proprio come chiede alla stampa la distribuzione del film, #notimeforspoiler: il finale dev’essere una sorpresa ma il richiamo della storia, l’action adrenalinica e le splendide location (tra cui l’inseguimento super spettacolare a Matera che apre il film) contribuiscono senza dubbio a rendere questo capitolo finale per Craig l’appuntamento più atteso della settimana (e i primi incassi già ne confermano il richiamo).

“Abbiamo aspettato tanto per vedere questo film al cinema, perché il cinema è il luogo giusto per vederlo”. Quanto alla trama, prologo super thrilling tra i ghiacci di una Norvegia fiabesca, prima tappa a Matera, tentazione di Bond, ormai in pensione, a cedere finalmente al ritmo di una vita slow ma nonostante la voglia di stabilità (e famiglia?) con Madeleine (una bellissima Léa Seydoux) i suoi nemici della Spectre, sono sempre all’erta. E qui già siamo dentro i 163 minuti del film tra Cuba e altre splendide location esotiche segnate però dal passato: il regista (è il primo americano) Cary Joji Fukunaga richiama nella memoria di Bond i due ultimi film con Craig, qui uno 007 segnato dalla morte di Vesper Lynd (Casino Royale) e dall’addio di M in Skyfall. Il cattivo è Safin (Rami Malek), un assassino psicopatico pronto per vendetta a sterminare l’umanità attraverso un’arma batteriologica e virale che agisce selezionando le sue vittime in base al Dna: una sceneggiatura pre-pandemia che certo non può non far pensare al Covid-19!

Tra gli sceneggiatori (forse anche per ragioni post #metoo) entra una donna, Phoebe Waller-Bridge, autrice di serie molto popolari e non solo, la cui ironia filtra in alcune battute. Tra i personaggi Ernst Stavro Blofeld è Christoph Waltz, altro pericoloso psicopatico, che vive in una cella di massima sicurezza.

Non è solo 007 a riaccendere le sale in questo week end di fortissima ripartenza: da Cannes arriva infatti la Palma d’Oro più trasgressiva di sempre, il ‘body horror’ Titane, un film che ha diviso il pubblico di Cannes e ora è in Italia con una corrente di commenti decisamente contraddittoria. Il perché è, non nello stile narrativo della regista, ma in una storia che fin dalla sceneggiatura passa ogni limite di fantasia futuribile. La regista Julia Ducournau racconta con gran mestiere e un fortissimo senso dello spettacolo la storia di Alexia che, fin da quando era bambina, a causa di un incidente di macchina, subisce un intervento chirurgico che le lascia una placca metallica sul cranio. E già da quella prima immagine di sala operatoria si intuisce la visione estrema della regia di un’autrice che ama evidentemente il cinema di David Cronenberg, visto che il film continua raccontandoci Alexia come modella-immagine nelle esposizioni di motor show. Ed è lì che la troviamo a ballare, nella sequenza più iconica del film: su una Cadillac come se stesse vivendo un amplesso da quale poi resterà incinta. È la scena clou di un film in cui c’è l’essenza di una rappresentazione estrema e provocatoria di un pensiero d’autore. Anzi di un’autrice che crede chiaramente nella fluidità del gender e vuole abbattere provocatoriamente gli stereotipi in una lettura dichiaratamente fantascientifica in un film che ama l’oscurità e riserva molte sorprese simbolicamente estreme.

Vincerà un sentimento? Guardare per credere ma, certo l’incontro con Vincent (che è Vincent Lindon), pompiere “orfano” del proprio bambino, scomparso una decina d’anni prima, offre un finale distopico ma, pur nello stile della regista, con un’intenzione più ‘romantica’, in un film che, per dirla con Lindon, vuol essere anche “un atto di trasformazione degenerativa dell’essere umano materno”. Insomma, di una donna in parte bionica, capace di partorire futuro.

C’è spazio anche per due uscite italiane: Sulla giostra di Giorgia Cecere è un film al femminile con Claudia Gerini e Lucia Sardo, sulla difficoltà e sulla necessità di lasciarsi alle spalle un capitolo di vita, per aprirne uno nuovo. Storia di una donna in carriera che torna in Salento, dov’è nata, per vendere la casa di famiglia, ma si scontra con il passato che è ‘difeso’ dalla vecchia governante della villa. E come dice la Gerini “sono le donne che portano lo scettro della storia”.

I Nostri Fantasmi, opera seconda di Alessandro Capitani con la partecipazione di Alessandro Haber è la storia di un giovane padre e suo figlio di sei anni, che vivono nel sottotetto della casa da cui sono stati sfrattati e terrorizzano tutti i nuovi inquilini interessati al ‘loro’ appartamento nella speranza di recuperarlo. Per Carlo è un gioco, è per un po’ funziona, finché non arriva una mamma in fuga, con la figlia, da un uomo violento. Un film che affronta i temi del lavoro, della casa, della violenza sulle donne, ma gioca anche con il fantasy.

Quo Vadis, Aida? di Jasmila Zbanic riapre la tragedia della Bosnia facendo rivivere i giorni dell’esecuzione sistematica di oltre 8 mila residenti a Srebrenica alla fine della guerra in Bosnia, durata dal 1992 al 1995. Aida è un’interprete che lavora per le Nazioni Unite in un film dedicato alle donne che hanno perso persone che amavano.

Infine, 47 metri: Great White di Martin Wilson è la storia di cinque passeggeri che per un naufragio si trovano a 100 miglia dalla costa, su una zattera e dovranno difendersi dagli squali.

 Al cinema, insomma, si annuncia un tranquillo week end di emozioni (e di adrenalina).
Buona visione…