Venezia 78: Il bilancio di una Mostra eccezionale

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Venezia 78: Si è chiusa una Mostra eccezionale, che ha segnato nei fatti e nella vitalità del cinema la prima vera ripartenza. Un successo a cominciare dai dati del pubblico e ora, via al cinema in sala: Qui rido io è già uscito, Sorrentino entro settembre al cinema, già guarda agli Oscar®, Freaks Out a conquistare il pubblico giovane. Bene anche per i film e i protagonisti delle Giornate degli Autori.

Restituito alla quiete del Lido, il Palazzo del Cinema di Venezia è già tornato alla normalità: via il muro che ha protetto l’ingresso dei talent dal rischio di assembramenti dei curiosi, via in pochi minuti la moquette scarlatta del red carpet, l’ultimo minuto di questa Mostra 78 è stato per i bilanci e l’appuntamento al prossimo anno, con l’annuncio che il via sarà il 31 Agosto 2022. Bilanci decisamente positivi per una Mostra ricca in ogni senso, attenta alla sicurezza e per questo due volte vincente e se i dati del successo serviranno a richiamare il pubblico verso un ritorno in sala, non c’è dubbio che il risultato di Venezia è il miglior incoraggiamento: oltre 153 mila ingressi, con un aumento che ha superato il 60 per cento in più rispetto al 2021 della pandemia ma solo il 7 per cento in meno rispetto alla normalità del 2019, ben 769 proiezioni (di cui 369 sold out) e massima sicurezza per gli spettatori.

È un dato importante considerando Venezia il primo test di sicurezza per le sale e anche qui i dati ufficiali parlano da soli: nello screening continuo effettuato sul pubblico del Lido sono stati riscontrati solo 3 positivi al Covid su 4500 tamponi effettuati. Presidente e Direttore artistico parlano di una Mostra del miracolo, oltre Venezia, per il cinema: “La pandemia non lo ha piegato” dicono. E potremmo aggiungere che non solo in termini di quantità e di offerta Venezia quest’anno sembra proprio aver battuto Cannes.

Dai numeri ai premi, anche qui appena un’ombra di polemica ma niente scontri alla fine nell’orchestra dei Giurati sul verdetto unanime molto applaudito in sala: un Leone d’Oro che parla francese ma che, soprattutto, ha consegnato il premio più ambito della Mostra a una regista, la franco-libanese Audrey Diwan, una donna che firma, con L’evenenment, un film dedicato certo alla storia delle donne ma anche agli uomini perché comprendano che nel mondo, su un tema delicato come l’aborto, ci si ricordi della lunga stagione di illegalità vissuta sulla pelle delle donne, nel film ragazze degli anni Sessanta, ma in una storia universale, senza tempo, importante per il messaggio che passa, contro i metodi clandestini che solo una legge può cancellare.

Dice Barbera: “Il cinema non è mai stato vivo e vitale come in questo momento, e ora l’auspicio è che la Mostra possa servire da stimolo a spettatori che tornino in sala”. Il suo bilancio è positivo soprattutto per la qualità dei film, nel complesso ben accolti dalla critica, anche internazionale. Certo tra gli italiani la Napoli di Martone e Servillo non è entrata nel palmarès ma era stata considerata, ma alla fine c’erano troppi film meritevoli. Oltre al Leone altri due i premi per le donne in un palmarès firmato da una giuria in cui peraltro sono state ben 4 le firme al femminile: per la sceneggiatura di The lost daughter di Maggie Gyllenhaal da un romanzo di Elena Ferrante e soprattutto con il Leone d’Argento per la regia a una grandissima regista come Jane Campion. “Il punto di forza è stata la ricchezza dell’offerta” della Mostra di questo 2021, dice ancora il Direttore Alberto Barbera. Un elemento con il quale ha costruito anche l’offerta dei cinque titoli italiani (tra i quali con i due premi andati a Sorrentino un riconoscimento importante è andato al film di Michelangelo Frammartino Il buco). Ma la riflessione del giorno dopo non può non tener conto di una valutazione che è nei fatti e che dalla Giuria ha sottolineato nei commenti anche Saverio Costanzo: “Evidentemente le donne hanno più da dire e il loro è un discorso da ascoltare di più rispetto al viaggio interiore dei maschi”.

“La storia delle donne è fatta purtroppo di ferite”, ha detto ritirando il Premio anche la regista del film vincitore del Leone d’Oro, abbracciando commossa, sul palco della serata finale, la sua attrice protagonista. Quella dei film invece è nelle mani del pubblico che a Venezia ha seguito, insieme al programma della Mostra anche la maratona parallela delle Giornate degli Autori, ricchissime di talento e di proposte innovative da tutto il mondo, come la Settimana della Critica. Ed è stata trasversalmente una Mostra dove il cinema ha abbracciato mondi lontani come altri territori della Cultura e della Musica. Da Ezio Bosso a Fabrizio De Andrè raccontato dal figlio Cristiano, da quel che resta dei Led Zeppelin a Ornella Vanoni (racconta se stessa in un bel documentario, premiata per l’occasione per la sua carriera ‘Senza fine’), una lunga colonna sonora che ha fatto spuntare in un titolo lontanissimo dall’Italia perfino la voce di Bruno Martino. E che si è conclusa con il documentario kolossal di Giuseppe Tornatore dedicato a Morricone: anche Gianni Morandi è arrivato ad applaudire Ennio.

E, tanto per chiudere con un’immagine curiosa, proprio davanti a lui, Gianni Morandi, giocando con In ginocchio da te (che si ascolta sorprendentemente nella colonna sonora del suo Parasite) anche il Presidente della Giuria 2021, Bong Joo Ho, si è inchinato davanti a lui, sorridendo felice di conoscere l’autore di quel 45 giri che in Corea piaceva tanto a suo padre…

 

TUTTI I PREMI

 

CONCORSO

Giuria: Bong Joon Ho – presidente, Saverio Costanzo, Virginie Efira, Cynthia Erivo, Sarah Gadon, Alexander Nanau, Chloé Zhao

Leone d’Oro, Miglior Film – L’événement di Audrey Diwan

Leone d’Argento, Gran Premio della Giuria – È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino

Leone d’Argento, Premio Migliore Regia – Jane Campion per The power of the Dog

Coppa Volpi, Migliore Interpretazione Maschile – John Arcilla per On the Job: The Missing 8

Coppa Volpi, Migliore Interpretazione Femminile – Penélope Cruz per Madres Paralelas

Premio Miglior Sceneggiatura – Maggie Gyllenhaal per The Lost Daughter

Premio Speciale della Giuria – Il buco di Michelangelo Frammartino

Premio Marcello Mastroianni, a un giovane attore o attrice emergente – Filippo Scotti per È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino

 

ORIZZONTI

Giuria: Jasmila Žbanić – presidente, Mona Fastvold, Shahram Mokri, Josh Siegel, Nadia Terranova

Premio Orizzonti Miglior Film – Pilgrims di Laurynas Bereisa

Premio Orizzonti Migliore Regia – Éric Gravel per À Plein Temps

Premio Speciale della Giuria Orizzonti – El gran movimiento di Kiro Russo

Premio Orizzonti Migliore Interpretazione Femminile – Laure Calamy per À Plein Temps

Premio Orizzonti Miglior Interpretazione Maschile – Piseth Chhun per White Building

Premio Orizzonti Miglior Sceneggiatura – Peter Kerekes, Ivan Ostrochovsky di 107 Mothers

Premio Orizzonti Miglior Cortometraggio – Los huesos di C.Leòn, J.Cociña

Premio degli Spettatori “Armani Beauty” – Sokea Mies, Joka Ei Halunnut Nähdä Titanicia di Teemu Nikki

 

LEONE DEL FUTURO – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”

Giuria: Uberto Pasolini – presidente, Martin Schweighofer, Amalia Ulman

Premio per Imaculat di Monica Stan e George Chiper-Lillemark

 

VENICE VIRTUAL REALITY

Grand Premio della Giuria per Miglior Opera VR – Goliath: Playing with Reality di B.G.Murphy e M.Abdalla

Migliore Esperienza VR per Contenuto Interattivo – Le bal de Paris de Blanca Li di Blanca Li

Migliore Storia VR – End Of Night di David Adler

 

Per i premi collaterali: labiennale