Venezia 78: È il giorno di Mario Martone e il suo Edoardo Scarpetta

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Venezia 78: È il giorno di Mario Martone con Qui rido io in cui uno splendido Toni Servillo interpreta, in concorso, Eduardo Scarpetta e la Napoli dei De Filippo. Aspettando gli ultimi due titoli italiani in concorso, Freaks out e America latina, al Lido ancora un red carpet superstar con un grande cast di talenti da applaudire

Ancora un film italiano in concorso e a Venezia, attesissima, c’è la Napoli di Eduardo Scarpetta e della famiglia De Filippo raccontata in Qui rido io da Mario Martone. Terzo dei 5 film in corsa per il Leone d’Oro precede il debutto del fantasmagorico mondo (kolossal) di Gabriele Mainetti, Freaks out, poi dell’ultimo titolo tricolore in concorso, America latina dei fratelli D’Innocenzo.

Venezia distratta ieri dall’improvvisa scomparsa di Jean Paul Belmondo, è affollata dal pubblico, e lo confermano i primi dati della Mostra al giro di boa della sua seconda settimana, ma è anche uno straordinario palcoscenico per tante generazioni di protagonisti, un’orchestra in cui è fondamentale il lavoro corale. E il modo migliore per raccontare oggi l’assembramento con mascherina al seguito di Martone è sciorinare i nomi dello straordinario cast in cui svettano anche i protagonisti dei ruoli più piccoli: Toni Servillo, Maria Nazionale, Cristiana Dell’Anna, Antonia Truppo, Paolo Pierobon, Eduardo Scarpetta, Lino Musella e ancora Roberto De Francesco, Gianfelice Imparato, Giovanni Mauriello, Iaia Forte, Roberto Caccioppoli, Chiara Baffi, Alessandro Manna, Lucrezia Guidone, Elena Ghiaurov, Gigio Morra… In Qui rido io, Toni Servillo, è Eduardo Scarpetta, grande commediografo e padre, tra i molti figli avuti da tre donne diverse (tra loro anche parenti) di un gigante del panorama teatrale italiano come Eduardo De Filippo. Una vita dedicata al palcoscenico, la sua, segnata da grandi successi, ma anche da controversie accese come quella con Gabriele D’Annunzio per una versione parodiata de La figlia di Iorio che fece esplodere le ire del Vate, Scarpetta nel film (nei cinema da dopodomani, 9 settembre, dopo il debutto a Venezia) racconta anche la storia di una dinastia di attori. E non a caso 130 anni dopo gran parte del set è stata allestito al Teatro Valle di Roma dove debuttò Miseria e Nobiltà, una delle più celebri commedie del teatro napoletano (diventata poi il film di Totò).

Grande attesa anche per il film di Gabriele Mainetti, Freaks out: tre anni di realizzazione, milioni di euro investiti e un taglio internazionale degno del grande cinema hollywoodiano, nello stile di Tarantino o Guillermo del Toro, per non parlare della curiosità che accede il nuovo film dei D’Innocenzo, ultimo nel panorama delle ultime 3 uscite in concorso.

Non sarà facile per la Giuria portare a casa il verdetto con una quantità straordinaria di titoli davvero interessanti: Venezia, “con i film di quest’anno rappresenta una spinta formidabile per riportare la gente nelle sale”, si augura il Direttore Alberto Barbera sciorinando con il Presidente Roberto Cicutto i dati positivi delle sale.

E non c’è solo il concorso ufficiale: ieri, per esempio, ha acceso grande attenzione La scuola cattolica di Sefano Mordini dal libro di Edoardo Albinati nel quale si accende la memoria degli anni Settanta violenti e ‘neri’ in cui accadde un caso di cronaca eclatante come il massacro del Circeo.

«Da romana, in casa ne avevo sentito parlare” ha raccontato Benedetta Porcaroli nel ruolo, non facile di Donatella Colasanti, la sopravvissuta alla violenza scomparsa pochi anni fa. Di lei, dice, “ho cercato di raccontare la sua purezza tradita, che le hanno strappato per sempre”.

A Venezia tra le diverse sezioni c’è anche molta musica: tra i Led Zeppelin raccontati in un documentario che ne celebra la storia e presto Cristiano De Andrè che racconta suo padre, aspettando il ritratto di Ennio Morricone curato da Giuseppe Tornatore, Ornella Vanoni in arrivo alle Giornate degli Autori si prepara a ricevere il Soundtrack Stars Award, protagonista di un documentario di Elisa Fuksas che la racconta con una leggerezza e un’autenticità come dice il titolo del film, rubato alla sua canzone leit motiv di una vita: Senza fine. E Giorgio Verdelli che dopo Paolo Conte continua a regalarci da autore di documentari biografie musicali, ha dedicato a Ezio Bosso una carrellata con testimonianze tra gli altri di Gabriele Salvatores, Silvio Orlando, Enzo Decaro, Angela Baraldi.

La Mostra vola verso il finale, affollata e con un successo al suo attivo già conquistato nel segno della qualità: film che dimostrano la vitalità del cinema e la resistenza attiva, per il cinema italiano, di un gruppo di attori in cui svettano le performance di un cast non solo al femminile: un made in Italy sorprendentemente ‘in sottrazione’ è un mondo di attrici e attori che riempiono lo schermo anche quando sono appena conosciuti.

Dice il titolo di un bel film italiano La ragazza ha volato. Potremmo dire che la Mostra 78 ha già volato, sperando che il successo, nonostante qualche difficoltà per un affollamento a volte eccessivo, non sia smentito dalle giurie. Buon cinema, al Lido la maratona continua fino a sabato.