Week end al cinema: i film in sala 28 e 29 agosto

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Ultime uscite d’agosto, primi debutti nelle sale che riaprono aspettando gli spettatori col green pass ed è inevitabile aprire col segnalare la commedia italiana che si è fatta più attendere, preceduta dall’uscita-evento nei due giorni di festa di Ferragosto. È Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di Morto, seguito della popolare commedia di Riccardo Milani, con Paola Cortellesi e Antonio Albanese. E stavolta il gioco di coppia tra Monica e Giovanni apre un capitolo meno balneare, comunque legato a mettere in scena il contrasto sociale tra i mondi ai quali appartengono: il popolarissimo quartiere di Bastogi, periferia romana in ogni senso estrema e il centro esclusivo in cui vive Giovanni, che a Bastogi gli amici di Monica chiamano ‘il ministro’ e in realtà si occupa da un punto di vista decisamente ‘borghese’ di mettere il suo ruolo di pensatore democratico in giacca e cravatta al servizio di una missione sociale di recupero proprio delle periferie dove, nel primo capitolo della storia, grazie a una love story tra i loro figli, ha incontrato Monica e se n’è inaspettatamente innamorato.

In programmazione su ben 900 schermi, è il film che simbolicamente tenta la missione, possibile di rilanciare l’offerta italiana in sala. Come il primo titolo della storia, il film è diretto da Riccardo Milani che lo ha scritto con la moglie protagonista, Paola Cortellesi e con Giulia Calenda e Furio Andreotti. Tre anni dopo, i figli di Monica e Giovanni sono cresciuti e si rincontrano per caso a Londra, ma Monica è finita in carcere per colpa delle irresistibili gemelle affette da ‘shopping compulsivo’ (anche nella vita reale?) che hanno nascosto la refurtiva nella sua pizzeria. E quando, da Rebibbia, riesce a chiedere aiuto a Giovanni, esce assegnata ai servizi sociali della Parrocchia vicina all’area dove Giovanni con la sua rampante e giovanissima fidanzata snob sta promuovendo un Centro dedicato a promuovere la Cultura nelle periferie più degradate. Ancora una volta i loro mondi si incontrano e si scontrano pericolosamente… Con l’arrivo, però, di una new entry che cambia tutto: il giovane irresistibile Don Davide (Luca Argentero), prete affascinante che aiuta il prossimo al limite della legalità pronto a dare una mano in un’esperienza di carità e impegno militante in una realtà che rende Monica e Giovanni emblemi del più forte contrasto sociale.

Tra i titoli internazionali c’è scelta per pubblici molto diversi: cominciamo con il thriller di Lisa Joy Frammenti dal Passato – Reminiscence, che segna il ritorno sullo schermo di Hugh Jackman, uno scienziato che decide di usare la tecnologia per ritrovare un amore perduto. Siamo in un futuro prossimo in cui il riscaldamento climatico ha causato guerre e innalzato il livello dei mari allagando le città costiere come Miami, dove Nick ha scoperto una tecnologia che permette di far rivivere i ricordi. Il film viaggia tra il richiamo della meditazione e un clima d’azione in cui Lisa Joy per la sua prima regia ha avuto a disposizione oltre al budget la libertà di lavorare su una sua sceneggiatura originale e la grande Kathryn Bigelow per la direzione delle scene action.

Falling – Storia di un padre segna invece, a proposito di star internazionali, il debutto alla regia di Viggo Mortensen, che è anche autore della sceneggiatura. Mortensen, danese di nascita considerato ormai un divo americano è stato protagonista di film come La promessa dell’assassino, Captain Fantastic , Green Book, ed è Aragorn nella trilogia del Signore degli anelli, ma ha scelto l’Ontario per una storia intimista che diventa soprattutto il contrasto e il confronto tra due generazioni al maschile: il rabbioso padre che comincia ad essere affetto da demenza senile e suo figlio John (lo stesso Mortensen), che vive a Los Angeles con il compagno Eric e una figlia adottiva e decide di portar via il padre dalla sua fattoria e a confrontare la sua mentalità (reazionaria fino all’omofobia) con un mondo nel quale non accetta niente. Nel film, nel 2020 a Cannes in selezione ufficiale, poi al Sundance, appare in un cameo nel ruolo di un medico anche il regista David Cronenberg – che ha diretto Mortensen ne La promessa dell’assassino, in A History of Violence e in A Dangerous Method.

Per il cinema asiatico due storie, in arrivo dall’Oriente: la prima è il giapponese Il gioco del destino e della fantasia di Ryūsuke Hamaguchi, Gran Premio della Giuria a Berlino 2021, che indaga sul contrasto tra il cuore e il destino attraverso le vicende di quattro intensi personaggi femminili alle prese con i propri sentimenti e con l’imprevedibile percorso del caso e l’inciampo nelle coincidenze altrettanto inattese della vita. Tre i capitoli (Magia, Porta spalancata, Ancora una volta) attraverso i quali si muovono le storie delle quattro anime femminili in un film dove Tokyo e il Giappne diventano un palcoscenico universale.

È invece coreano A Day diretto da Sun-ho Cho, che racconta la storia di un chirurgo coreano molto noto, con una figlia, per la quale non dimostra di essere un buon padre: la cerca di ritorno da un viaggio e la trova proprio mentre sotto i suoi occhi muore investita da un taxi, un evento che cambia la sua vita ma soprattutto lo immerge in una sorta di viaggio temporale nel quale la morte di sua figlia e la sua assenza dalla vita della ragazza diventa un’ossessione.

Drammatico infine DAU. Natasha di Ilya Khrzhanovskiy e Jekaterina Oertel, ambientato nell’Unione Sovietica dagli anni ’30 ai ’60, più che un film una performance, un esperimento girato con attori non professionisti che interagiscono liberamente, basandosi solo su una traccia di sceneggiatura. Considerato il film ‘scandalo’ della Berlinale, racconta del progetto DAU, una sorta di Truman Show stalinista del quale i partecipanti volontari, avevano accettato i rischi senza valutarne però gli sviluppi.

Buon cinema, aspettando le novità da mercoledì prossimo in arrivo dalla Mostra Internazionale di Venezia.