Week end al cinema, i film in sala 10 e 11 luglio

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Week end al cinema: Donne protagoniste, questa settimana: Scarlett Johansson è ancora una volta Black Widow, Valeria Golino diventa una spietata rapinatrice seriale in Occhi blu, Matilda De Angelis in Atlas è un’appassionata di arrampicata vittima di un attentato alle prese con l’improvvisa immobilità. Ma non dimentichiamo il visionario The Book of Vision che attraversa il tempo e lo spazio in un mondo fantastico.

Finalmente anche un blockbuster tra i più attesi arriva in sala tra i tanti titoli italiani ed europei che sempre di più stanno illuminando gli schermi delle sale: è Black Widow con Scarlett Johansson, Florence Pugh, Rachel Weisz, William Hurt, lanciato dall’ultima serata del Taormina Film Fest. È una storia dark non solo nel titolo, che fa chiedere allo spettatore cosa si nasconda nel passato di Natasha Romanoff, la mitica Vedova Nera che dà il titolo al film e con quali fantasmi faccia ancora i conti oggi. A svelare questi interrogativi il film dei Marvel Studios diretto dall’australiana Cate Shortland, nel quale Scarlett Johansson torna ad interpretare la supereroina lanciata dieci anni fa tra i protagonisti Marvel. Siamo, come gli appassionati certamente sanno, nella Fase Quattro dell’Universo Cinematografico Marvel e nel film Vedova Nera è chiamata ad affrontare il lato più oscuro del suo passato inseguita da una forza che non si fermerà di fronte a nulla per distruggerla. Tra le donne forti ma al tempo stesso fragili del film ci sono la ‘sorella’ della Vedova Yelena e Melina interpretata da Rachel Weisz. Tra loro Alexei, The Red Guardian, al quale è affidato anche un tocco di comicità e di leggerezza.

Arriva da Taormina anche Occhi blu interessante debutto alla regia di un’attrice molto applaudita da sempre anche a teatro come Michela Cescon con Valeria Golino, Jean-Hughes Anglade, Ivano de Matteo, Matteo Olivetti. Da un’attrice, ora autrice italiana ci si aspetterebbe una commedia, forse, o comunque un debutto autoriale attento ad un ‘femminile’ più tradizionale. Michela Cescon invece ci sorprende dando anche a Valeria Golino un protagonismo diverso, poco scontato, nel ruolo di una rapinatrice che si traveste da rapinatore ed è inafferrabile (e a dire il vero irriconoscibile, al primo impatto) per tutto il film. L’altra sorpresa del film è una Roma da ‘polar’ francese che aiuta i suoi personaggi ad imboccare la strada di una trasformazione speciale in uno sguardo decisamente diverso nel quale Cescon reiventa il genere in cui Ivano De Matteo è un commissario che la insegue senza successo e Jean-Hugues Anglade è un ex poliziotto parigino in cerca di giustizia per riscattare la memoria di una figlia adolescente uccisa proprio a Roma da un pirata della strada.”Sì, ho toccato le corde che piacciono a me” ha spiegato. “Come il genere, il polar francese ma anche le graphic novel, lo spazio, l’architettura, l’ossessività”. E la scoperta è anche nel personaggio di una donna che non è né madre, né moglie, né amante” ma una protagonista come Roma, con il Colosseo, la Piramide, il Ponte della Musica, lo scalo San Lorenzo e la banchina del Tevere. Una Roma, come le donne protagoniste del film, inquadrata in modo insolito.

In Atlas di Niccolò Castelli Matilda De Angelis è una ragazza con la passione per l’arrampicata, costretta improvvisamente all’immobilità e a una lenta riabilitazione dopo essere stata vittima di un attentato, mentre era in vacanza in Marocco, in cui ha perso amici e fidanzato. La circondano amici, genitori, fisioterapista ma anche la montagna. Rappresenta una ragazza ferita anche nell’anima chiusa nel suo silenzio perché pensa che nessuno la possa capire, semplicemente perché nessuno ha vissuto ciò che ha vissuto lei. La sua rabbia diventa passività ma il recupero fisico e mentale è quello della ragazza che fu realmente vittima dell’attentato del 2011 a Marrakech alla quale è ispirata la storia.

In uscita anche l’horror Notte del giudizio per sempre di Everardo Gout con Ana de la Reguera, Tenoch Huerta nel quale un movimento clandestino, decide di calare l’America nel caos assoluto. Ed è prodotto da Terrence Malick The Book of Vision di Carlo Hintermann, con Charles Dance, Lotte Verbeek, Sverrir Gudnason. Un film visionario, ricco di suggestioni tra passato e presente, vita e morte, con un cast internazionale di cui fa parte anche Filippo Nigro. È un film affascinante, certo non facile da realizzare e da dirigere, che attraversa il tempo offrendo dimensioni diverse verso una dimensione inaspettata, un affascinante viaggio nel fantastico, dal punto di vista visivo in bilico tra due dimensioni. Al centro di The Book of Vision – coproduzione Italia, Gran Bretagna, Belgio – la vicenda di una giovane dottoressa che abbandona la sua carriera per immergersi nello studio della Storia della medicina, attraverso la lettura del manoscritto del dottor Anmuth. Un’esperienza che la obbliga a rimettere in discussione se stessa e non solo il mondo che la circonda.