Week end al cinema: i film in sala 3 e 4 luglio

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Week end al cinema: Torna Peter Rabbit, il cinema italiano racconta il rock vintage dei Boys e il futuro drammatico disegnato da Gipi ne La terra dei figli. Dalla Francia L’Agente speciale OS 117, regia di Michel Hazanavicius, con Jean Dujardin che ha rubato lo smoking di 007 a Sean Connery…

Week end ricco di uscite anche questa settimana: due i film italiani in arrivo dal Taormina Film Fest, Boys di Davide Ferrario per chi ama il gusto vintage del rock anni Settanta e il distopico La terra dei figli di Claudio Cupellini dalla graphic novel di Gipi. La Francia rilancia OS 117 nato sulla scia delle avventure di 007 con il primo film di una serie che arriva a Cannes tra pochi giorni con il debutto dell’ultimo appena girato. Qui l’Agente Speciale 117 al servizio della repubblica è il protagonista del film con il quale ha debuttato una vera e propria saga interpretata da Jean Dujardin, sostanzialmente una parodia a episodi di classici dello spionaggio a cominciare dai film su James Bond di Sean Connery. I primi due film sono stati diretti da Michel Hazanavicius, l’ultimo che chiuderà il Festival di Cannes invece da Nicolas Bedos. E proponendo subito un film per tutta la famiglia, ecco Peter Rabbit 2: un birbante in fuga di Will Gluck, secondo film live-action ispirato ai racconti di successo della scrittrice per bambini Beatrix Potter. Doppia il personaggio di Peter nella versione italiana del film Nicola Savino e, come sappiamo, il mondo di Peter Rabbit è ricco di storie divertenti da raccontare.

Da Taormina è una commedia decisamente vintage Boys, bilancio esistenziale, malinconico ma con alcune note divertenti di un gruppo rock che si ritrova quasi cinquant’anni dopo a tentare la strada di un ritorno in scena tra mille problemi personali comprese vicende che hanno a che fare con l’urologia e la prostata… I protagonisti sono Neri Marcorè, Giorgio Tirabassi, Giovanni Storti (che stavolta esce dal trio Aldo, Giovanni & Giacomo) e Marco Paolini. Autore delle musiche Mauro Pagani. Il film è anche la storia dei loro amori (nel cast anche Isabel Russinova) e del confronto amaro con una nuova epoca dominata dai trapper come Luca De Stasio, in arte JD: “Un vero trapper di periferia – come ha spiegato il regista, Ferrario – a cui abbiamo chiesto per il film di creare brani brutti, perché i suoi, quelli veri, sono bellissimi”. Mauro Pagani, mitico membro della PFM e storico collaboratore di De André, è la vera anima storica del gruppo: i brani originali di Boys nascono infatti proprio dal suo passato.

Anche ne La terra dei figli di Claudio Cupellini, che ha debuttato a Taormina in anteprima un grande cast italiano: Valerio Mastandrea, Valeria Golino, Fabrizio Ferracane e ancora Maria Roveran, Paolo Pierobon, Maurizio Donadoni. È un film che racconta un futuro distopico, drammaticamente trasformato in immagini dalla graphic novel di Gipi. Racconta di padri e figli (pochi, sopravvissuti al sacrificio per mani degli stessi genitori in un mondo post-apocalittico, che ha l’aspetto di una palude sinistra dove tutto è minaccioso e gli unici esseri viventi sono disperati o animali che diventano facili prede. Un padre (Paolo Pierobon) e un figlio (il rapper Leon de La Vallée, al suo debutto cinematografico), tentano di sopravvivere soffocando anche i sentimenti in un viaggio durissimo, all’insegna della violenza, attraverso la desolazione di un mondo distrutto da “veleni” in cui i pochi segni dell’umanità che fu appartengono solo ai ricordi della ‘Strega’ (Valeria Golino). Un mondo in cui solo gli adulti sono alfabetizzati, tanto che il ragazzo, alla morte del padre, avrà un’unica ossessione: farsi leggere il diario del genitore per sapere qualcosa in più della sua stessa storia.

Tornando alla commedia italiana parla di lockdown State a casa di Roan Johnson con Tommaso Ragno, tra gli altri, girata in uno spazio claustrofobico in cui il virus non è il Covid ma il lato peggiore dell’essere umano. Il Covid insomma diventa la scusa per chiedersi cosa accadrebbe se i nostri istinti peggiori prevalessero. Ancora commedia, nel senso di una rappresentazione della vita, regia di Francesco Fei con Mi chiedo quanto ti mancherò su due ragazze in fuga per la penisola. Il film è tratto dall’omonimo libro di Amanda Davis, scrittrice americana prematuramente scomparsa, e ha come protagoniste Beatrice Grannò e Claudia Marsicano: parla di una favola che affronta temi cruciali come le difficoltà dell’adolescenza e l’importanza di trovare una propria strada senza rinunciare ai propri sogni. Tra gli altri titoli in sala il drammatico Dream Horse di Euros Lyn con Toni Collette, presentato al Sundance Film Festival 2020, storia vera di un gruppo di amici che, convinti dalla più sognatrice decidono di unire le forze per raggiungere il successo grazie ad un cavallo da corsa che allevano e addestrano con la speranza di vederlo trionfare nelle più importanti competizioni ippiche. Ispirato all’incredibile storia vera di Dream Alliance.

Infine, Madre, per i più cinefili, il raffinato thriller del coreano Bong Joon Ho sulla disperata battaglia di una madre per scagionare il figlio (affetto da turbe psichiche) dall’accusa di aver ucciso una ragazza. Dopo Parasite – Palma d’Oro al Festival di Cannes e pluripremiato agli Oscar® 2020 ancora un titolo recuperato dalla breve filmografia di un cineasta di culto in tutto il mondo. Madre era stato presentato ben dodici anni fa a Cannes (Un Certain Regard): accolto come una rivisitazione di Hitchcock va ben oltre la tradizionale rappresentazione della bontà materna. E non dimentica l’ironia.