Week end al cinema: Tornano finalmente a vivere le sale ed escono il film Oscar® superpremiato Nomadland con Mank per i più cinefili e il coreano Minari. Da segnalare anche il restauro di In the mood for love e l’italiano Cosa sarà con Kim Rossi Stuart. Solo o 3 giorni in sala ma c’è anche Si vive una volta sola di Carlo Verdone. Cercateli, finalmente in sala…

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Schermi riaccesi, sale di nuovo aperte: certo con prenotazione e mascherina, senza pop corn e con molta pazienza ma almeno un’avanguardia di esercenti ci prova e coraggiosamente  propone almeno i titoli più attesi. Come i film appena premiati agli Oscar®: Nomadland di Chloé Zhao premiato anche per l’interpretazione femminile della grande Frances McDormand,Mank che aveva avuto dieci nomination e l’interessante Minari, coreano, che ha avuto Brad Pitt tra i finanziatori e per il quale ha avuto l’Oscar® da non protagonista l’attrice che interpreta una folle nonna trasgressiva che rene in pugno l’educazione dei più piccoli e l’equilibrio generale in una famiglia immigrata in Arkansas.

Ma parliamone, finalmente, dei film che hanno finalmente visto la luce della ripartenza sullo schermo: Nomadland, non c’è dubbio, è il vero trionfatore agli Oscar® dopo il Leone d’oro a Venezia e i Golden Globe. Nasce  dal libro inchiesta di Jessica Bruder , è un low-budget e tra chi lo ha voluto realizzare ad ogni costo c’è proprio la protagonista Frances McDormand. Da non sottovalutare il valore e il talento della regista Chloe Zhao nata a Pechino anche se ormai adottata in America che è la vera scoperta  degli Academy e non solo. Nomadland, all’indomani del crollo economico di una città aziendale nel Nevada è un road movie insolito che unisce al vagabondare precario negli States un viaggio dell’anima per Fem, improvvisamente vedova e disoccupata a sessant’anni, in cerca di una vita al di fuori della società convenzionale: viaggio nel viaggio il film ci fa scoprire il nomadismo delle “comunità mobili” che davvero attraversano gli Stati Uniti da nuovi poveri in cerca di sopravvivenza anche attraverso lavori occasionali. Leone d’oro a Venezia, due Golden Globe e tre Oscar® per il miglior film, la regia e per l’interpretazione di Frances Mc Dormand.

Minari è il ritratto di una famiglia sudcoreana nell’ America più rozza e inospitale, Arkansas nell’anno 1983. Come abbiamo già detto, il ruolo centrale va a una nonna indimenticabile che “puzza di Corea” per il nipotino (il ritratto da cucciolo, come direbbe Dyan Thomas del regista coreano cresciuto in America Usa Lee Isaac Chung). A 74 anni Yuh-Jung Youn, già star in Corea del Sud, è improvvisamennte una ‘nuova’ star hollywoodiana.

Sempre dagli Oscar® arriva Mank storia dello sceneggiatore vero autore dietro le quinte dell’operazione Quarto potere: quando infatti il giovanissimo Orson Welles lo chiama per scrivere la sceneggiatura del film. Herman J. Mankiewicz già leggendario era un protagonista della Hollywood trasgressiva non molto in linea con le major cinematografiche. Blindato in un bungalow di Victorville, lavora sul testo di un film destinato a diventare un capolavoro ma il film è anche un ritratto di un mondo lontano, leggendario.

Il film è diretto da David Fincher, sceneggiato una ventina di anni fa dal padre Jack e girato in uno splendido bianco e nero che evoca il fascino di un cinema perduto .Grandissimo il protagonista Gary Oldman.

Dal Festival di Berlino arriva Bad Luck Banging or Loony Porn (Sesso sfortunato o follie porno) di Radu Jude con Katia Pascariu, satira del perbenismo della società cresciuta in tempi di socialismo reale e oggi ‘integrata’ in un sistema completamente diverso. Vincitore dell’Orso d’oro è senz’altro tra le novità più interessanti del nuovo cinema rumeno. Il film di Radu Jude,  ambientato a Bucarest e girato gà in tempi di coronavirus (tant’è che i protagonisti indossano la mascherina) parte dalla storia di un’ insegnante di una scuola borghese  di Bucarest, molto amata dagli studenti e molto stimata, che finisce in rete a causa un video che la ritrae mente fa sesso con suo marito …

Ancora una segnalazione asiatica per il ritorno in sala, restaurato, di un film mitologico come In the mood for love di Wong Kar-wai che ritrova lo schermo a vent’anni da quando entrava, folgorante, nella Storia del cinema, premiato subito a Cannes per il miglior attore a Tony Leung Chiu-wai e Grand Prix tecnico a Christopher Doyle, Mark Lee Ping-bin, William Chang.

In the Mood for Love nasce – dopo Happy Together (1997) e 2046 (2004) – ispirato al romanzo breve Un incontro (Intersection) di Liu Yichang. Su Li-Zhen (Maggie Cheung), ovvero la signora Chan, e il giornalista Chow Mo-Wan (Tony Leung Chiu-Wai) sono i protagonisti dal cuore straordinariamente di questa storia mélo ambientata tra Shanghai e Hong Kong, dove nel ’62, una comunità della città cinese era esiliata, nel tempo del crollo degli imperi coloniali. Ancora appassionante e seduttivo fin dalla colonna sonora,.

E c’è un regista italiano – è Stefano Sollima – per  Tom Clancy’s Without Remorse (Senza rimorso), action militare con  intrigo internazionale dopo il giallo di un massacro familiare che colpisce il protagonista nel cuore della notte: il marine ha visto qualcosa che non doveva vedere? Come sempre Sollima numero uno per la regia d’azione . Protagonista una star ‘black’ come Michael B. Jordan (era il figlio di Apollo in Creed, con Stallone). Per gli appassionati del genere, imperdibile.

Ma l’Italia è soprattutto commedia, agrodolce come Cosa sarà  di Francesco Bruni  o comica allo stato puro com’è tradizione nel cinema di Carlo Verdone solo tre giorni in sala a Roma prima di una ‘virata’ in piattaforma  con Si vive una volta sola , film fermato proprio dal lockdown dopo una superpromozione che lo ha però ‘congelato’ da un anno. Cosa sarà  girato con leggerezza nonostante il tema della malattia e al tempo stesso profondo, con un grande Kim Rossi Stuart e un cast decisamente ben assortito è ispirato ad un  passaggio importante e delicato nella vita del regista. La storia di  Bruno Salvati, regista di scarso successo (ma questo non appartiene a Bruni…) commuove e diverte, restituendo con leggerezza e passione le emozioni e le paure di chi è costretto ad affrontare un “viaggio” imprevisto nella malattia. Bruno Salvati è curiosamente l’anagramma di Bruni salvato. E per fortuna così è andata nella realtà.

Quanto al film di Carlo Verdone, per i pochi -.solo romani-.che potranno subito trovarlo in sala , è una commedia corale e cinica girata ovviamente pre-Covid in cui un gruppo di medici importanti capitanati dal chirurgo Verdone, che ha per le mani anche la colecisti del Papa, sono protagonisti di scherzi feroci ai danni dell’anestesista Lasalandra (Rocco Papaleo).  Max Tortora è la ‘spalla’, Papaleo la vittima e a loro si aggiunge un’ Anna Foglietta  molto molto  nevrotica. Stile Amici miei, in salsa pugliese.

Tra le altre uscite annunciate per questi primi giorni Cuban Dancer di Roberto Salinas con Alexis Valdes, è la storia di un allievo della Scuola nazionale di balletto di Cuba, che si ritrova in Florida a confrontarsi con un ambiente completamente diverso. Est: Dittatura Last Minute di Antonio Pisu (con Lodo Guenzi, Jacopo Costantini, Ivano Marescotti, Paolo Rossi Pisu) racconta invece l’avventuroso viaggio di un gruppo di amici bolognesi che progettano di andare in vacanza in Romania e finiscono coinvolti nella caduta del regime di Ceausescu.

Tra i documentari anche Nuovo Cinema Paralitico di Davide Ferrario presentato a Torino racconta il poeta Franco Arminio, (visto al Torino Film Festival) e  Nilde Iotti, il tempo delle donne di Peter Marcias, con inserto di ficton in cui Paola Cortellesi dà voce alla figura e agli scritti della Iotti,.nel tempo di donne lontane ma allora, rileggendone la storia, di assoluta avanguardia e di grande coraggio.