Week end col cinema: Riflettori accesi su Matilda De Angelis e Pietro Castellitto. Appena 25 anni lei quasi 30 lui, sono due autentiche rivelazioni, i protagonisti più ‘cliccati’ e seguiti del momento. Il cinema italiano ricomincia da una nuova generazione di attori?

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Lei ha cominciato per caso: come spesso accade, accompagnando un’amica a un provino. Lui ha studiato filosofia e recitare era il suo ultimo progetto essendo cresciuto tra una madre scrittrice  e sceneggiatrice come Margaret Mazzantini e, soprattutto, un padre come Sergio Castellitto, grande protagonista nel mondo del cinema e del teatro. Eppure, a tempo di record, da qualche settimana  Matilda De Angelis  e Pietro Castellitto, 25 anni lei, quasi 30 lui, sono i due giovani attori improvvisamente più seguiti, applauditi e cliccati anche sul web.

Merito, soprattutto, di un salto internazionale arrivato ,tra le serie, con Undoing per Matilda De Angelis che abbiamo visto perfettamente a suo agio accanto a due mostri sacri come Hugh Grant e soprattutto Nicole Kidman. E per Pietro, in un anno d’oro (come per Matilda) appena siglato anche dalla  nomination al David di Donatello, certamente un successo  alimentato dalla regia di un’opera prima  caustica e originale– la commedia I predatori– premiata a Venezia  per la sceneggiatura ma soprattutto dall’interpretazione, non facile, di Francesco Totti in Speravo de morì prima, un ritratto divertente che ha trasformato in fiction l’icona e la biografia di un calciatore ormai supermediatico.

Se piacciono al grande pubblico,non c’è dubbio, è perché hanno portato un’aria di novità, in maniera moto diversa eppure convincente anche per la critica, sia sullo schermo che generalmente nell’immaginario di un cinema che sta cominciando a cambiare il suo casting.

Proviamo a raccontare la loro storia. Quella di Matilda, cominciata come giovanissima cantante quella di Pietro che immaginava di tenersi lontano dallo Spettacolo dopo una laurea in filosofia ed è invece scivolato giovanissimo  nella sceneggiatura fuori dai binari di famiglia, con un film arrivato nei mesi scorsi sullo schermo e soprattutto firmato come regista.

Quando Matilda ha cominciato era il 2016 esordiente accanto a Stefano Accorsi  il film era  Veloce come il vento  e la regia di Matteo Rovere : interpretava la pilota del campionato italiano GT Giulia de Martino, accanto e  Accorsi era il suo (più che impegnativo…) fratello tossicodipendente poi sono arrivati Una famiglia di Sebastiano Riso (2017) accanto a Micaela Ramazzotti, Il premio di Alessandro Gassmann (2017), e altri due titoli, tra due fiction di grande successo (Tutto può succedere e la storia de Lo Zecchino d’Oro in cui interpretava Mariele Ventre) fino a L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, diretto da Sydney Sibilia, partner di Elio Germano nel ruolo di Giorgio Rosa e della micronazione da lui fondata nel 1968 al largo di Rimini.

Inutile sottolineare ancora il momento magico  arrivato per lei con The Undoing: le verità non dette, trasmessa in autunno da HBO e arrivata a inizio gennaio anche in Italia in cui Matilda con Kidman e Grant ha avuto al fianco anche Donald Sutherland. ”Non sapevo niente di cinema, ci sono andata senza speranze e mi hanno fatto improvvisare una scena” racconta di sé “ma ho avuto la fortuna di incontrare grandi professionisti e affrontare la recitazione così ha reso più leggera la sensazione di dover imparare a nuotare nel mare di un Oceano

Pietro Castellitto, 30 anni il prossimo dicembre, con Speravo de morì prima, serie diretta da Luca Ribuoli,  in questi giorni è Totti accanto a Greta Scarano come Ilary Blasi, Monica Guerritore (la madre Fiorella) e Giorgio Colangeli (il padre Enzo) e tra gli altri Gianmarco Tognazzi l’allenatore Luciano Spalletti. Gli hanno chiesto come ha trovato il coraggio di interpretare un’icona vivente, ha risposto “con responsabilità e forse anche un po’ di disincanto ma soprattutto molto affetto per l’ex Capitano della Roma” e, aggiungiamo, un pizzico di spirito goliardico e ironia che non guasta. Più un diario di quando aveva 9 anni, un autentico Bignami romanista per , chissà, forse Pietro ha seguito anche come regista, visto che di sé ha detto: “Per far recitare bene gli attori devi capire bene che carattere hanno”. Lui, come attore, dialoga solo con quelli che ritiene ‘veri amci’ e forse anche un po’ complici, tra gli autori della nuova generazione: con Gabriele Mainetti senza dubbio i fratelli D’Innocenzo. Ed è un ottimo inizio.

Matilda De Angelis e Pietro Castellitto, poco più di mezzo secolo in due e già molto applauditi e superpremiati dal successo ( e non solo ). Che faranno da grandi?  Pietro lo vedremo in  Freaks out d Mainetti. Matilda, dopo il successo anche sul palcoscenico di Sanremo, presto, in un nuovo film. Ma loro, come tutti noi, per farsi vedere sul grande schermo stanno soprattutto aspettando che il cinema torni sugli schermi e intanto sono tra i più giovani candidati ai David di Donatello. Per ora la grande opportunità per Pietro Castellitto è ancora Speravo de morì prima. Pensa, con un po’ di nostalgia, a quel poster di Totti con il quale è cresciuto in camera, E’stato il suo mito,come per molti. Ma dopo la Curva Sud già c’è un nuovo set che lo aspetta. Come diceva quel titolo che ha portato fortuna a Matilda? Tutto può succedere. Non solo  per fiction.