Week end col cinema: tra cinema e moda una galleria di icone indimenticabili. Dal tubino di Audrey Hepburn allo stile inconfondibile di Diane Keaton, dai cappotti di Alain Delon e Marlon Brando alle irresistibili follie di Zoolander ecco una passerella cult , tra molti look ‘belli belli in modo assurdo”…

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

C’era una volta il tubino di Audrey Hepburn, poi da Hollywood sono arrivati gli anni Settanta del look maschile di Diane Keaton, l’eleganza griffata di Richard Gere in American Gigolò o nell’alta moda di Meryl Streep, la temuta Miranda direttrice del pù autorevole magazine di moda e prima ancora, tra piccolo e grande schermo le fashion victims di Sex and the city.

Oggi Matteo Garrone racconta in un corto una collezione di alta moda con la complicità del costumista Massimo Cantini Parrini, e a sostituire le ultime sfilate perfino Gus Van Sant ha diretto la prima web serie. Sì, il cinema racconta la moda e rende sempre più iconiche le creazioni dei costumisti: una serie molto amata come Undoing ha fatto parlare del soprabito verde ideato da una stylist per Nicole Kidman, commentato anche sui social forse perfino più della sua interpretazione. Dal cinema alla fiction italiana Made in Italy, appena andata in onda, ci ha tuffato nei look italiani anni Settanta, tra eskimo, gonne corte e look coloratissimi di un mondo tornato, per esempio, nella moda di ritorno degli stivali sopra il ginocchio, un must dell’ultima stagione tra le ragazze di oggi.

Un segno di tempi che tornano sempre nel costume e nella moda. E che il cinema puntualmente registra, anticipa, celebra come sempre nel suo specchio. Qualche esempio? Alta moda in primo piano da sempre del resto quando una star come Marlene Dietrich già portava abiti firmati in Paura di palcoscenico di Alfred Hitchcock  come, del resto, erano griffati quelli di protagoniste come Jennifer Jones, per non parlare delle celebri scarpe italiane che da Firenze partivano per Los Angekles destinate ai piedini affusolati di Marilyn Monroe.

Un vero trionfo per la moda francese accanto a Fred Astaire la Cenerentola a Parigi nel 1956, quando da un film nacque la sua ‘carriera’ non solo cinematografica ma di mannequin, per Audrey Hepburn che consolidava il suo rapporto con l’alta moda dello stlista francese che già due anni prima in Sabrina aveva lanciato lo scollo ‘a barchetta’, le ‘ballerine’ e i pantaloni stretti che furono chiamati ‘da torero’ ma divennero poi protagonisti della moda artigianale di Capri e Ischia, per non parlare dei grandi occhiali neri e dello chignon che ancora le ragazze imitano, lanciati nel film in cui Hepburn fa innamorare il rude Humphrey Bogart che rappresenta la sua severità con un semplice cappello al quale Sabrina dà un verso più europeo con un semplice gesto, e un ombrello che porta perfino in crociera.

Ma quante attrici hanno lanciato mode che ancora siglano la loro epoca? In Bella di giorno trionfo di alta moda francese per Catherine Deneuve, Faye Dunaway resta indimenticabile col baschetto di Bonnie (e Clyde) vestita anni Trenta (in un film dei Sessanta). Tra le curiosità della nostra moda nel cinema, Thomas Aldridge, grande firma dei costumisti americani chiamò in soccorso lo stile italiano per vestire Robert Redford come Il Grande Gatsby e pellicce artigianali (sempre italiane) furono ideate e prodotte per Madonna in Evita. Almeno tre infine i cappotti maschili talmente memorabili da essere esposti in moda maschile durante le sfilate del Pitti uomo (oltre quello di Tom Cruise in Vanilla Sky) ovviamente quello di cammello di Marlon Brando portato con t-shirt a pelle in Ultimo tango a Parigi o di un irresistibile Alain Delon ne La prima notte di quiete, sempre cammello ma con petti larghi anni Quaranta su pull dolcevita di lana grossa.

In versione trench, mitico il Bogart di Casablanca, insuperabile l’Ispettor Clouseau, Peter Sellers, de La Pantera rosa . E quando sullo schermo Woody Allen lanciò la moda anni Settanta di Diane Keaton in Annie Hall? Cappello, camicia maschile eperfino uan cravatta sui pantaloni di cotone ma con le pences in un look imitati ancora oggi Tra cinema e moda, comunque è l’Italia che ha una marcia in più e con la qualità del suo stile vince sempre. Una prova ? I look perfetti fino allo smoking di tutti i James Bond. E l’artigianato italiano è stato chiamato in causa perfino per un paio di calzini tossi (li indossa Danel Day Lewis) che appaiono nella perfezione sartoriale assoluta di un film come Il filo nascosto di Paul Thomas Amderson.

Moda è anche lo stile unico e originalissimo delle invenzioni colorate delle donne di Pedro Almòdovar ma passando alla commedia è davvero insuperabile è il look dei “belli belli in modo assurdo” che sfilano sulle passerelle dei due Zoolander, protagonista (e anche regista) Ben Stiller che sul set italiano ha portato perfino tra le autentiche superstar dello stile italiano, a Roma, un pizzico della sua follia trasgressiva…