Week end col cinema: Toni Servillo superstar tra i migliori interpreti mondiali del 21.mo secolo. Lo dice il New York Times che con lui indica tra gli altri Denzel Washington, Isabelle Huppert, Daniel Day-Lewis, Nicole Kidman, Viola Davis, Julianne Moore, Joaquin Phoenix e Tilda Swinton . Ecco il supercast internazionale dei 25 prescelti.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Indubbiamente La Grande Bellezza c’entra. Ma è soprattutto per  “la sua bella faccia segnata dalle rughe e  per l’impeccabile eleganza” che  Toni Servillo ha conquistato un prestigioso posto – l’unico assegnato ad un protagonista italiano – nella lista con la quale due grandi firme della  critica come  A.O. Scott –il  severo Anthony Oliver Scott- e Manohla Dargis del New York Times lo hanno indicato in questi giorni tra i 25 migliori interpreti mondiali del XXI secolo: “Nella nostra scelta abbiamo guardato oltre Hollywood. in vista della fine dell’anno, che coincide però anche con la conclusione del primo ventennio del XXI secolo” hanno spiegato precisando che la loro prestigiosa lista, che si apre con Denzel Washington e si chiude con Gael García Bernal, guarda “oltre Hollywood”.  In effetti  in classifica ci sono certamente molte star e persino vincitori di Oscar” – come scrive il sito del New York Times – ma  “anche caratteristi e camaleonti, eroi d’azione e beniamini d’essai

Servillo occupa il numero 7 della lista: presentato ovviamente come il Jep Gambardella de La Grande Bellezza ma molto più in generale come l’interprete che ha “sviluppato una simbiosi” con Paolo Sorrentino .Un abbinamento che ai due critici ricorda alcune delle grandi collaborazioni del passato: Martin Scorsese e Robert De Niro, Vittorio De Sica e Sophia Loren, John Ford e John Wayne. Dicono che “è stato l’avatar” con cui Sorrentino ha “scavato nella corruzione e nell’ipocrisia”: da L’uomo in più a Il Divo a Loro, film nei quali “rende vivida la stravagante umanità – e il profondo mistero – degli uomini che vivono per piegare il mondo alla loro volontà” e “cattura anche la loro solitudine”.

Una segnalazione, la sua, in ottima compagnia, la lista completa dei 25 attori include infatti, in ordine di citazione: Denzel Washington, Isabelle Huppert, Daniel Day-Lewis, Keanu Reeves, Nicole Kidman, Song Kang Ho,(appunto, al settimo posto)Toni Servillo e ancora Zhao Tao, Viola Davis, Saoirse Ronan, Julianne Moore, Joaquin Phoenix, Tilda Swinton, Oscar Isaac, Michael B. Jordan, Kim Min-hee, Alfre Woodard, Willem Dafoe, Wes Studi, Rob Morgan, Catherine Deneuve, Melissa McCarthy, Mahershala Ali, Sônia Braga e Gael García Bernal.

“Sono le 25 ragioni per cui amiamo il cinema più che mai “, commentano i due critici. Che a proposito di Servillo, gloria nazionale riconosciuta dall’apprezzamento di critica e pubblico e dai grandi premi, dicono testualmente che “evoca una versione piu’ solida della ‘farfalla sociale’ che Marcello Mastroianni fu ne La Dolce Vita”.  Chissà cosa avrebbe detto Mastroianni nel sentirsi chiamare ‘farfalla sociale’…

Tra gli attori in lista, onore a Servillo, dunque, che per le sue superstar della critica mondiale soprattutto con Il divo e Loro, nel suo make up grottescamente artificiale, va oltre la satira catturando “come un attore shakespeariano che affonda nella maestà e mostruosità di re antichi o immaginari, la stravagante umanità e il profondo mistero di uomini che vivono per piegare il mondo alla loro volontà. Ma anche la loro solitudine.

Di qualche anno più giovane, nella vita, del suo Jep Gambardella, Toni lascerebbe forse dire ai 65 anni appena compiuti del suo clamoroso alter ego in giacca gialla: “non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare” e infatti non le fa, scegliendo da sempre attentamente ruoli e autori nella sua professione. E scorrendo i titoli e i personaggi della sua carriera si ha l’impressione che sia stato sempre così per un attore che ama il cinema e ne è molto riamato ma che mai rinuncerebbe al rapporto d’amore con il teatro.

Lo dimostra la scelta del prossimo film che vedremo, si spera, innanzitutto su uno schermo o magari in un prossimo grande festival internazionale. Dopo un 2019 siglato da film come 5 è il numero perfetto di Igort (in cui è un sicario di seconda classe della camorra in pensione che torna in azione)  o L’uomo del labirinto (come Bruno Genko, investigatore privato in procinto di morire tormentato dal senso di colpa) ha appena finito di interpretare da protagonista la storia di Eduardo Scarpetta, re dei comici ma soprattutto dei teatranti napoletani: fu padre naturale di Titina, Eduardo e Peppino De Filippo e dedicò tutta la sua vita al teatro, firmando tra l’altro opere come Miseria e Nobiltà .

Ora con Toni Servillo lo racconta Mario Martone in Qui rido io. Ancora un grande protagonista, stavolta dedicato al teatro con la complicità di un regista che come lui ama profondamente le tavole del palcoscenico più del grande schermo, nella galleria di tanti personaggi così ‘sorrentiniani’… Che ne diranno i critici del New York Times? Buon week end comunque col cinema.