Week end col cinema: aspettando il film dei Manetti Bros con Luca Marinelli nella parte del ladro più famoso dei fumetti italiani (e Miriam Leone come Eva Kant) chi si ricorda il Diabolik del ’68? Il protagonista era una superstar come John Philipn Law, Marisa Mell era Eva Kant e alla regia c’era un mago del brivido come Mario Bava…

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Chi si ricorda che Diabolik al cinema è stato un eroe del ’68? Un Sessantotto cinematografico ovviamente. Ma ora che il protagonista delle storie di Diabolik sta per tornare sul grande schermo nella versione sicuramente più trendy e dark dei Manetti Bros torna alla mente quella prima versione del fumetto che negli anni Sessanta divideva i lettori dei suoi mitici albi in due grandi fazioni: gli  amanti di Diabolik ed Eva Kant e il fan club di Kriminal.

Strisce di culto anche per il cinema quelle del primo Diabolik divennero un film di Mario Bava, produzione Dino De Laurentiis, che riprendevano alcuni episodi della serie a fumetti, in patrticolare Lotta disperata, L’ombra della notte e un numero memorabile come Sepolto vivo!

Ancora molto da scoprire sul Diabolik di oggi, con un set blindato e nelle mani di due registi molto amati da un pubblico che considera già di culto i loro film: solo poche immagini in circolazione e molto poco è stato svelato di una rilettura che ha un cast di grande appeal per il pubblico italiano: sappiamo che punta sul primo incontro tra Diabolik e  e complice Eva Kant, che in realtà avviene nel terzo albo delle storie, L’arresto di Diabolik. Ma soprattutto che Diabolik è interpretato da Luca Marinelli, mentre Miriam Leone è Eva Kant e Valerio Mastandrea il mitico lspettore Ginko.

Nel cast sono anche Alessandro Roja, Claudia Gerini, Serena Rossi e Roberto Citran. Il film era stato annunciato per gli schermi di fine anno ma ora ovviamente l’uscita, legata ovviamente al tema della pandemia e dei cinema chiusi, è in attesa di nuove conferme.

Se intanto tornassimo indietro di mezzo secolo a quel primo Diabolik che molti hanno dimenticato? Sì, dimenticato. Tanto che le anticipazioni sul film dei Manetti parlano spesso di un Diabolik per la prima volta’ sugli schermi.

Ma dietro quel primo film c’era un regista cult come Mario Bava. Diciamo subito che la sua firma è molto amata non solo ì per i molti b movies amati anche da Quentin Tarantino ma perché è stato assolutamente un numero uno nell’uso degli effetti speciali quando si chiamavano ancora trucchi e  anche in quel Diabolik assicurava al pubblico uno straordinario  mix tra cinema  e pop art, optical art  (pare che abbia  influenzato anni dopo perfino una regia di Roman Coppola).

E in Italia? Diabolik uscì nel 1968 bel derby  con  Kriminal, proprio dopo un film sull’altro eroe nero dei fumetti protagonista di un film che Umberto Lenzi aveva diretto nel 1966. Per la storia proprio dopo l’uscita di  quel titolo a Dino De Laurentiis venne l’idea  di puntare sulle storie delle sorelle Giussani e le contattò.

Pensava a Tonino Cervi in un primo tempo per la regia ma la scelta cadde poi su un regista già considerato un mago del cinema horror italiano, appunto Mario Bava  al quale De Laurentiis offrì la regia perché quel Diabolik aveva bisogno dei suoi effetti.

Per Bava una grande occasione: il film ebbe un budget altissimo per la produzione media italiana, con un investimento da  200 milioni di lire di allora.

Ma chi ha portato quel Diabolik sugli schermi? In una prima versione si era pensato a Jean Sorel già un divo in Francia, amato in Italia e con un paio di occhi meravigliosi. Bava pensò però piuttosto a uno sguardo diverso, più magnetico e certamente più ambiguo e volle John Phillip Law, che doveva girare proprio a  Roma per De Laurentiis, con Jane Fonda, Barbarella.

Per Eva Kant, dopo l’idea  che accanto a Jean Sorel potesse esserci Catherine Deneuve, arrivò Marisa Mell, Ginko invece era Michel Piccoli, mentre Adolfo Celi, doppiato da Emilio Cigoli entrò nel cast in un personaggio inedito, creato per il film: Ralph Valmont. Quel primo Diabolik in un anno caldo come il 68 ottenne comunque buon successo popolare. Sarà curioso immaginare il cast di oggi e il taglio dei Manetti a confronto con quella prima esperienza. Che certamente oggi solo i l’vecchi’ lettori di Diabolik ricordano sugli schermi di cinquant’anni fa. Ma ora aspettiamo Marinelli, Miriam Leone e Mastandrea.