La Festa di Roma: Incontro ravvicinato con McQueen, superstar da Oscar® e applausi per Stardust sul giovane David Bowie. Incanta il pubblico Supernova con Colin Firth e Stanley Tucci. Niente red carpet per Francesco Totti, in lutto per la morte del padre, ma sale esaurite per il film che lo racconta.

Roma, 17 Ottobre– Alla Festa di Roma, dopo Soul, conquista il pubblico anche l’incontro ravvicinato e la tripletta di titoli inediti di un autore appena cinquantenne come Steve Mc Queen ma già insignito dall’Oscar® e a Roma dal Premio alla carriera condiviso in quest’edizione con il genio della Pixar Pete Docter.  E sono le parole contro il razzismo ma anche di sincera ammirazione per la campagna forte che la Festa del Cinema sta facendo, nonostante i contagi in aumento, perché il pubblico torni nelle sale, a far scattare l’applauso in sala, oltre l’attenzione per il suo cinema con i tre titoli che ha portato a Roma.

Il regista ha presentato in assoluta amteprima tre dei cinque episodi di Small Axe, la serie tv che andrà su Amazon, ambientata nella comunità caraibica di Londra tra gli anni Sessanta e Ottanta. Una serie, dedicata a George Floyd e al movimento Black Lives Matter che parla di razzismo, a cominciare dal primo episodio ambientato negli anni Sessanta protagonista Bowie Logan che entra in polizia ma diventerà ben presto vittima di un doppio razzismo: quello della polizia che lo vede con odio e dei neri che lo considerano un traditore. “Volevo portare sul grande schermo storie mai raccontate della comunità nera caraibica di Londra. E per questo ho ricostruito molte vicende che riguardano spesso persone ormai scomparse. Logan, che ha collaborato con noi, era davvero uno che voleva integrare comunità nera e polizia”.

Il regista di film come Shame e 12 anni schiavo ha dedicato attenzione nell’incontro col pubblico anche al cinema europeo e italiano, scegliendo di commentare tra i suoi film preferito Zero di conduit di Jean Vigo e Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti.

Dal razzismo alla musica Stardust di Gabriel Range con Johnny Flynn ha raccontato David Bowie. Quello raccontato nel film non è però il mitico Duca Bianco piuttosto il Bowie ancora sconosciuto degli esordi. Flynn lo interpreta quando a 24 anni fa il suo primo disastroso tour in America, e il film è, come ha detto il regista “una lettera d’amore a Bowie, scritta in assoluto rispetto».

Un film in cui si ascolta rhythm and blues, si vede un ragazzo dai capelli lunghi che ondeggia sui tacchi.Un Bowie ancora in cerca di identità, determinato comunque a trovare se stesso con l’obiettivo del successo.

Con Supernova, un regista dal cognome simile a quello del grande Premio Oscar® proposto nella stessa giornata, l’inglese Harry Macqueen è certamente una delle scoperte di questa Festa numero 15: giovanissimo, alla sua opera seconda ha diretto il talento assoluto di Colin Firth e Stanley Tucci, una coppia omosessuale legata da un amore reso ancora più saldo dall’ Alzheimer che sta segnando una forte perdita di sé, ancora molto cosciente di Tucker, interpretato da Tucci. Un film che parla di un amore assoluto, di condivisione, certo di malattia ma soprattutto delle scelte dolorose di una coppia da Oscar® che attraversa l’Inghilterra su un camper per ritrovare ricordi e affetti mettendo in scena il tema di un amore che diventa tema universale, in cui i sentimenti -come ha spiegato il regista- contano più dell’orientamento sessuale”.

La Festa continua, con Alice nella città tra bambini e ragazzi in un week end che punta forte anche sul cinema italiano  e con il film dedicato a Francesco Totti, un’ autobiografia non solo calcistica che l’ex capitano della Roma avrebbe dovuto accompagnare fin dal red carpet : il lutto recente per la perdita del padre lo allontana fisicamente dalla Festa ma il film, molto atteso tra gli eventi più ’pop’ di quest’edizione, resta in programmazione. Buon cinema, la Festa va avanti…