Venezia 77: Cinque minuti di applausi per ‘Non odiare ‘con Alessandro Gassmann e Sara Serraiocco, unico italiano in concorso alla Settimana Internazionale della Critica. Ma la Mostra continua a parlare soprattutto di donne: dopo Greta Thunberg e Miss Marx di Susanna Nicchiarelli in concorso, alle Giornate degli Autori omaggio a Liliana Cavani – e oggi Paola Cortellesi è Nilde Iotti.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Lido di VeneziaCinque minuti di applausi  sono andati a Non odiare, opera prima di Mauro Mancini, con Alessandro Gassmann, Sara Serraiocco e  il giovanissimo Luka Zunic che ha regalato al cinema italiano in vetrina a Venezia un momento di autentica emozione in occasione, tra l’altro della Giornata europea della cultura ebraica sulla quale il film esprime un coraggioso punto di vista. Prodotto da Mario Mazzarotto, il  film è l’unico titolo italiano in Concorso in questa 35.ma edizione della Settimana Internazionale della Critica, sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI), main sponsor BNL, gruppo Bnp Paribas, nell’ambito della  Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Racconta una storia dura in una una città del nordest, un non-luogo mitteleuropeo, contaminato da contrasti forti anche per  la presenza di profonde radici ebraiche.

Radici come quelle di Simone Segre, un chirurgo che si trova per caso a soccorrere un uomo vittima di un incidente, abbandonandolo al suo destino fatale quando vede che ha tatuata una croce uncinata sul petto. “Né buoni né cattivi, ma semplicemente esseri umani ha immaginato i suoi protagonisti il regista Mauro Mancini. Ma per questi personaggi così ordinari il film prevede l’imprevisto di  situazioni straordinarie. Che puntualmente fanno arrivare i nodi al pettine e ci dimostrano che un film può raccontare anche in una stria semplice racconta quello che siamo sotto la pelle.

Dalla Settimana della critica alle Giornate, anche sotto le insegne degli Autori la seconda settimana di Mostra (che oggi presenta in concorso Cari compagni di Andrzej Konchalovsky) si apre all’insegna della memoria con i fratelli Massimiliano e Gianluca De Serio registi di Spaccapietre Una Promessa, con Salvatore Esposito, anche qui l’unico titolo italiano in concorso,  storia di un passato familiare nel quale il racconto di fiction  s’intreccia con la biografia personale dei due registi.

Un film ricco di emotività in cui si parla anche di temi della violenza paura, vendetta . E anche le Giornate come il Concorso ufficiale oggi guardano a Mosca con Conference, altro film in concorso diretto dal russo Ivan I. Tverdovskiy, per riflettere  sulla memoria e sulla paura che può generare quando una tragedia collettiva riemerge dai ricordi.

Il fil rouge che ha attraversato il week end della Mostra e continua oggi anche a Venezia, è però soprattutto femminile: il regista sardo Peter Marcias presenta infatti in anteprima al Teatro Goldoni Nilde Iotti e il Tempo delle Donne interpretato da Paola Cortellesi, docufilm con le testimonianze del Presidente Sergio Mattarella, ma anche di Livia Turco, Piera Degli Esposti, Michela Murgia e molti altri. E sempre al Goldoni, le Giornate hanno organizzato un omaggio a Liliana Cavani con Il gioco di Ripley lasciando spazio sui temi delle donne anche alle registe Małgorzata Szumowska e Mati Diop, che hanno presentato due cortometraggi e a Emma Corrin, la futura Lady Diana Spencer nella quarta stagione di The Crown.  

Inutile sottolineare quanto parli di donne e di un’icona poco frequentata nella storia della sinistra comunista come Eleanor, figlia di Karl Marx, il secondo film italiano presentato in concorso, ovviamente Miss Marx di Susanna Nicchiarelli, più che un film ‘femminista’ un film sul conflitto tra ragione e sentimento, in costume ma con il contrasto stridente delle cover di Springsteen (e non solo) eseguite dai Gatto Ciliegia, che la regista ha scelto come contrappunto al racconto ottocentesco. La figlia più piccola di Karl Marx, (1855-1898), militante e morta suicida lotta per i diritti dei lavoratori e la parità delle donne, contro lo sfruttamento dei minori nelle fabbriche ma è insieme una donna ricca di sensibilità colte e non  solo sociali in un grande amore per la letteratura e il il teatro, anche se vittima impotente e consapevole dell’amore con il drammaturgo socialista Edward Aveling, già sposato, dissipatore di denaro e impenitente tombeur des femmes. E, attenzione, la protagonista , Romola Garai potrebbe essere già candidata alla Coppa Volpi…

Si chiama Om Devi: Sheroes Revolution il documentario scritto da Viola Brancatella, Claudio Casale e Gauri Grazia De Santis, in selezione ufficiale nella sezione VR Expanded l’alta definizione di Venezia 77. Un film che racconta l’India moderna attraverso le storie di tre donne combattenti che e  della loro lotta per  i diritti di genere. E ancora sulle donne Pieces of a Woman dell’ungherese Kornél Mundruczó, tratto dalla sceneggiatura della moglie Kata Wéber, è stato presentato nel  concorso ufficiale.

Donne di ieri, ragazze di oggi: alla Mostra un documentario racconta la storia di Greta Thunberg: I am Greta, fuori concorso la racconta anche nel privato e attraverso la sindrome di Asperger di cui soffre, ma soprattutto ripercorre le sue battaglie dall’agosto 2018, quando a Stoccolma – e nel mondo-  è diventata un’icona dopo quel primo sciopero scolastico per il clima, che continua ad avere una risonanza mondiale, anche per il suo impegno, accolto in maniera controversa ma reale.

E domani? E’ in arrivo a Venezia Gianfranco Rosi con il suo nuovo documentario. Che , in concorso, parla di guerra, fanatismo non solo religioso, ma soprattutto di esseri uimani, soprusi, violenze. Sugli uomini certo,  Ma anche sui bambini e sulle donne.