Venezia 77: Dal 2 al 12 Settembre ecco la Mostra al tempo del Covid. Lacci di Daniele Luchetti inaugura una Mostra molto attenta al cinema italiano che -tra mascherine in sala, protocolli di sicurezza e distanziamento obbligato- rappresenta, però, finalmente, la prima coraggiosa riapertura nel mondo dei grandi festival

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Ci siamo. In bocca al lupo a Venezia che con 18 film in concorso e una fortissima rappresentativa di cinema al femminile dal 2 settembre è al via con la 77.ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, quest’anno in un’edizione già destinata ad entrare nella Storia e comunque nella storia della Biennale che ha appena compiuto 125 anni e fa, quest’anno, del cinema, nonostante il Covid che ha costretto i grandi festival internazionali a cancellare il 2020, il suo fiore all’occhiello.

Un’edizione molto attesa, che punta forte sul cinema italiano ma, per dirla con il nuovo Presidente della Biennale, Roberto Cicutto, alla sua prima edizione e con il Direttore artistico Alberto Barbera non  sarà affatto autarchica anche se in gara ci sono ben quattro italiani e se proprio un film italiano, Lacci di Daniele Luchetti, fuori concorso con un supercast sul red carpet, consegna l’apertura al cinema nazionale che da anni non aveva questa visibilità fin dalla prima serata. Dunque Venezia, fino al 12, con distanziamento, mascherine anche in sala per tutto il tempo delle proiezioni, temperatura misurata ad pgni ingresso e tracciamento delle presenze si annuncia comunque come il primo grande evento cinematografico internazionale ‘in presenza’ dopo il lockdown.

E veniamo al progetto e ai film cominciando dai quattro italiani in gara: Notturno di Gianfranco Rosi, Le Sorelle Macaluso di Emma Dante, Padrenostro di Claudio Noce, Miss Marx di Susanna Nicchiarelli. Certo gli effetti del tempo difficile che anche il cinema sta vivendo nel mondo sulla selezione si fanno sentire: grande assente il cinema hollywoodiano, niente majors ma, in compenso, tanto cinema europeo e comunque in arrivo da Paesi esteri. Tra i protagonisti che hanno risposto all’appello di Venezia, dopo Cannes e Roma due anni fa, Cate Blanchett al Lido è Presidente di giuria, Pedro Almodóvar in arrivo con il Leone alla carriera Tilda Swinton, protagonista del suo ultimo film breve, Luca Guadagnino che presenta il documentario dedicato alla storia di Salvatore Ferragamo nel cinema e un suo corto girato durante il lockdown,  e ancora un’altra donna internazionale importante, il secondo Leone alla carriera, dall’Oriente Ann Hui. Un totale di 59 film, oltre a 15 corti, e a proposito di donne 8 registe su 18 titoli in concorso.

Gli ingredienti per una Mostra coraggiosamente possibile al tempo del Covid, insomma, ci sono. E come si dice, considerato il panorama internazionale dei Festival, comunque vada bisognerà accogliere benevolmente il grande sforzo produttivo e organizzativo di quest’anno, un menù molto italiano ma non solo trasversalmente presente in tutte le sezioni e soprattutto la certezza che Venezia ci sia  dopo il forfeit di Cannes, l’edizione minimal di Locarno che ha rimandato all’anno prossimo un vero Festival, la versione digital di Toronto e il sostanziale rinvio al 2021 di Telluride.

Cosa aggiungere? Certamente qualche cenno al programma, cominciando dai quattro titoli italiani in concorso: Notturno di Gianfranco Rosi (coprodotto anche con Francia e Germania) è indubbiamente il più atteso e anche il più ‘impegnato’ sul fronte del cinema militante con il quale Rosi affronta in solitaria Il film è il frutto di tre anni trascorsi in più territori del Medio Oriente ai confini tra Siria, Iraq, Kurdistan e Libano. Con Le sorelle Macaluso torna a Venezia dopo Via Castellana Bandiera Emma Dante (Italia) Con Viola Pusateri, Eleonora De Luca, Donatella Finocchiaro. E la  regista, ancora una volta racconta i legami di sangue, attraverso l’infanzia, l’età adulta e la vecchiaia di cinque sorelle nate e cresciute alla periferia di Palermo. Con Miss Marx  Susanna Nicchiarelli, protagonisti Romola Garai e Patrick Kennedy, dopo il successo internazionale di Nico, 1988, affronta un nuovo biopic, girato in inglese e dedicato alla figlia minore di Marx, Eleanor, tra le prime femministe nel socialismo. Infine in Padrenostro di Claudio Noce interpretato e anche prodotto da Pierfrancesco Favino (nel cast Mattia Garaci e Barbara Ronchi) un episodio realmente accaduto negli anni Settanta e in parte direttamente vissuto dalla famiglia del regista,nei giorni del terrorismo rosso. Tra gli italiani nelle altre sezioni ricordiamo l’attesa per molti titoli delle Giornate e l’unico in concorso alla Settimana della Critica:  Non odiare di mauro Mancini con Alessandro Gassmann. Moltissim inoltre titoli nazionali de dalle Giornate degli Autori. E si faranno notare Assandira di Salvatore Mereu, Nowhere special di Uberto Pasolini e due  esordienti ‘speciali’ come Pietro Castellitto con I predatori, suo esordio alla regia, e Jasmine Trinca con il corto Being My Mom.

Il resto, tornando al concorso e al cinema internazionale è un ventaglio di cinema che spazia dai temi del femminile (amori, discriminazione di genere)  alla violenza neonazista, gli anni di piombo, la crisi non solo economicadel mondo verso la visione di futuro inquietante, anche fantascientifico. Tra gli altri film da  segnalare la storia sentimentale di un amore lesbo ottocentesco in The world to come di Mona Fastvold, uno dei pochi titoli statunitensi con Con Katherine Waterston, Vanessa Kirby e Casey Affleck, sul fronte dell’impegno politico Nuevo Orden di Michel Franco, un film di fantascienza distopica, ambientato in Messico in un futuro in cui i Paesi sono governati da regimi totalitari, dalla Francia Amants di Nicole Garcia. In Laila in Haifa, da Israele, Amos Gitai ambienta la sua storia questa volta in una notte nel locale in cui si ritrovano ebrei, musulmani, gay ed etero, puntando l’obiettivo su tre donne. Ancora: cinema tedesco da Julia von Heinz che racconta una storia ambientata in una Germania colpita dal terrorismo simile al clima che Margarethe von Trotta ha raccontato quarant’anni fa affrontando quegli anni di piombo. Cari Compagni di Andrej Koncalovskij (Russia) come sempre con Julia Vysotskaya, ricostruisce la storia di uno sciopero anti Breznev, il primo sciopero, represso nel sangue dal Kgb, di una fabbrica di operai che nel 1962 protestarono per le dure condizioni di lavoro.

Temi forti e cinema che racconta molto il privato, fino al film di Stefano Mordini Lasciami andare Mordini scelto per la chiusura, noir  sentimentale interpretato da Stefano Accorsi, Valeria Golino, Maya Sansa, Serena Rossi, Antonia Truppo, in cui il protagonista sarà combattuto tra i legami del passato e un futuro ancora da scrivere. Anche qui lacci sentimentali…dopo  i Lacci del film di apertura, con diretta streaming dell’inaugurazione anche nelle sale, diretto da Daniele Luchetti e interpretato da Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno, Adriano Giannini, Linda Caridi Fuori concorso un eventoi anche perchè da ben 11 anni, la Mostra del Cinema non veniva aperta da un film italiano: tradimenti, ricatti emotivi, sofferenze e sensi di colpa, non senza un piccolo giallo che viene svelato solo nel finale in una Napoli, primi anni ’80, dal romanzo di Domenico Starnone, per il “New York Times” uno dei 100 migliori libri del 2017. Venezia è pronta, via  alla Mostra 77.