I film di Cannes senza Cannes? Eccoli. Pronti per altri schermi e altri Festival

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Cannes senza Cannes quest’anno, ormai chi è appassionato di cinema lo sa bene, i film selezionati prenderanno altre strade nel circuito dei più grandi festival internazionali. Locarno, Telluride, Toronto, Deauville, San Sebastian, Pusan, Morelia, Angouleme, New York, Roma, Rio, Tokyo, Mumbai, Mar del Plata e Sundance anche se non Venezia che avrà una sua autonoma selezione senza accettare il ‘label’, il bollino di qualità che accompagnerà il debutto delle eventuali opere che avrebbero dovuto debuttare sulla Croisette.

Ora finalmente la riserva è stata sciolta e il Delegato generale del Festival, Thierry Frémaux ha annunciato numeri e titoli (li elenchiamo per completezza alla fine di questa lettura). E così sappiamo che Cannes ha ‘liberato’ 56 film, tra cui 15 opere prime e 16 diretti da donne, scelti tra 2.067 lungometraggi.

Dato in crescita rispetto ai 1.845 del 2019, il 25.7% firmati da registe. Ovviamente la parte del leone la fanno i film francesi (ben 21 di cui 8 diretti dalle donne e 9 opere prime), poi i film provenienti da altri Paesi come Stati Uniti, Corea del Sud, Giappone, Regno Unito, Bulgaria, Georgia e Congo. Dice Frémaux “il cinema è più vivo che mai, unico, insostituibile e in costante evoluzione”. Insomma, non è morto e non sta nemmeno male, nonostante il Covid 19 abbia fermato in tutto il mondo produzione, distribuzione, eventi, festival e abbia spento le luci dei set come quelle degli schermi in sala.

Ecco perché Cannes ha pensato di firmare e offrire comunque la sua selezione ufficiale accendendo un riflettore sui film che, si spera, arriveranno nei cinema nei prossimi mesi. A sorpresa non Nanni Moretti con il suo Tre piani, che molti si aspettavano di trovare in questa selezione (andrà autonomamente comunque verso Venezia? O Moretti preferirà aspettare la Cannes del 2021?).  In compenso c’è in lista un film italiano, a dispetto del titolo e del regista ed è Last Words di Jonathan Nossiter. Una produzione Stemal Entertainment con Rai Cinema, coproduzione italo-francese realizzata da Donatella Palermo, film che racconta un mondo scomparso in un 2085 in cui pochissimi sono i sopravvissuti “un film di finzione su un tempo che speriamo di non vivere” dice Frémaux, “ed è quello che racconta la fine del mondo per motivi climatici”. È interpretato da Nick Nolte, Charlotte Rampling, Alba Rohrwacher, Stellan Skarsgaardm, girato tra Paestum e una Bologna sotterranea e tratto dal romanzo Mes derniers Mots di Santiago Amigorena.

Un po’ italiano è anche Truffle Hunters di Gregory Kershaw e Michael Dweck, americano ma girato in Italia (è una storia di cacciatori di tartufi…). Tra fedelissimi di Cannes The French Dispatch di Wes Anderson che avrebbe dovuto inaugurare la kermesse, In the Dusk di Sharunas Bartas,  Last Words di Jonathan Nossiter che abbiamo già citato, True Mothers di Naomi Kawase, Druk di Thomas Vinterberg, ben due film di Steve McQueen (Lovers Rock e Mangrove), Summer of  ’85 di François Ozon (che uscirà in Francia il 15 luglio), The Real Thing di Kuji Fukada, Les Hommes di Lucas Belvaux, Peninsula di Yeon Sang-ho, El olvido que seremos di Fernando Trueba, DNA di Maïwenn, Heaven di Im Sang-soo.

Tra i nuovi (comprese opere prime, commedie, animazione): Ammonite di Francis Lee, il cartone Disney-Pixar Soul di Pete Docter, Falling di Viggo Mortensen e Broken Keys di Jimmy Keyrouz.

Per completare il quadro dei film che avremmo visto a Cannes anche la Semaine de la Critique ha annunciato i titoli che avrebbe selezionato e la nostra Alba Rohrwacher -in realtà interprete di una ragazza svizzera- è protagonista del film d’esordio della francese Chloé Mazlo Sous le ciel d’Alice, ambientato nel Libano degli anni ’70.  Tra gli altri titoli l’esordio di Aleem Khan, i di origine pakistana con After Love, De l’or pour les chiens di Anna Cazenave Cambet, La Terre des hommes, opera seconda di Naël Marandin, La Nuée, opera prima di Just Philippot, omaggio dichiarato a Gli uccelli di Hitchcock).

Qui la lista completa dei titoli ‘liberati’ da Fremaux.

I FEDELISSIMI DI CANNES (almeno una volta in Selezione ufficiale)

-THE FRENCH DISPATCH di Wes Anderson (USA)

– LOVERS ROCK di Steve McQueen (UK)

– MANGROVE di Steve McQueen (UK)

-ADN (DNA) di Maïwenn (Algeria/Francia)

-LAST WORDS di Jonathan Nossiter (USA)

-HEAVEN: TO THE LAND OF HAPPINESS di IM Sang-Soo (Corea del Sud)

– EL OLVIDO QUE SEREMOS di Fernando Trueba (Spagna)

– PENINSULA di YEON Sang-Ho (Corea del Sud)

– IN THE DUSK di Sharunas BARTAS (Lituania)

– DES HOMMES di Lucas BELVAUX (Belgio)

-THE REAL THING di Kôji Fukada (Giappone)

 

I NUOVI ARRIVATI IN SELEZIONE

-PASSION SIMPLE di Danielle Arbid (Libano)

-A GOOD MAN di Marie Castille Mention-Schaar (Francia)

-LES CHOSES QU’ON DIT, LES CHOSES QU’ON FAIT di Emmanuel Mouret (Francia)

-SOUAD di Ayten Amin (Egitto)

– LIMBO di Ben Sharrock (UK)

– ROUGE di Farid Bentoumi (Francia)

– SWEAT di Magnus Von Horn (Svezia)

-TEDDY di Ludovic e Zoran Boukherma (Francia)

-FEBRUARY di Kamen Kalev (Bulgaria)

-AMMONITE di Francis Lee (UK)

-UN MÉDECIN DE NUIT di Elie Wajeman (Francia)

-ENFANT TERRIBLE di Oskar Roehler (Germania)

-NADIA, BUTTERFLY di Pascal Plante (Canada)

– HERE WE ARE di Nir Bergman (Israele)

 

UN FILM A EPISODI

-SEPTET: THE STORY OF HONG KONG dI Ann Hui, Johnnie TO, Tsui Hark, Sammo Hung, Yuen Woo-Ping e Patrick Tam

 

LE OPERE PRIME

-FALLING di Viggo Mortensen (USA)

–  PLEASURE di Ninja Thyberg (Svezia)

– SLALOM di Charlène Favier (Francia)

– CASA DE ANTIGUIDADES di Joao Paulo Miranda Maria (Brasile)

– BROKEN KEYS di Jimmy Keyrouz (Libano)

–  IBRAHIM di Samir Guesmi (Francia)

– BEGINNING di Déa Kulumbegashvili (Georgia)

– GAGARINE di Fanny Liatard e Jérémy Trouilh (Francia)

– 16 PRINTEMPS di Suzanne Lindon (Francia)

– VAURIEN di Peter Dourountzis (Francia)

– GARÇON CHIFFON di Nicolas Maury (Francia)

– SI LE VENT TOMBE di Nora Martirosyan (Armenia)

– JOHN AND THE HOLE di Pascual Sisto (USA)

– STRIDING INTO THE WIND di WEI Shujun (Cina)

– THE DEATH OF CINEMA AND MY FATHER TOO di Dani Rosenberg (Israele)

 

TRE DOCUMENTARI

-EN ROUTE POUR LE MILLIARD di Dieudo Hamadi (Repubblica democratica del Congo)

– THE TRUFFLE HUNTERS di Michael Dweck e Gregory Kershaw (USA)

– 9 JOURS À RAQQA di Xavier de Lauzanne (Francia)

 

LE COMMEDIE

-ANTOINETTE DANS LES CÉVÈNNES di Caroline Vignal (Francia)

-LES DEUX ALFRED di Bruno Podalydès (Francia)

– UN TRIOMPHE di Emmanuel Courcol (Francia)

– L’ORIGINE DU MONDE di Laurent Lafitte (Francia) opera prima

– LE DISCOURS di Laurent Tirard (Francia)

 

FILM D’ANIMAZIONE

-AYA TO MAJO (Earwig and the Witch) di Gorô Miyazaki (Giappone)

– FLEE di Jonas Poher Rasmussen (Danimarca)

-JOSEP di Aurel (Francia) 1h20 – opera prima

SOUL di Pete Docter (USA)