David di Donatello: ecco cosa resta di una serata senza red carpet ma storica: con i sei premi per Il traditore un cinema che parla di solidarietà e di speranza, guardando alla ripresa dopo il Corona Virus mentre set, sale e lavoratori sono fermi, senza lavoro

Una serata speciale, niente red carpet ma molto affetto e solidarietà intorno al cinema che il David di Donatello ha celebrato quest’anno con un’insolita cerimonia, televisivamente affidata a Carlo Conti, come sappiamo. Soprattutto alla spontaneità dei collegamenti di un cinema in lockdown illuminati solo dal flashmob delle sale chiuse che hanno riacceso per una sera le luci delle loro insegne.  Cosa resta di una serata così particolare? Un’immagine strana, forse surreale con tante nomination affidate al collegamento domestico con i candidati comunque emozionati in una scenografia per ciascuno improvvisata. “Comunque un’edizione che ha mantenuto l’appuntamento con i premi attesi dal cinema, fondamentale per dire quanto è importante ricominciare”, come ha esordito proprio Conti, in un abbraccio virtuale anche con i tanti lavoratori dei titoli di coda che fanno il cinema italiano. Oltre 200mila persone che in questo momento sono a casa in una prospettiva difficile di ritorno al lavoro.

Per loro soprattutto il saluto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha inviato un messaggio alla Presidente dell’Accademia, Piera Detassis: “Il cinema sta subendo in modo pesante le conseguenze dell’epidemia – ha scritto Mattarella, che quest’anno non ha potuto ricevere i candidati al Quirinale – per ricostruire il nostro Paese dopo la drammatica epidemia sarà necessario tornare a sognare e a far sognare. E questo è il compito precipuo dell’arte, della creatività e degli artisti. L’augurio è che la imminente e complessa fase di rinascita economica – così come accadde dopo la guerra, con i capolavori del neorealismo – sia accompagnata da una nuova esplosione di creatività e di bellezza”. E anche il ministro Dario Franceschini è intervenuto da casa, in smoking: “Non decidiamo solo noi quando riapriranno le sale, ma bisogna far ripartire l’industria anche perché il mondo pensa all’Italia attraverso le immagini che ha visto e vedrà”.

In questo David anche Roberto Benigni, da candidato, ha salutato con la battuta della serata: “siamo al Covid di Donatello”.

L’impegno e soprattutto premi, assegnati virtualmente e accolti da entusiasmo e applausi sia pure ‘domestici’: come previsto la sfida era tra Pinocchio e Il traditore e ha avuto la meglio il film di Marco Bellocchio: miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale, oltre alle interpretazioni di Favino e Luigi Lo Cascio e al montaggio è il vincitore assoluto di un’edizione che resterà nella storia del David di Donatello per il segnale di resistenza che ha espresso. Proprio Bellocchio, con Favino, ha dato un messaggio forte al cinema ricordandone anche i tanti protagonisti scomparsi quest’anno. La serata ha voluto tributare anche un omaggio a Alberto Sordi con le testimonianze di tanti protagonisti del cinema di oggi a cominciare da Sabrina Ferilli, Christian De Sica e Carlo Verdone. C’è stato il ricordo di Federico Fellini, proprio nelle parole registrate di Albertone mentre il David speciale alla carriera è andato a Franca Valeri,  quasi centenaria destinataria di un David , festeggiata con tante sequenze del suoi film.

Miglior attore protagonista Pierfrancesco Favino per Il traditore, ha ricordato che lo Spettacolo ha segnato spesso la strada della rinascita: “Sono sicuro che torneremo presto a farvi visita”, ha detto. Migliore attrice protagonista Jasmine Trinca per La dea fortuna di Ferzan Öpetek, Valeria Golino migliore non protagonista per 5 è il numero perfetto ha dedicato il premio “all’Italia, a tutti noi, in questo momento così fragile e potente, emozionante”. Da Luigi Lo Cascio, miglior attore non protagonista per Il traditore, un pensiero “per i migliaia di lavoratori dello spettacolo che rischiano di essere invisibili”. Per Phaim Bhuiyan, miglior regista esordiente con Bangla “è importante aver dato voce ai ragazzi italiani di seconda generazione “che stanno facendo tanti sacrifici, ma l’Italia ci ha accolto veramente”. Miglior documentario è Selfie di Agostino Ferrente. David dello Spettatore a Il primo Natale di Ficarra & Picone. Sceneggiatura originale a Il traditore di Marco Bellocchio, Ludovica Rampoldi, Valia Santella, Francesco Piccolo. Ai quali si sono aggiunti i tanti premi ai tecnici e agli artisti del set di quest’edizione storica, da Massimo Cantini Parrini pere i costumi di Pinocchio ai produttori de IL primo re, all’Orchestra di Piazza Vittorio, a Diodato per la canzone originale de La dea fortuna, a tanti tantissimi protagonisti spesso nascosti che potete leggere nella lista che segue

David dello Spettatore a Il primo Natale di Ficarra & Picone.

Miglior film Il traditore di Marco Bellocchio

Migliore regia Marco Bellocchio per Il traditore

Sceneggiatura originale a Il traditore di Marco Bellocchio, Ludovica Rampoldi, Valia Santella, Francesco Piccolo.

Sceneggiatura non originale Maurizio Braucci e Pietro Marcello per Martin Eden.

Miglior produttore Andrea Paris e Matteo Rovere per Il primo re.

Miglior musicista L’Orchestra di Piazza Vittorio per il film Il Flauto magico di Piazza Vittorio.

Miglior canzone originale Che vita meravigliosa di Antonio Diodato per La dea fortuna.

Migliore Fotografia Daniele Ciprì per Il primo re.

Miglior scenografo Dimitri Capuani per Pinocchio.

Miglior costumista Massimo Cantini Parrini per Pinocchio.

Miglior montatore Francesca Calvelli per Il traditore.

Migliori effetti visivi Theo Demeris e Rodolfo Migliari per Pinocchio.

Miglior truccatore Dalia Colli e Mark Coulier per Pinocchio.

Miglior acconciatore Francesco Pegoretti per Pinocchio.

Miglior suono Il primo re.

David Giovani a Mio fratello rincorre i dinosauri di Stefano Cipani.

Miglior cortometraggio Inverno di Giulio Mastromauro.

Miglior film internazionale Parasite.