Week end col cinema: guardare, sognare e lasciarsi trasportare dal cinema. Perché no, anche in cucina ispirandosi a un film e imparando magari anche a copiare una ricetta dopo averla rivista su un piccolo schermo. In questi giorni senza film in sala il cinema in streaming e tv è anche goloso. Provare per credere…

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Bradley Cooper alla ricerca della stella perduta, Johnny Depp e Juliette Binoche al cioccolato. Amélie e la sua magica crème brûlée, poi Ratatouille che insegna il gusto anche ai bambini o Catherine Zeta Jones che in Sapori e Dissapori è superchef a Manhattan e, inevitabilmente, la grande Meryl Streep che si sporca le mani (e il grembiule) nelle cucine dell’America vintage di Julia Child. Per non parlare del film più cult di tutti, ovviamente Il pranzo di Babette, o di Jean Reno in Chef e della severa Madame Mallory di Helen Mirren che in Amore cucina e curry scatena la sua personalissima guerra ‘stellata’ alla cucina esotica della Maison Mumbai concorrente, con la quale finirà per convivere.

Se non possiamo andare al cinema o al ristorante almeno i film ci fanno fare un bel giro del mondo nelle cucine superstar che streaming e reti televisive ci servono in un menù quotidiano in grado di battere alla grande – se proviamo a guardare i film con la lente del gusto- perfino la quantità di fornelli accesi 24 ore su 24 sui canali della tv generalista. Una tendenza e una moda che si coglie subito facendo il più semplice degli ‘zapping’ e sicuramente un modo di guardare il film che aggiunge un sesto senso, speciale, ai cinque che già ogni film è in grado di interpretare ma anche di esaltare. Sì, perché da sempre il cinema ha un rapporto speciale proprio con la tavola e i fornelli. Fin dai tempi dei Lumière che presentarono con orgoglio il cinema al mondo mostrando Le repas du bebè, una semplice ripresa della pappa di un bambino filmata in ‘prima’ a Parigi addirittura nel lontano 1895.

Due secoli dopo eccoci qui, davanti a uno schermo, neanche troppo grande, bloccati a casa dal Coronavirus, a riflettere per esempio se: fare un budino al cioccolato copiando da Binoche (o magari un cioccolatino ispirandoci alle italianissime Lezioni di cioccolato di Luca Argentero e Violante Placido?) o una crème brûlée con la crosta da rompere col cucchiaino di Amélie. A chiederci se la salsa di Bradley Cooper (Il sapore del successo) riuscirà, alla fine del film, perfetta come una volta dopo la sua caduta negli inferi dell’alcool o, ancora, a riflettere se, alla fin fine, Julia Child , cuoca per hobby resa popolarissima da Meryl Streep, non sarebbe stata bocciata oggi perfino da Masterchef per la sua cucina così ‘burrosa’.

Ormai -e sempre di più negli ultimi vent’anni- il cinema è diventato del resto anche una questione di gusto e non c’è storia, non c’è sequenza che non ci portino a tavola o in cucina chi guarda o rivede un film anche nel cinema italiano: scontato ripartire dallo spaghetto di Alberto Sordi Americano a Roma o da quello nelle tasche di Totò in Miseria e nobiltà e, perché no, dai pentoloni per cucina extralarge in bianco e nero di Aldo Fabrizi, che proprio in questi giorni a trent’anni dalla sua scomparsa si prepara ad essere celebrato anche nel ricordo di quella capacità di comunicare col suo pubblico anche ai fornelli.

Prima degli attori i registi e in Italia con stili diversi i più attenti sono nel tempo certamente: Ettore Scola, Federico Fellini, Pupi Avati e Marco Ferreri, Mario Monicelli, Dino Risi e, ancora, Lina Wertmüller, Carlo Verdone, Sergio Rubini, Nanni Moretti, Giuseppe Tornatore, Gabriele Salvatores, Gabriele Muccino, Michele Placido, Cristina e Francesca Comencini, oggi (anche con i tanti remake di Perfetti sconosciuti nel mondo) Paolo Genovese. Soprattutto Ferzan Özpetek – con tanti piatti cucinati e serviti realmente sul set che riprende – che a tavola (o proprio nella sua ‘vera’ cucina) ambienta con allegria e amicizia, lacrime e scontri, amori che nascono o magari la scoperta di un tradimento che li spezza.

Maria Sole Tognazzi, regista, mette in scena il gusto con un’attenzione che non tradisce mai le radici familiari. Il gusto di Ugo torna sempre anche nei racconti dei suoi fratelli del cinema di oggi, Ricky Tognazzi con Simona Izzo nell’ultima fiction trasmessa con successo da Rai Uno; con Luisa Ranieri nella cucina di un ristorante di Little Italy e Gianmarco Tognazzi rivisita, costantemente con fedeltà, proprio le ricette di Ugo; gourmet noir per Marco Ferreri ne La grande abbuffata e cuoco per hobby nel suo privatissimo ‘cenacolo’ di amici cinematografici a Velletri.

Ma quante cucine sono state raccontate dal cinema? Quante confidenze, quanti momenti intimi della vita familiare hanno avuto come scenografia una tavola apparecchiata? Infinite. Fin dagli anni del bianco e nero, quando raccontare la cucina era raccontare l’Italia della fame, poi di una ripresa che non conosceva chef né opulenza. Nella cucina del cinema di ieri con Sophia Loren spesso la citazione di un ragù o una mozzarella, della parmigiana o una frittura. Quella delle ’pizzelle’ napoletane per esempio o di qualche piatto cucinato tra una ripresa e l’altra. Come la leggenda di quel risotto cucinato da Sophia sul set de La baia di Napoli per rompere il ghiaccio con un coprotagonista hollywoodiano come Clark Gable.

Anche Bernardo Bertolucci o, prima ancora con la commedia all’italiana, Dino Risi hanno esportato sequenze di gusto indimenticabili: sulla tavola povera di Novecento ci sono tortelli di zucca e rane fritte Ne Il Sorpasso di Risi ci sono invece i piatti di un road movie, a cominciare verso la Liguria, dalle lasagne al pesto per Vittorio Gassman.

Torniamo a Roma, con Fellini o Ettore Scola che in C’eravamo tanto amati racconta l’amicizia ritrovata con i bucatini all’amatriciana dal ‘Re della mezza”: oggi gli ha reso omaggio Gabriele Muccino. Proprio quella scena, nella memoria di tutti, torna alla mente con Pierfrancesco Favino nella citazione di un ruolo che vuol rendere omaggio al Gassman di quel film e al grande Ettore Scola. Se poi vogliamo concludere con il dessert non resta che rivedere i film di Nanni Moretti: Sachertorte, Montblanc, cioccolato da spalmare, gelati…Il sapore del cinema è anche curiosità, memoria, riscoperta e tiene compagnia anche in cucina.