Week end al cinema: Volevo nascondermi, dopo l’Orso d’argento per Elio Germano che interpreta straordinariamente la follia del pittore Ligabue con la storia di Marie Curie, l’horror cult The Grudge, Doppio sospetto e alcuni indipendenti italiani. Il cinema non è un vaccino ma un buon antidoto per resistere a questi giorni difficili.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Un vero e proprio ‘inno alla vita” in questi giorni ha convinto produttori e distributori del film a capitanare la resistenza alla paura e mantenere aperte tutte le sale cinematografiche che possono farlo, escluse le ‘zone rosse’ indicate dal decreto ministeriale sulle restrizioni di queste giornate difficili. Certo, in sala bisogna osservare alcune misure di sicurezza nell’assegnazione dei posti ma il vuoto inevitabile di queste giornate lo consente pur con i divieti che hanno comportato la sospensione di alcuni spettacoli riguardano il tema dei possibili grandi “assembramenti di persone”.

Dove il cinema resta aperto c’è, comunque, un buon cinema da vedere, soprattutto per chi cerca qualità e magari una produzione più coraggiosamente indipendente. Non ci sono nuovi blockbuster in uscita, il cinema americano delle major ha fermato le uscite ma che l’industria ci prova comunque, pur lasciando la libertà a ogni esercente di proporre un film contenendo responsabilmente gli ingressi o di sospendere le proiezioni per questo periodo visto che con le norme di sicurezza previste dal decreto una sala da 100 posti potrà essere occupata al 30%. Fin qui le regole e non arrabbiatevi se andando al cinema in coppia vi chiederanno di dividervi in sala mantenendo una poltrona libera tra voi: è la condizione per tenere aperto e godetevi comunque lo spettacolo.

“Dobbiamo cominciare a riaccendere i cervelli e aprire musei e cinema” ripete in questi giorni Elio Germano, splendido protagonista di Volevo nascondermi, il film di Giorgio Diritti sulla vita e la follia del pittore Antonio Ligabue con il quale la sua interpretazione ha conquistato la Giuria della Berlinale, fresco vincitore dell’Orso d’argento.  Emarginato fin da bambino, storpio e rachitico, Antonio Laccabue, detto Toni Ligabue, morto nel 1965, è conosciuto dal grande pubblico non giovanissimo soprattutto per lo sceneggiato di Salvatore Nocita con Flavio Bucci che lo ha raccontato su Raiuno nel ’77. Il regista lo ha riscritto, con Tania Pedroni e Fredo Valla, come un racconto non solo tradizionalmente biografico del pittore delle tigri e delle sculture animalesche delle campagne della Bassa, ma un’immersione nell’immaginario naive di un personaggio folle e geniale quanto incompreso e solo per tutta la vita e due volte artista nell’interpretazione magistrale di Elio Germano. Toni lo conosciamo bambino, in Svizzera, abbandonato e in affido presso una coppia anziana. Incompreso ed espulso finisce da grande a Gualtieri in Emilia, inconsapevole artista dotato di un talento speciale, ma solo e barbone in una capanna umida sulle rive del Po, finché lo scultore Mazzacurati e sua madre non lo accolgono in casa. Il film ne racconta la storia, l’anima e la sofferenza, la sua anarchia e la sua arte selvaggia e la solitudine nera nel desiderio mai realizzato di essere amato e di essere accettato, di avere una casa e una donna, in un’impossibile vita ‘normale’.

Non c’è dubbio che in questo week end, piccola rivincita di tanti film e documentari indipendenti italiani o europei questo sia il primo film da consigliare. Un’altra biografia diventa racconto appassionante ed è la storia di una donna come Marie Curie di Marie Noelle con Karolina Gruszka. Biografia della fisica e chimica di origine polacca, pioniera nello studio della radioattività. La sua vita è consacrata alla ricerca scientifica insieme al marito Pierre Curie, fino alla morte. In un ambiente maschile e conservatore, Marie, rimasta sola, deve lottare per trovare il suo posto. Dal 1901 a oggi il Premio Nobel è stato assegnato ad appena 54 donne, di cui solo 21 nelle discipline scientifiche: 3 per la fisica, 5 per la chimica, 2 per l’economia e 12 per la medicina. La prima è stata lei Marie Curie, che lo ha ottenuto ben due volte, per la fisica nel 1903, insieme al marito Pierre, grazie alla scoperta della radioattività, e per la chimica nel 1911, da sola, per la scoperta di radio e polonio. Il film si muove tra queste due date per raccontare il lavoro di ricerca della Curie ma soprattutto il suo privato e il conflitto con la società scientifica dell’epoca che non intendeva ammettere una donna nei suoi ranghi. 

Con Gli anni più belli di Gabriele Muccino che resiste in molte sale aperte è interessante Doppio sospetto diretto da Olivier Masset-Depasse, ambientato agli inizi degli anni ’70 ed è la storia in un clima alla Hitchcock, di due donne, Alice (Veerle Baetens) e Céline (Anne Coesens), e delle loro famiglie. Le due donne abitano in due case a schiera perfettamente identiche. Sono vicine di casa ma soprattutto molto amiche tra loro e si raccontano qualsiasi cosa accada nella loro vita. Ma quando il bambino di Céline, muore a causa di un incidente e Alice assiste alla tragedia, senza poter far nulla quell’amica diventa il nemico numero uno dell’altra…

Per gli appassionati di horror imperdibile The Grudge di Nicolas Pesce reboot prodotto da Sam Raimi, dell’omonimo film del 2004 diretto da Takashi Shimizu, che è stato a sua volta il remake dell’horror giapponese “Ju-on” dello stessoautore,del 2002. Mandy (Andrea Riseborough), agente in servizio in una cittadina americana, seguendo un misterioso caso, finisce in una casa maledetta abitata da un fantasma che punisce chi vi entra con una morte violenta.

Consigliamo poi di cercare nelle sale altri titoli che escono come si dice un po’ ‘a macchia di leopardo’ nell’offerta regionale: dalla Sardegna per esempio arriva L’agnello di Mario Piredda opera prima ambientata in un’area sottoposta alle servitù militari dove Anita, 16 anni, leucemica e orfana ha bisogno di un trapianto di midollo osseo. E per questo cerca uno zio che da anni non parla più con il fratello per un rancore che non sembra poter estinguersi. Anita è una sorprendente, intensa Nora Stassi.

Dalla Sicilia, premiato allo scorso festival di Taormina, arriva invece Picciridda con i piedi nella sabbia di Paolo Licata con Lucia Sardo, Ileana Rigano, Marta Castiglia, Katia Greco, ancora un’opera prima  tratta dal  romanzo di Catena Fiorello,  che racconta  di una bambina cresciuta alla fine degli anni ’60: la storia arcaica di infanzia violata e di donne complici degli uomini predatori ma anche di inedite alleanze femminili: da Lucia, 11 anni che viene affidata dai genitori – costretti ad emigrare in Francia – alla nonna (Lucia Sardo), severa e austera, che vieta a Lucia di frequentare una parte della famiglia. Ambientato nell’isola di Favignana il film è un romanzo di formazione al femminile.

Tra gli altri titoli, Queen & Slim di Melina Matsoukas con Chloë Sevigny: un agente di polizia s’imbatte in una ragazza e un ragazzo al primo appuntamento. Sono innamorato di Pippa Bacca di Simone Manetti è un documentario sull’artista assassinata a 33 anni mentre metteva in scena una performance sulle strade della Turchia muovendosi in autostop in abito da sposa. A riveder le stelle di Emanuele Caruso con Giuseppe Cederna e Maya Sansa è un film girato in sette giorni nel mese di agosto 2019 con due iPhone di ultima generazione tra il Piemonte e la Svizzera.   Sola al mio matrimonio di Marta Bergman racconta di una giovane madre rumena che abbandona la figlia per fuggire con il suo amante, in Belgio.  Buñuel – nel labirinto delle tartarughe di Salvador Simó è un film d’animazione vincitore di molti premi, tra cui l’Efa, che ripercorre il set del documentario Las Hurdes. È dedicato a un pubblico adulto soprattutto di cinefili racchiude un capitolo di storia del cinema, dedicato a chi ama il cinema dietro le quinte. Anche il documentario sul mondo dei figuranti che anima Cinecittà Nessun nome nei titoli di coda di Simone Amendola con Antonio Spoletini che racconta la grande famiglia diventata per eccellenza  la ‘ditta’ di generazioni di comparse gestite per centinaia di set (con tanti intervistati,  da Marcello Fonte e Pupi Avati).

Ancora: Vulnerabili di Gilles Bourdos intreccia tre storie d’amore: per gli inguaribili romantici. La donna dello smartphone di Fabio Del Greco con Chiara Pavoni, Silvana Porreca, Hanad Sheik inizia con il ritrovamento di uno smartphone pieno di video che raccontano la vita di una donna. Se vogliamo segnalare una storia romantica nata nel mondo della musica non possiamo dimenticare Marianne & Leonard Parole d’amore di Nick Broomfield che racconta, a partire dall’incontro sull’isola di Ydra, la storia tra Leonard Cohen e la sua musa, la norvegese Marianne Ihlen. È narrata da un testimone e girata proprio a partire da Ydra.  Gli appassionati della musica di quegli anni e della poesia di Leonard Cohen sanno che a quella storia è anche dedicato un celebre, struggente dell’icona intramontabile di una musica che ha segnato un’epoca.

Resistiamo alla paura e andiamo comunque al cinema.