Week end al cinema: il ritorno di Will Smith in Bad boys for life, la battaglia ‘green’ di Mark Ruffalo e Il richiamo della foresta per Harrison Ford. Ma anche Cats, la band pop anni Ottanta con Christian De Sica e i pensionati sognatori in fuga di Lontano lontano. Una splendida Chiara Mastroianni ne L’hotel degli amori perduti.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Commedie italiane a raffica aspettando, la prossima settimana, la prima uscita in sala di Montalbano (e anche il film tv sul giovane Alberto Sordi) ma soprattutto grandi ritorni, avventura, musical e dalla Francia L’hotel degli amori perduti nello sguardo intimista di Chiara Mastroianni.

Se cominciamo dalla Hollywood più spettacolare, per esempio, è da non perdere per gli appassionati l’action Bad Boys for Life che a più di vent’anni dall’uscita nelle sale dell’iconico film, rilancia i due protagonisti (Will Smith e Martin Lawrence sempre nei ruoli di Mike e Marcus) di nuovo insieme nel terzo capitolo della saga. Diretti da Adil El Arbi e Bilall Fallah, due giovani registi nati in Belgio con origini marocchine che rispettando la tradizione di un successo da milioni di spettatori (e di dollari) puntando ancora sull’amicizia e l’avventura con la speranza di avere la stessa fortuna di Michael Bay che, proprio con questo film, nel ’95 ebbe la sua occasione d’oro diventando il numero uno di un genere che ha portato al top degli incassi film come Armageddon e Transformers.  Anche senza di lui, in Bad Boys for Life sono raccontate le avventure dei poliziotti della squadra antidroga di Miami. Amici fraterni, 25 anni ancora più lontani e sempre pronti a sparare e lanciarsi negli inseguimenti più spettacolari.

Legal Thriller e un’avventurosa storia di difesa dell’ambiente nel film più green degli ultimi tempi: viene dall’America ed è Cattive acque di Todd Haynes, con Mark Ruffalo (e Anne Hathaway, William Jackson Harper, Bill Pullman e Tim Robbins). È ispirato alla vera storia di Robert Bilott (Mark Ruffalo), l’avvocato ambientalista che intraprese per una ventina d’anni un’estenuante battaglia legale contro il colosso chimico DuPont rappresentando 70 mila cittadini dell’Ohio e della Virginia, dove l’acqua potabile era stata contaminata dall’inquinamento di un pericoloso acido. Il film, come il caso, inizia nel gennaio 2016 grazie ad un articolo di denuncia del New York Times ma la storia, nella spettacolarizzazione del film, aggiunge qualche tocco horror al tema della battaglia legale: i Tennant, proprietari agricoli da generazioni perdono il bestiame, si riempiono di lesioni cutanee e la contaminazione tossica arrossa i loro occhi e li colpisce anche nel fisico. La sfida a un potente veleno e per la tenacia degli avvocati anche ai gruppi d’interesse che reagiscono, ovviamente con ogni mezzo, alla raffica delle accuse.

Criminali come noi di Sebastián Borensztein con Ricardo Darín è ambientato in Argentina nel dicembre 2001. Un gruppo di amici riunisce tutti i loro risparmi per acquistare alcuni silos abbandonati e fondare una cooperativa nella loro piccola città di campagna. Alla vigilia della crisi economica, scoprono presto di essere in realtà stati truffati da un direttore di banca e da un avvocato senza scrupoli.

Tra i documentari segnaliamo Lourdes di Thierry Demaizière e Alban Teurlai.

Taglio diverso per L’hotel degli amori smarriti di Christophe Honoré, con Chiara Mastroianni. Storia di Maria che dopo 20 anni di matrimonio, decide di lasciare il marito e la loro casa trasferendosi una notte nella stanza 212 dell’hotel di fronte. Si chiede se ha preso la decisione giusta e guardare da fuori la sua casa, e la vita di suo marito, la rende anche spettatrice della vita che ha deciso di lasciare.

Non c’è bisogno di aggiungere molto alla storia di Cats di Tom Hooper, con James Corden, Judi Dench, Jason Derulo, Idris Elba e Jennifer Hudson. È ovviamente un musical, forse, pensando a Broadway il musical per eccellenza. Ma stavolta il regista, pur notevole in Les misérables e nel film Oscar® Il discorso del re non ha avuto al botteghino americano l’esito previsto.

Il richiamo della foresta di Chris Sanders, con Harrison Ford e Omar Sy nasce ovviamente dall’omonimo romanzo di Jack London. È la storia di Buck, un cane meraviglioso e molto intelligente che, come ricorderà chi ha letto il romanzo, durante la Corsa all’oro del 1890, rapito dalla sua casa superconfortevole dov’è viziato da un’intera famiglia, è costretto da una serie di aguzzini e nuovi padroni a dover affrontare il freddo polare e la durezza dell’Alaska. Trasformando la sua vita e la sua stessa indole che diventerà non un semplice cane da slitta ma un autentico leader. Esordio alla regia di cinema dal vero per Chris Sanders, che disegnava storyboard dell’animazione alla Disney poi in DreamWorks, ha dato al suo Buck l’animazione dal vero in un modello 3D del suo stesso cane, un incrocio tra un San Bernardo e un Collie scozzese, proprio come quello descritto da London. La sceneggiatura è di Michael Green, che per Harrison Ford è stato autore di Blade Runner 2049. Un film perfetto per famiglie, per chi ama i cani e l’avventura

Veniamo ai film italiani cominciando da Lontano lontano di Gianni Di Gregorio, con Ennio Fantastichini, Giorgio Colangeli, lo stesso Di Gregorio, Daphne Scoccia e Salih Saadin Khalid. Se si può dare una svolta alla propria esistenza anche nell’età matura, questo film di pensionati battaglieri lo dimostra. I protagonisti sono: Giorgino che ha la pensione minima e si lamenta, il Professore che insegnava latino e greco e il rigattiere Attilio. Pensano di ‘svoltare’ le difficoltà economiche della loro vita scappando via, all’estero, cercando il Paese più adatto per godersi i pochi risparmi e puntano sulle Azzorre dove sognano la loro ultima avventura

Con La mia banda suona il pop Fausto Brizzi rimette in campo il modello Ricchi e poveri con Christian De Sica, Diego Abatantuono, Massimo Ghini, Paolo Rossi e Angela Finocchiaro. Il quartetto delle vecchie popstar in disgrazia progetta una reunion ma finirà in un giallo, progettando di svaligiare il caveau di un magnate russo. Un pretesto per ridere, ovviamente.