Via alla Berlinale: a 70 anni il Festival quest’anno parla anche italiano con tre film in concorso. Domani il primo, Volevo nascondermi di Giorgio Diritti con Elio Germano nel ruolo del pittore Ligabue. Poi Favolacce dei fratelli D’Innocenzo e Siberia, di Abel Ferrara con Willem Dafoe

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Berlino – 18 film a caccia dell’Orso d’Oro e tre titoli italiani in concorso più l’omaggio alla carriera a Paolo Taviani e l’appuntamento della sezione Gala, domenica pomeriggio, con Pinocchio di Matteo Garrone. La 70.ma edizione della Berlinale inaugura stasera il suo nuovo corso con My Salinger Year interpretato da Margaret Qualley (è stata nel cast di C’era una volta… a Hollywood) e Sigourney Weaver rispettivamente una giovane segretaria e l’agente letteraria incaricate di seguire la corrispondenza di J.D. Salinger.

Soprattutto domani Berlino dà il via al primo programma del nuovo direttore artistico, l’italiano Carlo Chatrian, arrivato da Locarno dopo il lungo regno (trent’anni di direzione molto amata) di Dieter Koesslick. Un Festival che si annuncia ricco di ospiti importanti, fin dalla giuria guidata da Jeremy Irons, con Luca Marinelli a rappresentare l’Italia.

Tra gli altri titoli italiani Valentina Pedicini dirige Faith, in Semina il vento, il regista Danilo Caputo affronta il tema della crisi ambientale nel tarantino. In Siberia, coproduzione internazionale con l’Italia maggioritaria, Abel Ferrara segue il viaggio solitario di un uomo (Willem Dafoe) alla ricerca di sé stesso. Infine c’è Palazzo di giustizia dell’esordiente Chiara Bellosi, ancora una regista tra le tante giovani cui la Berlinale dà attenzione.

Tra i titoli internazionali: molto attesi The roads not taken di Sally Potter, con Javier Bardem e Irradiés di Rithy Panh. Dato il loro ruolo di giurati, già sono arrivati l’attrice Bérénice Bejo, la produttrice Bettina Brokemper, la regista Annemarie Jacir, il drammaturgo e regista Kenneth Lonergan e il regista Kleber Mendonça Filho. È il programma della 70esima Berlinale, la prima diretta da Carlo Chatrian.

Torniamo al film del debutto italiano: Volevo nascondermi è il quarto lungometraggio di Giorgio Diritti. Elio Germano è Antonio Costa, conosciuto come Ligabue, una vita disperata: era nato in Svizzera e cresciuto poi a Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia, dove morì nel 1965. L’artista folle che dipingeva leoni e giaguari, gorilla e tigri tra i pioppi sul Po.

Elio Germano fa parte del cast anche di Favolacce che riporta alla regia i gemelli romani autori de La terra dell’abbastanza, che ha debuttato proprio alla Berlinale a Panorama. È una favola dark tra Italo Calvino e Gianni Rodari, “I gemelli sono i registi più giovani della competizione

A Forum Expanded due classici come Ossessione di Luchino Visconti (1943) e Ostia di Sergio Citti (1970). A Berlinale Classics Il bidone di Federico Fellini (1950) in occasione del centenario del maestro riminese.  Per il 70° anniversario del festival tra i titoli scelti dal direttore Carlo Chatrian per celebrare questo importante compleanno, Cesare deve morire dei Fratelli Taviani, Orso d’oro nel 2012; Sole di Carlo Sironi è stato scelto da Paolo Taviani che duetterà con il giovane regista. Paolo Taviani è uno dei sette registi internazionali premiati con l’Orso d’Oro a cui è affidato il compito di celebrare i 70 anni della Berlinale in un programma speciale. Il programma prevede sia la proiezione di Cesare deve morire che quella di Sole. Ancora un omaggio all’Italia e al  nostro cinema.