Week end al cinema: resistono ancora i film delle Feste ma i titoli della settimana sono JoJo Rabbit, imperdibile favola nera sul nazismo e Richard Jewell, grande ritorno del ‘vecchio leone’ Clint Eastwood

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Non c’è dubbio, è davvero un bel derby di altissima qualità quello che il cinema in sala propone questo week end con una doppietta di uscite internazionali. Già perché tra documentari e film di genere sono finalmente in sala i due titoli più attesi di quest’inizio d’anno. Innanzitutto, il ritorno del grande Clint Eastwood con Richard Jewell, un film -come sempre subito molto discusso- che fa centro stavolta sul tema scottante delle fake news. Ma soprattutto, mentre si avvicina l’appuntamento con la Giornata della memoria, Jojo Rabbit che vanta ben sei candidature agli Oscar® in arrivo il 9 Febbraio, come miglior film, per la migliore attrice non protagonista (Scarlett Johansson) la migliore sceneggiatura non originale e ancora il montaggio, i costumi, la scenografia.

E cominciamo proprio dalla storia di questo ragazzino fanatico del nazismo ma assolutamente lontano in realtà dal clima militarizzato della gioventù addestrata nel mito del Fuhrer. Un ragazzino solitario, che a 10 anni vive in divisa ma a conti fatti è pavido come il coniglio che vorrebbero fargli uccidere e caratterialmente così lontano dagli ideali dai quali è attratto che ne dialoga con un singolare ‘amico immaginario, nientemeno lui, Hitler, in una rappresentazione parodistica, decisamente lontana da quella del leader nazista ma piuttosto alle prese perfino con una ‘pancetta’ di troppo. Tratto dal romanzo “Caging Skies” di Christine Leunens il film -che ha vinto il Premio del Pubblico al Festival di Toronto inaugurando poi in Italia l’ultimo Torino Film Festival- è diretto (e interpretato proprio nel ruolo di questo Hitler che dialoga col bambino) dal regista Maori di famiglia ebraica, Taika Waititi che firma una satira sul nazismo in un film politically molto poco correct. Mette in scena la storia di formazione di un bambino tedesco, che avrà sorprendenti sviluppi verso la fine del racconto, mentre la Seconda guerra mondiale sta finendo e il nazismo vive i suoi ultimi fuochi. Favola nera, come abbiamo detto, interpretata tra gli altri da Roman Griffin Davis (il bambino, assolutamente straordinario) e con Scarlett Johansson e da Sam Rockwell. Non vediamo mai il padre di Jojo che è al fronte in Italia, mentre dialoga con lui sua madre, Rose (Scarlett Johansson), che lo accudisce dopo la morte della sorella. Jojo ha un solo ‘vero’ amico, il simpatico bambino ‘ciccione’ Yorki. Quello più invadente invece è immaginario visto che è la caricatura assoluta e grottesca di Hitler, un amico che lo istiga all’odio per gli ebrei, e lo convince, nonostante Jojo non ne abbia mai visto uno, che sia giusto eliminarli fino a quando il caso non gli farà incontrare un’autentica ragazzina ebrea…

In Richard Jewell di Clint Eastwood (anche questo film con Sam Rockwell e con una straordinaria Kathy Bates, proprio per il ruolo di sua madre appena candidata agli Oscar®) la sceneggiatura è ispirata da una storia vera, quella di Richard, eroe per un giorno, che diventa il principale sospettato dell’attentato di Atlanta nel 1996. Sono 88 gli interminabili giorni in cui l’FBI e i media cercano di incastrare Richard con ogni mezzo. Una vera e propria persecuzione, non solo mediatica, alla quale la madre reagisce prima con la disperazione poi con la guerra ai giornalisti che tentano di incastrare suo figlio, in una conferenza stampa che è una sequenza memorabile. L’attentato di Atlanta fu il 27 luglio ’96 al Centennial Park durante le celebrazioni delle Olimpiadi. Quando Richard finisce nel mirino di un agente dell’FBI che cerca a tutti i costi un colpevole, entra poi in scena una giornalista in cerca di scoop, in un ruolo chiave. E a causa della sua campagna ‘fake’ finisce per essere quel capro espiatorio che tutto vogliono… Una curiosità, tra i produttori, con Eastwood c’è anche Leonardo DiCaprio.

E veniamo agli altri titoli in sala, a cominciare dall’ horror psicologico The Lodge di Severin Fiala e Veronika Franz, sul filo della tensione per gli spettatori ma soprattutto per due ragazzi in una sinistra baita di montagna insieme alla nuova compagna del padre. All’origine dei loro turbamenti la morte improvvisa della madre, un suicidio che alimenta il dolore di un passato segnato da ricordi e pensieri ‘oscuri’ e per il trauma di una nuova figura femminile entrata nella loro vita, oltre alla rivolta di una natura nemica che li tiene in ostaggio nello chalet.

E segnaliamo anche alcuni documentari: l’evento d’arte dedicato a Leonardo ma anche Show me the Picture, biografia (di Alfred George Bailey) sulla vita del fotografo delle star, Jim Marshall.

Soprattutto l’italianissimo Scherza con i fanti di Gianfranco Pannone appassionante e appassionato ‘viaggio nell’anima’ tra i soldati italiani di ieri e di oggi come lo definisce l’autore (che lo firma insieme ad Ambrogio Sparagna grazie al suo inimitabile repertorio di ricerca musicale).

Un racconto scandito dai materiali d’archivio dell’Istituto Luce che arriva al cinema, molto premiato, dopo la prima mondiale alle Giornate degli Autori di Venezia ed è ora tra candidati ai David di Donatello. Un apprezzamento dalle giurie di molti Festival che, oltre alla regia di Pannone e Sparagna, Scherza con i fanti merita proprio perché riesce a mettere a fuoco, anche con qualche pennellata di ironia e senza alcuna retorica, il rapporto spesso ironico ma comunque stretto tra gli italiani e le divise riflettendo sulla guerra con un inno alla pace, ma anche sul senso della Patria, e non solo.  Nel film il contrappunto dalla musica: quella popolare recuperata è a volte ‘reinventata’ da Ambrogio Sparagna ma insieme ci sono brani classici come O surdato ‘nnammurato, insieme al Magnificat di Giovanni Lindo Ferretti e Tempo, composta su un testo di Andrea Camilleri. E San Lorenzo in una versione live cantata da Francesco De Gregori con il coro e l’Orchestra Popolare Italiana, fondata e diretta proprio da Sparagna, durante il tour che anni fa una tournée portò in giro per l’Italia. Un brano che augura la pace quando “andremo a pranzo la domenica fuori porta a Cinecittà. Oggi pietà l’è morta, ma un bel giorno rinascerà”. E aiuta il film a essere un inno di speranza, in un’Italia pacificata.

Chiudiamo con qualche altro titolo interessante: il Marco Polo di Duccio Chiarini per esempio, che non c’entra con il mitico esploratore d’Oriente ma con quel luogo di Firenze, dove un tempo c’era Don Milani e ora l’istituto tecnico è una realtà che racchiude storie di ragazze e ragazzi e dei loro maestri.

Per i più cinefili il film intervista Herzog incontra Gorbaciov firmato dal grande regista tedesco con Andre Singer.  Per i ‘naviganti’ più giovani e agguerriti della Rete, infine, la commedia super low cost Me contro te dei giovanissimi YouTuber Sofia Scalia e Luigi Calagna.

Buon week end, ovviamente al cinema. Un cinema che sta dimostrando gli effetti della campagna d’estate, iniziativa degli esercenti e prima ancora dei distributori che ha consentito per la prima volta dopo decenni una stagione più lunga di uscite e che, a quanto pare, ha riavvicinato alle sale più spettatori. Il cinema ‘va di nuovo di moda’ come ha scritto qualcuno? Può darsi. Ma, certo, un’offerta migliore e più variegata senza dubbio è già un buon ricostituente…