Week end al cinema: via alla grande sfida di Natale con Star Wars, Pinocchio e La Dea Fortuna. Ma il cinema delle Feste arriva fino all’Epifania annunciando il ritorno di Checco Zalone ma anche l’ultimo di Ken Loach. In attesa di Piccole donne.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Settimana intensa per le uscite cinematografiche, con la grande sfida tra l’ultimo Star Wars, l’attesissimo Pinocchio di Matteo Garrone e il ritorno di Ferzan Özpetek con La Dea Fortuna.  Film davvero concorrenti? Forse no, visto che ciascuno dialoga con il ‘suo’ pubblico, spettatori non necessariamente sensibili allo stesso richiamo. Ma il bello del cinema è anche nella varietà dell’offerta: facile prevedere, infatti, che per gli addicted della saga più stellare del cinema la storia di Luke sia imperdibile fin da questo primo week end ma anche che Özpetek con le 400 copie de La Dea Fortuna lanciate in sala da Warner proprio in questi stessi giorni consolidi il suo rapporto con un pubblico che ama incondizionatamente il suo cinema e che, soprattutto, che il richiamo di un Pinocchio mai tanto evergreen e insieme tradizionale, affascinante nelle immagini e nella rilettura così fedele a Collodi ma anche alla lettera della storia che appassiona il pubblico del mondo da sempre, conquisti ancora una volta le famiglie.

Cominciamo dal più forte, inevitabilmente per la confezione e i mezzi messi in campo la sua realizzazione è, infatti, l’ennesimo kolossal L’ascesa di Skywalker, che chiude idealmente la saga ormai trentennale più amata dal pubblico di tutto il mondo. Solo due anni fa Gli ultimi Jedi di Rian Johnson avevano già provato a rinnovare la saga dopo spin-off e reboot, come si dice in gergo cinematografico. L’Ascesa di Skywalker da pochi giorni in sala in tutto il mondo. È considerato ora un capitolo decisivo della saga perché ne chiude l’esalogia e a quanto pare, annuncia anche la fine della storia degli Skywalker con una regia affidata di nuovo a J.J. Abrams. La storia? la Resistenza sopravvissuta affronta ancora una volta il Primo Ordine nella sperimentazione di nuove alleanze: entra in scena un trio dei nuovi eroi (Finn, Poe e Rey) ma dal passato riaffiora la minaccia di Palpatine, sempre più minaccioso sul trono tra i ghiacci. Al culmine dello scontro Jedi e Sith chiudono la saga degli Skywalker ma nel capitolo davvero finale (?) della storia ci sono rivelazioni anche sul passato dell’eroina della nuova trilogia (Rey) e sull’identità dei suoi genitori, che l’hanno abbandonata in tenera età. E il film punta su di lei ma anche sul suo scontro con Kylo Ren, un bravissimo Adam Driver, in un susseguirsi di scene spettacolari ad alta tensione.

Facile prevedere il successo del Pinocchio di Matteo Garrone tra le importantissime uscite italiane che inaugurano le Feste in sala con 01 in 600 copie che salgono a 670 proprio il giorno di Natale. È un Pinocchio divertente ed emozionante in cui si sorride e ci si commuove. Un Pinocchio a cui batte il cuore e che fa palpitare i lettori più ‘antichi’ come gli spettatori di oggi che non hanno memoria della fatina con i capelli turchini di Gina Lollobrigida e del Geppetto di Nino Manfredi nel Pinocchio ‘storico’ di Luigi Comencini. Qui come ormai tutti sappiamo Geppetto è un Roberto Benigni che incarna una povertà chapliniana e fa dimenticare l’esordio da Pinocchio nel kolossal di qualche anno fa. La lettura di Garrone è fedelissima a Collodi pur nella straordinaria maestria del grande artigianato e poi degli effetti che nel film sono davvero affascinanti e grazie alla simpatia e alla bravura del piccolo Federico Ielapi. Tutto è in uno stile di ripresa moderno e insieme antico come un quadro dei macchiaioli in un film che a tratti richiama però anche le atmosfere di Tim Burton. Un Pinocchio in cui il Paese dei balocchi è una sorta di giocosa sagra paesana che attira i bambini destinati a diventare asini e nel teatrino dei burattini c’è un Mangiafuoco burbero ma anche capace di commuoversi come Gigi Proietti. Ceccherini e Papaleo sono il Gatto e la Volpe e per tutti i personaggi, dal Grillo alla Fatina c’è una vera e propria sorprendente reincarnazione cinematografica originale e suggestiva fin dalla caratterizzazione scelta per il trucco e i costumi.

E veniamo al terzo film importante tra le uscite che inaugurano in sala le Feste: Ferzan Özpetek con il suo La Dea Fortuna, mette in campo di nuovo Stefano Accorsi come ai tempi de Le Fate ignoranti e lo affianca Edoardo Leo, metà di una coppia consolidata, costretta a fare i conti non solo col tempo che fa un po’ appassire la passione, ma anche con la propria routine quando proprio l’amica che li ha fatti conoscere (Jasmine Trinca) gli affida i suoi due figli dovendo ricoverarsi per approfondire la natura di una malattia che sarà più seria del previsto. Il resto è… il migliore Özpetek degli ultimi tempi, il regista più amato dal ‘suo’ pubblico che continua a rivedere, oggi magari in dvd, Le fate ignoranti e La finestra di fronte, ma anche Mine vaganti o Saturno contro. Un film, insomma, ancora una volta corale, in cui si ride, ci si commuove, ci si incontra e ci si lascia, si tradisce e si soffre. Ma soprattutto un film che racconta sentimenti in un viaggio nell’amore, che mai come in questa fotografia così di nuovo corale (nel cast tra gli altri il ritorno di Serra Yilmaz, e Filippo Nigro accanto al ‘debutto’ di Barbara Alberti), è vita. Una commedia della vita nel senso migliore della tradizione di un autore che ha ritrovato il meglio della sua poetica con molta musica, in un omaggio dichiarato alla grande Mina.

Ed ecco le altre uscite, dalla Francia due titoli: Il mistero Henri Pick di Rémi Bezançon, con Fabrice Luchini, su un misterioso scrittore che diventa autore di bestseller da un giorno all’altro, e, tutto al femminile, in costume, con Valeria Golinio Ritratto della giovane in fiamme di Céline Sciamma, premiato a Cannes e agli ultimi EFA, gli Oscar® europei, per la sceneggiatura. Nel cast anche Noémie Merlant, Adèle Haenel, Luàna Bajrami. In due parole, Marianne riceve l’incarico di realizzare il ritratto di nozze di Héloise, che, rifiutando un matrimonio ssotanzialmente combinato non vuole posare. La dipingerà di nascosto, fingendosi una dama di compagnia ma tra loro nascerà qualcosa di inatteso e di assolutamente travolgente …

Mentre segnaliamo anche tra i documentari Escher – Viaggio nell’infinito e per i più piccoli il film di animazione dei supercuccioli Paw Patrol Mighty Pups

E per i nostalgici di un Natale molto ‘gettonato’ il sentimental-musicale Last Christmas, diretto da Paul Feig e ambientato a Londra guarda caso durante le Feste di Natale: ricordate la storia di quella ragazza, non proprio fortunata e un po’ troppo sensibile oltreché alla ‘sfiga’ anche all’alcol? Sogna fin da piccola di diventare una cantante di successo, ma travestita da elfo vende giocattoli in un negozio di decorazioni natalizie, gestito da “Santa”, proprio come Santa Claus, che finalmente le dà un po’ di fiducia. Come tutte le fiabe di Natale si prevede il lieto fine, anche in musica.

E passiamo agli ultimi titoli in arrivo oltre il week end: dalla Vigilia di Natale è in sala The farewell – Una bugia buona di Lulu Wang, visto alla Festa di Roma: ci racconta il ritorno in Cina di una famiglia, intorno a una vera e propria matriarca alla quale è legata la ‘bugia buona’ del titolo.

Senza dimenticare che è ancora in sala e sarà uno dei titoli più visti di queste Feste, Il primo Natale di Ficarra e Picone (uscito in anticipo sul Natale, il 12 dicembre); la rapper Awkwafina, che è in  una delle migliori performance di  Jumanji: The Next Level di Jake Kasdan, altro film delle Feste in uscita il giorno di Natale, full immersion ennesima nel videogame basato sulle identità di giocatori e avatar, con Dwayne Johnson, Jack Black, Kevin Hart, Karen Gillan, Danny De Vito, Danny Glover  e Nick Jonas. C’è un altro titolo per famiglie da tenere d’occhio con Spie sotto copertura, protagonista il super agente segreto Lance Sterling, che intrappolato in un “travestimento biodinamico”, dovrà cercare di salvare il mondo.

E concludiamo con i primi film dell’anno: sarà ancora vacanza quando arriverà il primo gennaio il nuovo Checco Zalone, anche regista (e con una sceneggiatura firmata anche da Paolo Virzì): in Tolo Tolo, è un comico napoletano che per le minacce di un boss è costretto a scappare in Kenya. Non se ne sa di più e le anticipazioni hanno già fatto discutere ma possiamo immaginare che sia anche un modo per criticare i neo-comportamenti sociali troppo spesso venati di un diffuso sentimento di razzismo. Messo alla berlina naturalmente alla maniera di Zalone. Stesso giorno di uscita per Playmobil: The movie (tra i doppiatori italiani J-Ax e Cristina D’Avena), sull’incredibile viaggio di Marla e del fratellino Charlie nel mondo dei mitici eroi giocattolo.

Ci si indigna parecchio contro le ingiustizie della disoccupazione e dello sfruttamento riflettendo sempre sulla vita reale con un film di genere completamente diverso già presentato in questi giorni: amarezza e denuncia  in uno stile inconfondibile di narrazione e regia in Sorry we missed you di Ken Loach (Premio del pubblico per il miglior film europeo a San Sebastian). Storia di una giovane coppia alle prese con un mondo del lavoro dettato dalla precarietà, che ai tempi dell’e-commerce, dove sta tutto nella velocità delle consegne, arriva a creare scenari a dir poco disumani. Organizzarsi e resistere, dice Ken Loach, è la parola d’ordine.

Sempre all’inizio dell’anno in un film italiano un’emozionante storia vera: 18 regali di Francesco Amato (dal 2 gennaio in sala), racconta la storia singolare di un legame speciale al di là del tempo e della vita stessa tra una figlia diciottenne (Benedetta Porcaroli) e una madre (Vittoria Puccini), che. alla sua nascita, sapendo di avere poco tempo per starle accanto, le prepara quei 18 regali per ‘seguire’ idealmente la sua crescita fino alla maggiore età. Un film delicato e pieno di sensibilità come l’autentica vicenda di cronaca che lo ispira.

E con questo non resta che un augurio di buone Feste, al cinema, a tutti. Appuntamento al nuovo anno, ovviamente con una panoramica delle prime attesissime uscite, a cominciare dall’attesissimo, nuovo Piccole donne