Week end al cinema: Il primo Natale di Ficarra e Picone inaugura ufficialmente il cinema delle Feste. In alternativa, al femminile: Cate Blanchett, un’archistar in cerca di una nuova vita in Che fine ha fatto Bernadette? e dalla Macedonia Dio è donna e si chiama Petrunya. Ma c’è anche il Natale horror di Black Christmas

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

È Natale e si sente anche al cinema. Con il ‘Cinepanettone’ in pensione, si inaugura ufficialmente il cinema delle Feste con Il primo Natale di Ficarra & Picone. Protagonisti e autori, con il loro ‘zaino’ di leggerezza intelligente stavolta vanno indietro nel tempo trasferendosi in Palestina, proprio in quella notte di oltre Duemila anni fa. Una comicità, perfettamente declinata in un film decisamente oltre la media del ‘solito’ cinema di Natale: la loro è infatti una risata che regala al pubblico quello che è già facile prevedere.

Di cosa si parla? Alla vigilia dei loro primi 25 anni di carriera Salvo e Valentino – che sono al loro settimo film-trasferiscono il tema della nascita di Gesù nella Palestina di Duemila anni fa, quando Maria e Giuseppe cercano nel deserto un posto dove fermarsi. Anche Salvo e Valentino sono alle prese con il Natale e un bambinello prezioso: Valentino (Picone) è un sacerdote alla ricerca del Presepe vivente ideale, Salvo (Ficarra) un ladro assolutamente ateo che ruba il bambinello e lo fa incontrare e catapultare in un mondo che ha a che fare, guarda un po’, proprio con quella notte della Natività. Scritto con Nicola Guaglianone (inventore con Mainetti di Jeeg Robot ma anche degli ultimi film di Carlo Verdone) e Fabrizio Testini, il film racconta il Natale nel suo spirito originale, quello della nascita e quindi anche del “compleanno” di Gesù. Ma nel film entrano, insieme a suggestioni antiche (e con la splendida fotografia di Daniele Ciprì e le scelte scenografiche di Frigeri), anche temi molto attuali e valori etici di una società non necessariamente credente –come il destino dei profughi in fuga dalla povertà- e a detta loro “in Egitto (che nel film è realmente il Marocco) il compito è <anche noi salviamo Gesù>”. Del resto come nella vera storia anche questo Presepio è minacciato da un Erode che ha la grinta e l’arroganza di Massimo Popolizio.

In Che fine ha fatto Bernadette? di Richard Linklater potreste non riconoscere al primo colpo Cate Blanchett: molto diversa, con un caschetto castano che per la prima volta nasconde i capelli biondi di sempre. Bernadette, proprio come Santa delle apparizioni che nel film viene evocata, qui in qualche modo è una donna che sceglie di sparire: è un architetto in ascesa in una Los Angeles devota a chiunque abbia successo. Diciamo un’archistar che può competere con l’empireo di nomi come Frank Gehry e Renzo Piano, che però con il crollo fisico di un progetto mal riuscito vive anche un inatteso crollo interiore in un’escalation di trovate che non dimentica il coinvolgimento di un’improbabile vicenda di mafia russa.

Sempre a proposito di donne, decisamente femminista contro una società ottusa e maschilista, arriva dalla Macedonia, Dio è donna e si chiama Petrunya di Teona Strugar Mitevska con Zorica Nusheva, Labina Mitevska, applaudito sia alla Berlinale che a Torino. Petrunija, laureata in storia e poco più che trentenne vive a Štip ed è disoccupata. Finisce nel fiume per compiere una buona azione ma il suo gesto viene frainteso dalla comunità ortodossa e perfino portata al posto di Polizia. Sospesa tra regole e tradizione diventa una bandiera di rivincita in un duro e dichiarato attacco alle convenzioni.

Tra gli altri titoli in sala-aspettando il grande scontro del prossimo week end quando scenderanno in pista calibri decisamente ‘pesanti’ – mette in scena un Natale pericolosamente alternativo l’horror di Black Christmas, diretto da Sophia Takal, remake dell’omonimo film del 1974. La storia di un gruppo di studentesse dell’Hawthorne College, appartenenti alla confraternita delle MKE.
Il brivido arriva con un misterioso omicidio nei giorni delle vacanze di Natale: una sinistra figura nascosta da un mantello minaccia le ragazze che proveranno a reagire, ma quella non è certo la silhouette di Babbo Natale… E, nell’ombra, trama contro le studentesse una sanguinosa setta.

Ed è un thriller psicologico americano l’opera prima Nancy di Christina Choe con una bravissima protagonista (Andrea Riseborough) accanto, tra gli altri, a Steve Buscemi. È (quasi) Natale ma al cinema le Feste sono iniziate…