Week end al cinema: sfida all’ultimo brivido tra L’inganno perfetto e Cena con delitto ed è imperdibile, per gli appassionati di Gomorra, L’immortale interpretato e diretto da Marco D’Amore che racconta la vera storia di Ciro.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

È sfida all’ultimo brivido tra i film più internazionali della settimana: con due cast stellari sono in sala, infatti, dopo il debutto al Festival di Torino che si è appena concluso, il thriller con Helen Mirren (che avrà a Berlino l’Orso d’Oro alla carriera) e Ian Mc Kellen L’Inganno Perfetto e il più tradizionale e corale Cena con delitto. Decisamente originale lo spunto che muove il film con i due grandi attori protagonisti di un inganno che rivela i rischi di un gioco altamente pericoloso. Cosa può accadere se a cadere nella trappola degli incontri online non sono solo giovani in cerca di un’anima gemella, o di qualche emozione forte, bensì i ‘ragazzi’ dai capelli bianchi che cercano una nuova vita sentimentale per superare il trauma di una perdita o anche solo gli ultimi anni di solitudine? Tratto dall’omonimo romanzo di Nicholas Searle e diretto da Bill Condon (Oscar® per la sceneggiatura di Demoni e Dèi) il film ci presenta, al computer i due protagonisti, Roy e Betty, che fin dai titoli di testa chattano in un sito di incontri. Lei ha solo un nipote, un giovane storico impegnato in uno studio sull’architetto nazista Albert Speer; lui un figlio che vive in Australia, con uno stile di vita molto lontano da quello del padre. Insomma, sembrano fatti l’uno per l’altra. Ma lui in realtà è un truffatore incallito e per lei, vedova ed ex professoressa universitaria di storia contemporanea, molto legata alla memoria del marito, l’incontro e le bugie di Roy si riveleranno ad altissimo rischio. Tanto per confermare che non c’è età né esperienza di vita che possano preservare dal rischio di certi inganni…Ora anche in Rete.

Di impianto più tradizionale e forte di un cast decisamente accattivante, Cena con Delitto è un giallo più classico. Come abbiamo già detto, forte di un cast davvero superstar guidato da un regista e sceneggiatore, Rian Johnson, che ha firmato per esempio anche Star Wars: Gli Ultimi Jedi. Gli attori? Daniel Craig, Chris Evans, Jamie Lee Curtis, Toni Collette, Don Johnson, Michael Shannon e un grandissimo Christopher Plummer in un film che, in dichiarato omaggio non solo ad un genere (sempre di grande successo), celebra soprattutto ancora una volta una regina del giallo come Agatha Christie che ancora ispira con i suoi romanzi film imperdibili. Plummer interpreta uno scrittore, ricco e famoso, che viene trovato morto, in circostanze misteriose la mattina dopo la festa per il suo 85esimo compleanno. Tocca al ‘Poirot’ di turno, qui il celebre detective Benoit Blanc è Daniel Craig, indagare su un omicidio fortemente sospetto cominciando proprio dalle persone più vicine, come Agatha Christie sa suggerire benissimo. Ma, attenzione, il film funziona soprattutto per il suo ritmo e per una serie di colpi di scena che tengono l’attenzione sul filo di una tensione perfetta come il ritmo del racconto.

Colpi di scena, ma non solo, nella storia dell’irresistibile ascesa de L’Immortale: lo spin-off di Gomorra diretto e interpretato da Marco D’Amore. Dichiaratamente ispirato al personaggio di Ciro (Ciro di Marzio di Gomorra – La serie), in questa sceneggiatura tecnicamente crossmediale fa incontrare per la prima volta cinema e grandi serie e aiuta a non perdere la tensione tra la quarta e la quinta stagione di quella che è ormai una saga di genere tra le più popolari. La storia di Ciro è quella della sua educazione criminale: violento e allo stesso tempo perfino tenero, diventa un’icona del male che sfiora il rischio di una celebrazione eroica. Morto colpito dalla pistola di Genny, sprofonda nelle acque del Golfo di Napoli e mentre va a fondo riaffiorano i ricordi della sua vita, fin dalla sua nascita, ‘figlio di nessuno’ che sopravvive, per strada, pericolosamente di espedienti.

Film, di diverso clima, si aggiungono all’elenco delle uscite di questa settimana a cominciare da Qualcosa di meraviglioso, con Gérard Depardieu, in cui, a proposito di bambini (e forse anche di piccoli eroi) la vera storia di un piccolo clandestino che diventa campione di scacchi, come dice il titolo, qualcosa di meraviglioso. Il film è diretto da Pierre-François Martin-Laval ed è la storia di Fahim Mohammad costretto ad abbandonare il Bangladesh insieme al padre. Non ha asilo politico e vive a otto anni, a Parigi come immigrato clandestino, costantemente a rischio di espulsione. Quando incontra Sylvain (Gérard Depardieu), scopre che proprio lui, importante ‘allenatore’ di scacchi della Francia, è deciso a farne un campione. Lo diventerà? Se ci riuscirà, con il titolo di Campione di Francia potrà restare nel Paese ma il lieto fine non è così assicurato.

E con questo titolo ne elenchiamo, in volata finale, alcuni specificamente dedicati a temi spirituali, in linea certamente con la festa dell’8 Dicembre e già con il Natale: il primo è inevitabilmente Il Paradiso probabilmente, di Elia Suleiman, premiato a Cannes. Un diario di viaggio che racconta una Palestina ormai perfino surreale.

In Un sogno per papà un delicato trionfo di buoni sentimenti nella storia di un ragazzino, figlio di separati, che proprio nel calcio ritrova il rapporto con il padre. Colomba Legend è il sequel di un western italiano di Vito Colomba; ne I passi leggeri di Vittorio Rifranti la storia di un parroco e sempre di ispirazione religiosa, in vista dell’Immacolata Ghiaie diretto da Fabio Corsaro. Ispirato ai fatti accaduti nel maggio del 1944 a Ghiaie di Bonate, in provincia di Bergamo, racconta la storia delle apparizioni mariane alla piccola Adelaide Roncalli.

Un pro memoria, infine verso la prossima settimana per segnalare che arriva in sala, evento speciale il 9,10 e 11 Dicembre Santa Subito, docufilm su una tragica storia di femminicidio, che ha vinto il Premio del pubblico BNL alla Festa del Cinema di Roma. Regia di Alessandro Piva, è la storia di Santa Scorese che la sera del 15 marzo 1991, rientrando a casa, fu colpita a morte da quello che oggi chiameremmo il suo stalker, sotto agli occhi dei genitori e di una società che non affrontava allora il tema dei reati di genere. Aveva 23 anni ed era una giovane attivista cattolica della provincia di Bari. Per anni aveva subito le morbose attenzioni di un molestatore, senza mai mettere in discussione il suo percorso spirituale. Una storia, oggi, di ordinaria violenza soffocata allora in un silenzio colpevole.