Week end al cinema: L’ufficiale e la spia, il j’accuse di Roman Polanski; Catherine Deneuve in un duetto con la figlia Chiara Mastroianni ma anche Casey Affleck protagonista e autore di un ‘disaster movie’ dei sentimenti. Dal cinema italiano il ritorno di Albanese con Cetto La Qualunque e la fiaba calabrese di Mimmo Calopresti con Valeria Bruni Tedeschi, Marcello Fonte e Sergio Rubini.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

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È finalmente in sala questa settimana, dopo il debutto a Venezia e il successo sugli schermi francesi (400mila spettatori nei soli primi quattro giorni), il grande film che Roman Polanski. Bandito per le accuse di violenza sessuale, ha dedicato al caso Dreyfus affrontando un caso mediatico scritto nella storia per lanciare indirettamente anche il suo j’accuse. Il film, di cui sono coproduttori per l’Italia Luca Barbareschi e Rai Cinema, è L’ufficiale e la spia un autentico kolossal europeo con Jean Dujardin, Louis Garrel e la moglie di Polanski Emmanuelle Seigner nel ruolo dell’amante del colonnello Picquart, il militare che riuscì a far luce sul caso Dreyfus (dal 1895 al 1906) portando alla clamorosa riapertura del processo grazie allo scrittore Emile Zola contro i vertici dell’esercito. Un articolo che puntava il dito contro l’ingiustizia spaccando in due la Francia tra innocentisti e colpevolisti. Nel film in realtà Dreyfus (Louis Garrel) è meno protagonista del colonnello Picquart (Jean Dujardin), l’uomo dell’apparato che non ha simpatia per Dreyfus, né per la comunità degli ebrei cui appartiene ma che ha molto a cuore la verità e si schiera per la giustizia. E come dice Emmanuelle Seigner “Questo è un film molto importante perché parla di antisemitismo, razzismo, odio per l’altro, odio per lo straniero. Dice come si possa trasformare una menzogna in verità!”.

Sempre dalla Francia arriva Tutti i ricordi di Claire di Julie Bertuccelli con Catherine Deneuve, Alice Taglioni, che la interpreta da giovane e sua figlia Chiara Mastroianni. A Verderonne, piccolo paese dell’Alta Francia è il primo giorno d’estate e Claire Darling si sveglia convinta di vivere anche il suo ultimo giorno.

Decide così di svuotare la propria casa e svendere tutto ma proprio tutto in una vera follia che fa tornare a casa Marie, la figlia che non vede da vent’anni…

Cambiando completamente registro, per l’Italia in commedia è la settimana del ritorno di Cetto La Qualunque in Cetto c’è, senzadubbiamente. Il regista Giulio Manfredonia rilancia il personaggio di Antonio Albanese che, lasciata la fascia da sindaco di Marina Di Sopra di cui ora è primo cittadino il figlio Melo, La Qualunque a quasi dieci anni da Qualunquemente e a sette da Tutto tutto, niente niente sul letto di quasi-morte dell’anziana zia scopre di essere l’unico erede dei ‘Buffo di Calabria’. Con Cetto e il figlio Melo, la ex moglie il nobile ed enigmatico Venanzio e la biondissima Petra, sensuale moglie tedesca.

Ancora cinema italiano con una protagonista italo-francese come Valeria Bruni Tedeschi, insieme a Marcello Fonte in Aspromonte La terra degli ultimi di Mimmo Calopresti. Ambientato ad Africo, nella Calabria del 1951. Bruni Tedeschi è una maestra che dal profondo Nord sceglie una cattedra del profondo Sud, per dare pace ai suoi tormenti e si trova alle prese con una comunità contadina di poverissima gente, dove si muore di parto e i bambini non vanno a scuola perché per sopravvivere è più importante saper fare i contadini ai quali non serve l’istruzione. Ciccio, “il Poeta”, è Marcello Fonte, Francesco Colella è il capo popolo e Sergio Rubini Don Totò. Per Fulvio Lucisano, coproduttore con Rai Cinema e di fiere origini calabresi un cameo nel finale nei panni dell’uomo ormai anziano che un tempo fu Andrea, bambino, figlio di Peppe.

In Ligth of My Life Casey Affleck regista e attore, con Anna Pniowsky e Elisabeth Moss, è un padre sopravvissuto a un disastro ambientale con la sua unica figlia, di undici anni. In fuga in un mondo che ha sterminato le donne, si nascondono tra boschi e case disabitate e la ragazzina è costretta a fingersi maschio ogni volta che non può evitare il contatto con altri esseri umani, uomini senza scrupoli. Un film che parla di un mondo in cui la civiltà si sgretola tra macerie morali che cancellano il bene affidandone la sopravvivenza a un cordone ombelicale di affetti autentici. Fino a un epilogo inatteso…

Tra gli altri titoli Countdown di Justin Dec è un horror di ultima generazione, dove una App per smartphone è in grado di rivelare, a chi la scarica, il momento esatto della morte. Il film nasce sulla scia di titoli cult come The ring ed è interpretato da Elizabeth Lail, protagonista della serie Netflix You, nei panni della giovane infermiera che scarica la famigerata App.

Tra i documentari Mode- Spirits in the Forest sui Depeche Mode.

Animazione infine con due titoli. Per i più piccoli Ploi di Árni Ásgeirsson, storia nordica, raccontata dal regista islandese Árni Ásgeirsson, che diventa una parabola di formazione perché il pulcino ha paura di volare. Sui temi della libertà femminile in Afghanistan e dei diritti civili. I racconti di Parvana -The Breadwinner di Nora Twomey. Parvana era una bambina che voleva salvare suo padre, imprigionato dai talebani perché insegnava a sua figlia a leggere e a scrivere. Nel regno oscuro dei fondamentalisti islamici afghani, Parvana taglia i capelli e indossa gli abiti di un ragazzo per passare inosservata, mantenere la sua famiglia e ritrovare suo padre, veterano di guerra che ha perso una gamba contro i sovietici. Undicenne cresciuta a Kabul sotto il regime talebano, Parvana è il simbolo della nuova causa di Angelina Jolie. E proprio la Jolie ha voluto produrre la sua storia per il cinema.