Week end al cinema: Dalla Festa di Roma in sala Downton Abbey e per il cinema italiano padre e figlio on the road in Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores, con Claudio Santamaria.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

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Si chiude la Festa del Cinema di Roma e arriva subito in sala un film accolto con grande attesa e simpatia dal pubblico proprio sul red carpet dell’Auditorium: per la gioia degli appassionati della serie – tra le più amate in tv – è Dowtown Abbey di Michael Engler con Hugh Bonneville, Laura Carmichael, Jim Carter, Brendan Coyle, Michelle Dockery, Kevin Doyle, Elizabeth McGovern, Maggie Smith, Imelda Staunton. Intrighi e passioni, non solo familiari, degli aristocratici Crawley con la loro servitù, ormai ‘di casa’ per chi segue la serie, cambiano ‘formato’ e arrivano con lo sfarzo dovuto sul grande schermo, sempre in chiave popolarissima.

Ambientato nello Yorkshire del 1927, con tutta la formalità del caso, il film si concentra su un evento eccezionale: la visita di re Giorgio alla tenuta, evento che ne sconvolge la quiete. Si agita subito il conte di Grantham, Robert Crawley (Hugh Bonneville), che riceve la lettera direttamente da Buckingham Palace, e sarà divertente vedere le reazioni dei veri reali in casa di chi da sempre ha vissuto con lo stile dei reali. La notizia getta la famiglia nella confusione più totale, ma i Crawley colonizzati dall’arroganza del personale reale, che umilia la loro stessa servitù, proprio dai domestici ‘di casa’ avranno una lezione di straordinario contrattacco all’insegna dell’orgoglio e dello stile Downton Abbey.

Per il cinema italiano Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores. È il road movie nel quale il racconto mette a fuoco un viaggio anche più intimo tra padre e figlio ispirato molto liberamente al romanzo di Fulvio Ervas che Salvatores ha riscritto insieme a Umberto Contarello e Sara Musetti. Al centro della storia Vincent, affetto da autismo e cresciuto con amore dalla madre (Valeria Golino) e dal suo compagno (è Abatantuono) finché non si riaffaccia nella loro vita il suo padre naturale, un cantante squattrinato ma irresistibilmente simpatico, come Willi.

Con lui Vincent trova la via di fuga che cercava: si infila nel furgone di Willi, cantante da matrimoni e da balere (lo chiamano “il Modugno della Dalmazia”) e la loro tournée nei Balcani diventa vita vera, libera e alle prese con un mondo dal quale aveva vissuto sempre ‘protetto’. Per curiosità Tutto il mio folle amore prende il titolo da un verso della canzone di Domenico Modugno “Cosa sono le nuvole” (a sua volta titolo di un episodio diretto da Pier Paolo Pasolini).

Ancora dalla Festa di Roma, arriva in sala Scary Stories to Tell in the Dark di André Ovredal, protagonista una vedova che esorcizza le sue paure scrivendo storie dell’orrore. Quando la donna si toglie la vita perché accusata dell’omicidio di alcuni bambini, la sua casa diventerà un’attrazione per tre ragazzi inconsapevoli, che mettono le mani su un manoscritto mai pubblicato.

Da Venezia invece è in sala Sole di Carlo Sironi con Sandra Drzymalska, Claudio Segaluscio, Bruno Buzzi, Barbara Ronchi, Vitaliano Trevisan, storia di una paternità faticosamente conquistata e di una maternità negata: Ermanno incontra infatti Katia quando la ragazza, arrivata dalla Polonia per vendere il figlio che sta per nascere vuole solo sbarazzarsi del bambino. Ma forse non andrà così…

Tra gli altri titoli freschi di uscita: Vicino all’orizzonte di Tim Trachte: dal romanzo di Jessica Koch che ha dato inizio a una fortunata trilogia, una love story per teenagers. Finché morte non ci separi, dichiaratamente horror, Miserere di Babis Makridis, storia di un uomo di successo che scopre di essere amato quando la sua vita sembra finita, quando la moglie finisce in coma.

Ed è ancora nelle sale L’uomo senza gravità di Marco Bonfanti con Elio Germano, Elena Cotta e Michela Cescon.  E’ il film diretto da Marco Bonfanti, in preapertura ancora alla Festa di Roma, che racconta la storia di un protagonista (Elio Germano), nato nella clinica di un piccolo paese, durante una notte turbolenta: fin dalle prime ore di vita galleggia nell’aria come se non avesse peso. Vola nella stanza dell’ospedale, lasciando la mamma e la nonna letteralmente a bocca aperta perché è affetto da “leggerezza”, contro la forza di gravità. Quando diventerà adulto, deciderà di svelare a un mondo troppo ‘pesante’ il suo segreto per far accettare finalmente da tutti, almeno una volta nella sua vita, la sua diversità.