Festa del Cinema: Chiusura nel segno delle donne. E che donne! Viola Davis premiata alla carriera da Pierfrancesco Favino e la nostra Giovanna Mezzogiorno in Tornare, grande ritorno alla regia di Cristina Comencini

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Con il Premio alla carriera a Viola Davis e l’ultimo film in selezione, Tornare di Cristina Comencini con Giovanna Mezzogiorno, chiusura al femminile per la Festa del Cinema di Roma, che arriva al traguardo di una maratona siglata da un grande successo di pubblico e da un red carpet stellare. Un tappeto rosso nel segno delle donne, insomma, a cominciare dall’Incontro ravvicinato – in occasione del Premio alla carriera – con Viola Davis, uno dei volti più intensi del cinema mondiale, fra cinema, televisione e teatro. Attrice dal talento formidabile è stata la prima afroamericana ad aggiudicarsi i premi Oscar©, Emmy e Tony. Candidata per tre volte agli Academy Award, ha vinto nel 2017 il riconoscimento come migliore attrice non protagonista per Barriere. Ha inoltre ricevuto due Tony per il suo lavoro per Barriere e King Hedley II e nel 2015 è stata la prima interprete afroamericana premiata come migliore protagonista in una serie drammatica per la popolarissima Le regole del delitto perfetto, per cui ha ricevuto altre due candidature nel 2016 e nel 2019.

E anche a chiudere la Festa sono le donne, con Tornare, il nuovo film di Cristina Comencini, anche lei nominata agli Oscar® per il miglior film straniero, La bestia nel cuore, e supercandidata e premiata in Italia ai Nastri d’Argento. Il film è ambientato negli anni ’90 a Napoli: storia di una quarantenne che torna dall’America alla morte del padre e ripensa il suo passato di adolescente e ragazza spensierata in un mondo intrigante e pericoloso, di suggestioni che aprono squarci imprevisti e rimossi sul suo passato e della sua stessa esistenza. E se Bill Murray è stato premiato da Wes Anderson, tifo da stadio in sala per la Davis e Pierfrancesco Favino alla consegna della seconda targa alla carriera di quest’edizione.

Questa quattordicesima edizione della Festa ha avuto un fil rouge anche musicale: dopo il film concerto di Bruce Springsteen, festa per Negramaro – L’anima vista da qui di Gianluca Grandinetti, il film in cui, a ridosso del ventennale della band, i Negramaro svelano per la prima volta il lato nascosto del “rock”, fatto di semplicità, amicizia, amore e famiglia. Tante emozioni per raccontare gli ultimi tre anni di vita del gruppo: dalla genesi dell’album “Amore Che Torni”, all’adrenalina del tour attraverso momenti di backstage, alla gioia per la nascita di nuove vite e fino al momento delicato vissuto dal chitarrista, il mitico, popolarissimo Lele Spedicato. Tre anni di vita capaci di riassumere il ventennio che li ha preceduti e la promessa del “sogno più lungo del mondo”. Sul red carpet hanno sfilato applauditissimi Giuliano Sangiorgi, Emanuele Spedicato, Ermanno Carlà, Danilo Tasco, Andrea Mariano, Andrea De Rocco. Che hanno riservato al pubblico anche una sorpresa finale.

Ma è stata anche Festa per i francesi: grande successo per Fabrice Luchini e Patrick Bruel con Le meilleur reste a venir, poi ieri l’Incontro ravvicinato con il regista, sceneggiatore e critico cinematografico Bertrand Tavernier sul cinema di Renoir, Bresson e Clouzot, in uno sguardo non convenzionale attraverso il quale ha saputo dar vita, nella sua carriera, a una poetica estremamente personale fortemente legata alla forza della sceneggiatura.

Francia anche con Fête de famille di Cédric Kahn: un giorno d’estate, una famiglia si riunisce per festeggiare il settantesimo compleanno della madre Andréa. Ci sono il marito Jean, i due figli – uno, Vincent, con la moglie e i due figli gemelli; l’altro, Romain, con la nuova fidanzata, Rosita – una telecamera per immortalare l’evento e una diciottenne cresciuta lì. Tutto procede gioiosamente, fino all’arrivo inatteso della figlia minore, Claire, scomparsa alcuni anni prima: accolta come la figliol prodiga, porterà con sé il caos.

Tornando alle donne, le hanno raccontate proprio verso il finale anche Santa subito di Alessandro Piva e Share, lungometraggio d’esordio di Pippa Bianco, una delle registe della serie “Euphoria”. Il film, premiato per la sceneggiatura al Sundance, è la storia di una studentessa sedicenne che vede la sua vita precipitare in un baratro quando scopre un video scioccante di una festa di cui non ricorda nulla.

E il cinema italiano? Un affare di famiglie… Come hanno dimostrato l’omaggio a Carlo Vanzina, con il film di Antonello Sarno che pescando negli oltre settanta titoli tra film e serie tv realizzati con il fratello Enrico, ha ricordato il regista scomparso l’8 luglio di un anno fa. Il cinema è una cosa meravigliosa ma anche il documentario di Marco Spagnoli e Simone Isola dedicato ai Cecchi Gori, Mario e Vittorio. Per non dimenticare una factory che ha prodotto una lunga, meravigliosa stagione di cinema italiano con i grandi titoli della nostra Storia. La Festa è (quasi) finita, ma il cinema prosegue in sala, domani con qualche replica, poi con la voglia che speriamo questa splendida maratona del colore della passione abbia lasciato nel cuore e negli occhi del suo pubblico.