Festa del Cinema: Febbre da sabato sera per una superstar come John Travolta, Premio speciale per il suo The Fanatic, e oggi largo alle donne

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Quasi mezzo secolo di carriera e un Premio speciale per festeggiare a Roma la sua ultima interpretazione: il film è The Fanatic, ma il grande protagonista che ha fatto salire la febbre di un martedì sera superaffollato di fans all’Auditorium è proprio lui, John Travolta.

Ancora un super red carpet, grazie a lui, alla Festa del Cinema che oggi accoglie, invece, il divertente e agguerrito cast femminile di The Hustlers. Ed è stato un carpet animato da centinaia di appassionati del suo cinema, dai nostalgici de La febbre del sabato sera agli spettatori di un cult come il tarantiniano Pulp fiction.

John Travolta, 65 anni, è americano del New Jersey. Per la sua apparizione sul carpet e l’Incontro ravvicinato col pubblico ha messo una camicia bianca con lo jabot e si è lasciato andare a molte confidenze. “Recitare è crederci” ha detto a proposito del film che in questi giorni è in cartellone alla Festa, l’horror di Fred Durst in cui è Moose, un fan ossessionato dal suo attore preferito, tanto da perseguitarlo pur di ottenere un incontro. Tema del film l’ossessione per la celebrità, figlia di ogni festival ma soprattutto di tempo. E lui che rapporto ha con i suoi fans? “Non ho paura degli scalmanati. Io stesso in qualche modo lo sono”. Com’è appassionato del cinema: quello in bianco e nero l’ha stregato fin da bambino ed è stato fan di James Cagney poi Barbra Streisand e Marlon Brando, che era suo grande amico come, del resto, Liz Taylor.

Ma “Vengo da una famiglia dello spettacolo”, dice, “e a casa ho vissuto di cinema: guardavamo La strada di Fellini, film di Sofia Loren, come Ieri, oggi e domani”, racconta. Cosa è rimasto oggi di Tony Manero? La voglia di ballare, sempre, a quanto pare. Anche se oggi col suo look totalmente rasato e la barba rada preferisce il tango. “Ballare mi manca molto” dice comunque. E il successo? Gli amici? I nemici? Con le star della sua generazione solo complimenti, anche se dice che Richard Gere non l’ha mai ringraziato, ma a lui deve almeno quattro successi: I giorni del cielo, American Gigolo, Ufficiale e gentiluomo, Chicago. “Sono i film che, per un motivo o per l’altro, io avevo rifiutato”, ha svelato Travolta tra foto, selfie, autografi. Da Roma riparte oggi pilotando il suo aereo personale.

“We love you», gli gridano in sala. E lui sorridendo risponde: «Anch’io vi amo».

E alla Festa è il giorno di Lucia Bosè, icona di bellezza e trasgressione di una lunga stagione. All’ombra della sua chioma blu elettrico, riflessioni sul clima e sul nostro futuro con Interdependence, un film composto da undici corti, molti dei quali girati da donne. Ma per l’Italia da un regista come Soldini, che dice: “Chiedete a mio fratello Giovanni quanta plastica vede in mare…”. Film collettivo prodotto da ART for The World, Ong associata al Dipartimento Onu dell’Informazione Pubblica è un viaggio attraverso il globo, dall’Islanda all’India, dall’Amazzonia brasiliana, alla Cina, alla campagna afgana.

I quattro elementi, acqua, aria, terra e fuoco, declinati per undici storie: un grido d’allarme per il Pianeta e per tutti noi.