Festa di Roma: inaugurazione superstar per Edward Norton e il suo Motherless Brooklyn, accolti sul red carpet da una squadra di talenti: a Ethan Coen e Bill Murray oggi si aggiunge Ron Howard e si apre un weekend di grande cinema.

Inaugurazione superstar per la Festa del Cinema di Roma, che ha aperto davvero a sorpresa il primo red carpet di questa 14esima edizione: per rendere omaggio a Edward Norton, autore e protagonista di Motherless Brooklyn, una vera e propria invasione di talenti inarrivabili ha riempito di entusiasmo il tappeto rosso dell’Auditorium per quasi un’ora. E Ethan Coen, Bill Murray, Roman Coppola si sono schierati con Edward Norton e la splendida protagonista del suo film, Gugu Mbatha-Raw, in un trionfo di scatti e abbracci sotto gli occhi di un pubblico che li ha applauditi e che hanno ricambiato generosamente con selfie e autografi in un lungo tappeto di simpatia.

Cosa chiedere di più a una Festa internazionale, costruita per il pubblico e così imprevedibilmente smart fin dalla prima sera? Per esempio che alla lunga fila dei talent da Oscar (comprese Frances Mc Dormand e la ‘nostra’ Francesca Lo Schiavo) si sia aggiunto, per il documentario dedicato a Luciano Pavarotti, Ron Howard: il regista Premio Oscar® è a Roma per il film ma anche per un Incontro ravvicinato col pubblico per spiegare il motivo del suo amore e della sua curiosità per l’intramontabile eredità del grande tenore italiano, attraverso filmati inediti e rare interviste. “Uno degli intenti più ambiziosi di Pavarotti” dice “ era di far innamorare il pubblico dell’opera lirica. E’ cresciuto in una cultura in cui il melodramma era uno spettacolo popolare e ha sempre voluto riportare l’opera a quelle radici e proprio l’umiltà era una delle cose più belle e paradossali del suo carattere”.

Ma torniamo al film inaugurale, accolto con grande consenso sia dalla critica che dal pubblico dell’Auditorium. La New York degli anni Cinquanta, l’atmosfera noir di certi vecchi polizieschi, il jazz dei club di Harlem e la città al di là del ponte, quella Brooklyn che guarda Manhattan sono lo scenario di Motherless Brooklyn – I segreti di una città, che sarà in sala dal 7 novembre. E’ un film per il quale Ed Norton torna dietro la macchina da presa quasi vent’anni dopo il suo esordio, adattando, molto liberamente, il romanzo di Jonathan Lethem e ritagliandosi il ruolo di un detective ben lontano dallo stereotipo del genere, anche perché soffre della sindrome di Tourette. Lo ha approfondito anche nell’Incontro Ravvicinato con il pubblico commentando le clip di alcuni dei suoi memorabili film.

E non è un caso che l’incontro si sia svolto in perfetta sintonia con un altro appuntamento dedicato alla grande Hollywood: in That Click di Luca Severi, la vita e le straordinarie fotografie di Douglas Kirkland che, con la sua macchina fotografica, ha ritratto sessant’anni di cultura pop, dal fotogiornalismo ai ritratti di personaggi famosi, dalle foto di scena alla documentazione di grandi eventi del mondo. Kirkland è l’autore delle prime foto, quelle del lenzuolo, diventate poi tra le più famose, di Marilyn Monroe, e con il suo stile unico continua a raccontare la moda e la sua Hollywood con un talento ineguagliabile.

Insieme a Bill Murray incontro anche con Wes Anderson, il regista che più di ogni altro ha contribuito a renderlo un’icona del cinema di oggi. E proprio Wes Anderson ha accettato di duettare con lui prima della consegna del Premio, condividendo un Incontro Ravvicinato durante il quale insieme ripercorreranno le tappe principali del variegato percorso artistico di Murray e del magico sodalizio che li lega e che li ha visti collaborare in numerosi film: da Rushmore a I Tenenbaum, fino a Il treno per il Darjeeling, passando per Moonrise Kingdom – Una fuga d’amore, Grand Budapest Hotel e il più recente L’isola dei cani. Bill Murray, al cinema , è stato consacrato da Ghostbusters , Ed Wood di Tim Burton e soprattutto da Lost in Translation – L’amore tradotto di Sofia Coppola che gli è valso il Golden Globe, il Bafta e una nomination all’Oscar®.

Confidenze cinematografiche in pubblico anche per Kore-eda Hirokazu, autore di culto anche del film che ha inaugurato Venezia. Ma non c’è dubbio che sarà memorabile, ricordando quest’edizione, sentire anche Ron Howard: ha esordito come attore nel 1959, a cinque anni, in “Ai confini della realtà”, ma è regista dal 1977, mentre è ancora sul set come attore di “Happy Days” (ricordate Richie  Cunningham?). Sono suoi fim come Splash – Una sirena a Manhattan, Cocoon – L’energia dell’universo, Cuori ribelli e Cinderella Man, fino ai film tratti dai romanzi di Dan Brown. Ha avuto un Oscar® nel 2002.

Non solo Hollywood ma anche l’Inghilterra con Downton Abbey, con la regia di Michael Engler, con il film che segue le vicende tv dell’aristocratica famiglia Crawley: si torna nella loro sontuosa tenuta con gli ospiti più illustri che i Crawley abbiano mai sperato di avere, i sovrani del Regno Unito, il re Giorgio V e la regina Mary, i quali porteranno con sé una dama di corte la cui presenza si rivelerà sconvolgente per i padroni di casa. Con una sfarzosa serata da preparare e una cena da studiare in ogni minimo dettaglio.

E non c’è dubbio anche alla Festa  l’accoglienza sarà sfarzosa.