Festa del Cinema: Via domani sera con il primo red carpet ‘noir’ per Edward Norton. Fino al 27 ottobre una maratona stellare di film e incontri ravvicinati, ma anche molto ‘pop’

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Ci siamo: la 14esima Festa del Cinema di Roma si apre domani sera nel segno del noir ed è Edward Norton con Motherless Brooklyn ad inaugurare una vera e propria maratona di film -e soprattutto incontri ravvicinati- non solo sul red carpet dell’Auditorium, cuore di una Festa che mai come quest’anno si estende a tutta la città.

Venticinque i Paesi dai quali arrivano i film, 40 le prime di cui 37 mondiali, 12 le prime europee e 18 quelle italiane che hanno già anticipato con alcuni titoli  (tra la Casa del Cinema e la sala grande del Barberini) il programma della selezione ufficiale, in cui grande spazio avranno opere firmate da registe, ben 19 nel programma di una Festa annunciata dall’icona eterna di Greta Garbo, ma giovane, anagraficamente, come una ragazza che abbia la curiosità adolescente dei suoi 14 anni.

Festa elegante e raffinata, ma anche ‘pop’ dunque, grazie a molto cinema che parla della vita e del mondo, ma attraverso i film racconta anche la musica. E una Festa con una grande attenzione al femminile, non solo nei film firmati da registe, ma anche nel percorso di un cinema che sa parlare di donne e ne racconta il mondo, le contraddizioni e anche l’emarginazione. Com’è accaduto in pre-apertura con la prima mondiale al Teatro dell’Opera del documentario dedicato a Emma Carelli, rimossa dal suo ruolo manageriale ai tempi del Fascismo, perché era inaudito che a una donna, star della lirica, poi alla guida del Teatro Costanzi di Roma, fosse consentito un ruolo di comando.

Dietro il noir inaugurale di Ed Norton e il magnifico affresco di un maestro come Martin Scorsese, dietro la comicità di Bill Murray, primo premio alla carriera di quest’edizione, o autori come Wes Anderson o Ethan Coen nella tradizione di un cinema che parla molto degli uomini, arrivano a raccontarci dinamiche molto al femminile film come Downtown Abbey o The Hustlers con Jennifer Lopez, commedia sorprendente e ‘diversa’ in cui la protagonista già punta a una nomination agli Oscar®. La selezione si chiuderà con il nuovo film di Cristina Comencini, Tornare, con una storia forte, coinvolgente, che indaga nel passato e nei turbamenti di una donna non più giovane, affidandone il ruolo da protagonista a Giovanna Mezzogiorno. Tra i titoli anche The Farewell di Lulu Wang, con la sua regista al seguito, e Share di Pippa Bianco, con l’esordiente Rhianne Barreto, sul tema della violenza sessuale ai tempi dei social network.

Candidato all’Oscar® per il Canada, La belle époque fa tornare a Roma un’attrice molto amata dal cinema italiano come Fanny Ardant e la Festa offre il palcoscenico a Lucia Bosé per il libro che la celebra, ma anche per un ricordo del set felliniano del Satyricon. Parlano di donne anche se diretti da uomini Judy di Rupert Goold, con l’ultima tournée londinese di Judy Garland, interpretato da una straordinaria Renée Zellweger, come Willow di Milo Manchevski – anteprima mondiale di un film che mette a fuoco il tema della maternità. Con Military Wives di Peter Cattaneo la solitudine di una donna, interpretata da Kristin Scott Thomas, moglie perfetta (e infelice) accanto a un militare troppo austero e assente.

Un’icona che non ha bisogno di sottolineature, per chiudere, è Viola Davis, non solo The Help ma Oscar® per Barriere come migliore attrice non protagonista: a lei va il secondo premio alla carriera di quest’edizione.

Innovazione, insomma, ma nella tradizione in una scelta che, fin da subito, lancia un preciso segnale. Perché la 14esima edizione della Festa del Cinema di Roma è esplicitamente targata Hollywood: con grandi autori come Martin Scorsese (e The Irishman è lo scoop della Festa), ma anche Ron Howard con un documentario su Pavarotti e tra i più inediti Trey Edward Shults, regista di Waves.

Tra i personaggi sul red carpet Ethan Coen, che inaugura la serie degli Incontri ravvicinati, e John Turturro, che ha presentato in pre apertura Jesus Rolls-Quintana è tornato, di cui è regista e interprete nel ruolo del mitico campione di bowling già apparso ne Il Grande Lebowsky. Nel cartellone non mancano i restauri. E se nel percorso parallelo e autonomo di Alice nella città – destinato soprattutto a bambini e ragazzi – c’è molta produzione italiana, all’Auditorium si parla soprattutto inglese, o forse ancora di più americano.

Proiezioni, star, incontri, mostre: Roma è pronta anche per far festa alla Festa: dopo la ‘prima’, ospiti eccellenti e cast del film a Palazzo Brancaccio, per un party inaugurale esclusivo. Poi l’ambasciata del Giappone ospiterà un ricevimento per  celebrare Kore-eda Hirokazu, cui è dedicata una restrospettiva. A Villa Wolkonsky, residenza ufficiale dell’Ambasciatore britannico in Italia, serata dedicata per Downton Abbey, al MAXXI cena esclusiva con Fanny Ardant, che arriva alla Festa per La Belle Époque di Nicolas Bedos. Per il cinema italiano, infine, con il nuovo film di Riccardo Scamarcio due appuntamenti celebrativi ‘di famiglia’: per la dinasty Cecchi Gori e per ricordare Carlo Vanzina.

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