Week end al cinema: tra Brad Pitt nello spazio e Stallone di nuovo in azione con Rambo, tanto cinema italiano, ma soprattutto Yesterday, una commedia rock dedicata a chi ama i Beatles, ma non solo

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Tempo di lettura: 5 minuti

È sicuramente il film più curioso della settimana Yesterday, una commedia pop, surreale, di grande divertimento per chi ama la musica dei Beatles, ma non solo. Il titolo è Yesterday ed è un piccolo grande film che ha un asso nella manica con la partecipazione speciale, udite udite, nella parte di se stesso di Ed Sheeran e sfida il ritorno di Rambo e perfino un colosso come il film con Brad Pitt Ad Astra,  presentato alla Mostra di Venezia poche settimane fa, ma ha almeno due ‘grandi firme’ che ne garantiscono originalità e gran mestiere: il regista di The Millionaire e Trainspotting Danny Boyle e lo sceneggiatore di Love Actually e Notting Hill Richard Curtis, per la prima volta al lavoro insieme.

Yesterday nelle loro mani è una divertente commedia rock, sull’incredibile storia di un aspirante cantautore (Jack, interpretato da Himesh Patel) che dopo un incidente si risveglia in ospedale in un mondo in cui all’improvviso è l’unico a ricordare la musica dei Beatles, scomparsi perfino da Google…Tutta colpa di un misterioso blackout elettrico che ha colpito l’intero pianeta: un corto circuito che ha fatto sparire i mitici Fab Four come non siano mai esistiti, tant’è che su internet cliccando il loro nome vengono fuori solo immagini di autentici ‘scarafaggi’.

Il protagonista è un musicista che tenta di superare la ‘sfiga’ di una notorietà inarrivabile e per questo decide di cogliere l’opportunità tenendo per sé testi e musiche di una memoria che il mondo ha cancellato, ma che sarà in grado di conquistarlo il mondo della musica rock. L’attenzione di una vera star come Ed Sheeran sarà la sua chance vincente ma… come si dice il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. E il successo non sarà la strada giusta per la sua felicità. A titolo di curiosità non è la prima volta che Ed Sheeran compare sullo schermo: era nel 2016 in Bridget Jones’s Baby e due anni fa è apparso in un episodio de Il trono di spade.

Ad Astra di James Gray con Brad Pitt, Tommy Lee Jones e Ruth Negga, arriva dalla Mostra di Venezia, come del resto il film di Mario Martone Il sindaco del Rione Sanità con Francesco Di Leva e Massimiliano Gallo (regista del miglior film e migliori protagonisti per i giornalisti tra gli italiani alla Mostra) e con loro Roberto Di Francesco. È un evento speciale in sala solo pochi giorni.

Il film diretto da James Gray, racconta la storia di Roy McBride (Brad Pitt), un ingegnere aerospaziale della NASA incaricato di compiere una missione nello spazio. Solitario, sposato con Eve ( Liv Tyler) soffre di una leggera forma di autismo, ma soprattutto ha perso suo padre circa 20 anni prima durante una spedizione su Nettuno, dalla quale non è più tornato. L’obiettivo del suo viaggio era portare a compimento il progetto Lima, basato sulla ricerca di vita extraterrestre. Ma anziché cercare forme di vita intelligenti, scopre che suo padre potrebbe essere ancora vivo, alle prese con esperimenti in grado di distruggere l’umanità e compromettere per sempre l’intero sistema solare. Sarà il figlio, ovvero Brad Pitt, l’unica persona in grado di aiutarli a invertire il processo di distruzione già in atto sulla Terra? Andate al cinema per scoprirlo…

Al cinema si può andare anche se si è appassionati di Sylvester Stallone: con Rambo – Last Blood arriva invece per gli appassionati di action movies il quinto capitolo della saga del veterano di guerra interpretato da Sylvester Stallone, che aveva dichiarato di aver chiuso con Rambo, ma dopo il violentissimo film del 2008 torna ora, diretto da Adrian Grunberg, sostanzialmente nei panni di un Rambo che torna alle origini della saga, sollecitando un po’ di nostalgia, anche senza la musica di Jerry Goldsmith, né il look che lo ha reso ‘personaggio’: capelli lunghi e fascia rossa e muscoli sudati bene in mostra. Invecchiato e pronto per la pensione in realtà qui ha meno muscoli e più cuore.

Cinema italiano: con Drive me home di Simone Catania sono perfettamente in parte Marco D’Amore e Vinicio Marchioni, con un’apparizione di Lou Castel. In Vivere di Francesca Archibugi storie di precaria quotidianità con Micaela Ramazzotti, Adriano Giannini, Massimo Ghini, Marcello Fonte e la piccola Lucilla, protagonista del film che soffre di un’evidente asma psicosomatica.

Micaela Ramazzotti è la madre Susi, insegnante di danza moderna sempre di corsa, Adriano Giannini il padre, giornalista freelance soprattutto sciupafemmine. Il resto del cast è composto da personaggi di varia umanità, dalla baby sitter straniera da non perdere d’occhio, alla famiglia abbandonata dal giornalista scapestrato, a Ghini ‘barone’ della medicina ma anche vedovo consolabile, a un curioso Enrico Montesano, quasi irriconoscibile e serissimo.

Francesca Archibugi, Francesco Piccolo e Paolo Virzì che firmano la sceneggiatura insieme, dopo Notti magiche disegnano un immaginario in cui borghesia e nuovi poveri convivono a distanza, aderenti ad un quadro realistico non sempre però così reale. Ma il film diventa soprattutto una riflessione sulle fragilità quotidiane. Del vivere.

Il film di Mario Martone Il sindaco del Rione Sanità con Francesco Di Leva, Roberto De Francesco, Massimiliano Gallo che ha anch’esso un’uscita evento. Drive me home di Simone Catania con Marco D’Amore, Vinicio Marchioni e Lou Castel. Marco D’Amore, con un caschetto biondo non è il Ciro di Gomorra, gioca con il personaggio stavolta di Agostino, giovane siciliano che ha lasciato da tempo un piccolo paese tra le montagne soprattutto per vivere la sua omosessualità lontano dalla famiglia e dalla provincia. È un camionista impegnato sulle rotte europee, quando lo incontra Antonio (Vinicio Marchioni), amico d’infanzia dello stesso paese, le cose cambiano.

Arriva nelle sale dopo gli applausi e la sala gremita al Festival di Giffoni, con un’uscita-evento dal 30 Settembre al 2 ottobre, Aquile Randagie, esordio al lungometraggio di Gianni Aureli. Il film racconta in profondità il mondo degli Scout italiani, è una storia dello scoutismo e della Resistenza italiana. Le Aquile Randagie erano infatti un gruppo di scout di Milano e Monza, tra i 14 e i 20 anni, che decisero di ribellarsi alla decisione del fascismo di chiudere tutte le associazioni giovanili che fossero differenti dall’Opera Nazionale Balilla. Giovani e ragazzi, guidati da Andrea Ghetti e Giulio Cesare Uccellini, detto Kelly, che continuano le attività scout in clandestinità, per mantenere la Promessa: aiutare gli altri in ogni circostanza.

Ancora. È una biografia al femminile Lou Von Salomé di Cordula Kablitz-Post su un’icona femminile, intellettuale, ma soprattutto anticonformista e libera, molto frequentata dal cinema, questa volta con Katharina Lorenz e Nicole Heesters. È stata una delle figure-simbolo dei fermenti culturali dell’Europa di fine Ottocento-inizi Novecento, musa di grandi intellettuali, dalla produzione saggistica ricchissima.

Per i più piccoli Dora e la città perduta di James Bobin e Shaun Vita da pecora: Farmageddon, il film di Will Becher e Richard Phelan.

In sala anche La freccia del tempo di Carlo Sarti, con Lino Guanciale, Leonardo Pazzagli e Pippo Delbono, e Gli uccelli – Un assalto al cielo mai raccontato di Silvio Montanaro e Gianni Ramacciotti.

Infine il documentario Footballization di Francesco Furiassi e Francesco Agostini e Il pianeta in mare di Andrea Segre, prodotto con Luce Cinecittà, un documentario che ricorda che cent’ anni fa nasceva Marghera, la città-fabbrica che avrebbe segnato la storia recente di tutto il Nord-Est. Ma è soprattutto un film che oltre il reportage rivela un’anima densa di suggestione ed emozioni sull’ambiente e su luoghi della memoria, nel racconto di un’occasione forse mancata o di una storia perduta.

Buon cinema.