Week end al cinema: finalmente in sala l’ultimo Tarantino con DiCaprio e Brad Pitt. Ma, tra Lelouch, Burning e perfino Maradona, è davvero una settimana di cinema da non perdere

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

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Che week end in sala, questa settimana. Per chi non sia andato al cinema alle primissime proiezioni, domina ovviamente le uscite C’era una volta…a Hollywood, con Leonardo DiCaprio, Brad Pitt, Margot Robbie, per non parlare di Al Pacino, Emile Hirsch, Dakota Fanning e Kurt Russell, diretti da quel genio del cinema di Quentin Tarantino. Al suo nono film, ci porta nella Los Angeles del 1969, e in particolare in un mondo cinematografico dove circolano star, ma anche personaggi in cerca di riemergere.

Come Rick Dalton (Leonardo DiCaprio), un attore diventato popolare grazie a una serie western tv degli anni Cinquanta ora vicino al capolinea e la sua controfigura Cliff Booth (ovviamente Brad Pitt). Abitano nello stesso comprensorio di Cielo Drive, Bel-Air, proprio accanto alla casa  da poco presa in affitto da Roman Polanski e da sua moglie, la bellissima attrice Sharon Tate (Margot Robbie). Così il film ci porta a seguire le loro storie in una folle carrellata parallela che si concluderà nella fatidica data della morte di Sharon Tate.

Chi si aspetta un noir sulla carneficina di quella notte sarà forse deluso, ma scoprirà che in questo Tarantino – e quindi, stando alle sue dichiarazioni, il suo penultimo film – è solo una suggestione, un pretesto narrativo la strage di Cielo Drive, il 9 agosto di quell’anno, quando quattro membri della “Famiglia” di Charles Manson fecero irruzione nella villa di Roman Polanski massacrando, incinta, Sharon Tate. Tarantino mette infatti in parallelo la storia di Sharon Tate con quella di Dalton, che, udite udite, diventerà popolarissimo in Italia tra gli amatissimi spaghetti western dei registi di culto ormai considerati ‘tarantiniani’.

Da Hollywood a Deauville è un tuffo nel passato – e in questo caso nella nostalgia più che nella violenza tarantiniana – anche I migliori anni della nostra vita di Claude Lelouch, che scrive il terzo capitolo dell’incontro sentimentale di Jean-Louis, ex pilota automobilistico che – sebbene la sua memoria non sia più quella di una volta – ricorda con amore l’incontro con Anne, cinquant’anni prima all’epoca dell’intensa relazione. Grazie anche all’aiuto del figlio di lui, i due si ritrovano e possono ricominciare da dove tempo prima erano rimasti.

Diretto da Claude Lelouch, il film è il terzo capitolo della saga con Anne e Jean-Louis, ormai anziani, con la memoria intermittente nel tentativo di non perdere le sensazioni di un grande amore. Come diceva Victor Hugo: “I migliori anni di una vita sono quelli ancora da vivere”. Come si cantava nel film di Lelouch…shabadabadabada l’amore, il vero amore, non si dimentica mai.

In Selfie di famiglia di Lisa Azuelos, la sceneggiatrice e regista figlia di Marie Laforêt, dopo LOL – Il tempo dell’amore – dove ha diretto  Sophie Marceau e Christa Théret, madre e figlia (e dopo Dalida) – racconta in questo film il rapporto madre-figlia, mentre la figlia sta per uscire da casa. Héloise è una “super-mamma” single verso la cinquantina, Jade, l’ultima dei tre figli a vivere a casa, invece è decisa a continuare i suoi studi in Canada. Accanto a lei i figli “maggiori” (Lola e Theo) sono Camille Claris e Victor Belmondo, nipote d’arte, mentre la “piccola” Jade è Thaïs Alessandrin, figlia della regista.

Tra le uscite c’è il drammatico Burning – L’amore brucia di Chang-dong Lee, un film drammatico che racconta la storia tra il fattorino Jongsu e Haemi, una ragazza del suo quartiere conosciuta durante una consegna. Una storia apparentemente banale con un gatto che passa di casa in casa, ma non è che l’inizio…

Parla di donne, anzi in particolare di una donna che attraversa una crisi esistenziale profonda dopo la morte improvvisa della figlia, Rosa con Lunetta Savino, per la prima volta in un ruolo da protagonista accanto un marito con il quale convive da ‘separata in casa’ fino ad una svolta assoluta che le restituirà la voglia di vivere e di riscoprire anche la sua sessualità.

Opera prima di Katja Colja, documentarista e sceneggiatrice slovena nata a Trieste, sulla scia, dichiarata, di maestri come Scola e Taviani, la regista dice che “Lunetta è il film”, un film al femminile scritto con Tania Pedroni e Elisa Amoruso. E Lunetta fa dimenticare le sue performance da commedia anche televisive sorprendendo qui per le emozioni e la delicatezza di un ruolo anche sorprendente, in cui l’attrice si mette in gioco senza compromessi.

E’ un debutto italiano anche Il colpo del cane di Fulvio Risuleo dove Rana (Silvia D’Amico) e Marti (Daphne Scoccia) sono una coppia che fatica a sbarcare il lunario e per questo s’inventano da un giorno all’altro dogsitter, anche se alla loro prima uscita si fanno scippare il prezioso bulldog francese affidato loro da una ricca signora (Anna Bonaiuto), trafugato da un misterioso individuo con la scusa di farlo accoppiare con la sua cagnetta. Tra i cani dopo Dogman finisce anche Edoardo Pesce che qui interpreta un buffo personaggio.

Settimana anche di documentari: mentre conquista il botteghino il biopic sulla Ferragni, esce Antropocene – L’epoca umana, docufilm con Alicia Vikander e Alba Rohrwacher, che racconta ciò che dal XX secolo ad oggi sta succedendo: la fase dell’antropocene, in cui l’uomo ha spinto il pianeta oltre i suoi limiti naturali, agendo sugli oceani, sull’agricoltura, sul paesaggio, sugli animali.

Tra gli altri titoli anche Of fathers and sons – i bambini del califfato,  e l’horror Eat Local – A cena coi vampiri, di cui sono protagonisti i vampiri d’Inghilterra che ogni anno si riuniscono in una fattoria per parlare di minacce e metodi per procurarsi nuovo nutrimento.

Ancora nuove uscite con Aspettando la Bardot e la docu-fiction Lettere a mia figlia – Manuale sull’Alzheimer, che affronta in quattro capitoli il tema del rapporto con i pazienti affetti dall’Alzheimer, affrontando soprattutto i problemi che si instaurano tra i malati e coloro che li assistono. È interpretato da Leo Gullotta e Diane Patierno.

Infine, per gli appassionati di calcio, c’è in molte sale Diego Maradona. Dopo il successo dei suoi Senna (2010) e Amy (2015, Premio Oscar® per il Miglior Documentario), arriva l’atteso film firmato da Asif Kapadiama (attenzione però, si vedrà oltre il week end, in sala solo da lunedì 23 a mercoledì 25 settembre). E’ la storia di uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, con immagini tratte dal suo archivio personale di oltre 500 ore di filmati mai visti prima.