Week end al cinema: brividi d’estate con il ritorno della Bambola assassina ma anche Arrivederci professore con Johnny Depp e una Cenerentola a Bollywood, Il flauto magico con l’Orchestra di Piazza Vittorio e una Rapina a Stoccolma con Ethan Hawke

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

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Estate aperta per ferie, ormai è uno slogan al cinema e i nuovi titoli, soprattutto di genere, non mancano. Come non accontentare subito, allora, gli amanti dell’horror? Per un brivido cult nel calore del primo weekend ecco allora proprio il ritorno de La bambola assassina, horror diretto da Lars Klevberg, con Aubrey Plaza e Brian Tyree Henry realizzato dai produttori di IT, reboot, come si dice, insomma, un classico del genere uscito in Italia nel 1989 ma assolutamente più ricco in questa versione di momenti spaventosi. Ricordiamo tutti la storia di Karen, la mamma single che regala a suo figlio Andy una bambola per il suo compleanno, ignara della sua natura maledetta. Il primo Chucky, era arrivato sullo schermo nell’horror diretto da Tom Holland  e scritto insieme all’autore, Don Mancini, che ha ideato il personaggio della bambola assassina, posseduta dall’anima persa di un serial killer (e subito diventata oggetto di culto) alla quale erano stati poi dedicati ben sei sequel, fino all’ultimo, prima di questo ritorno, scritto proprio da Mancini. Brividi in sala e incubi assicurati.

È invece un film che ricorda le atmosfere de L’attimo fuggente Arrivederci professore con Johnny Depp, storia di Richard, professore universitario che, quando scopre di avere poco tempo da vivere, decide di godersi un ‘carpe diem’ assoluto colorando la sua vita di attimi di inattesa felicità. Un film che diventa uno struggente addio alla vita

Se invece non sapete perché certi meccanismi di dipendenza psicologica sono stati definiti ‘Sindrome di Stoccolma’ è illuminante la vicenda di Rapina a Stoccolma con Ethan Hawke, film ambientato appunto a Stoccolma nel 1973 quando – nel vero episodio di cronaca che ha ispirato il film- un uomo estrasse davvero un mitragliatore rapinando una banca come Capitan America. La rapina finisce male anche nel film ma tra il rapinatore e Bianca, uno dei suoi ostaggi, nasce una strana complicità, quel legame di dipendenza psicologica che appunto diventerà la “Sindrome di Stoccolma”.

Storia di una Cenerentola a Mumbai, come lo annuncia il titolo italiano, la vicenda di Sir (così il titolo originale) arriva da Bollywood per raccontarci l’India cinematografica di Ratna. È una donna giovane ma già vedova che lavora come cameriera nel lussuoso appartamento di Ashwin, milionario di Mumbai. Come una vera e propria Cenerentola indiana riesce ad aiutare generosamente la sua famiglia e a far studiare la sorella minore, ma la sua vita cambia quando Ashwin lascia la fidanzata ad un passo dalle nozze e cerca una moglie più ‘vera’. Diretto dalla regista Rohena Gera e presentato a Cannes, alla Semaine de la Critique del 2018, è un debutto europeo per un cinema che unisce un tocco di romanticismo classico ad una storia ambientata in una metropoli caotica come il mondo in cui viviamo che dimentica spesso i valori più essenziali. In una filosofia che contrappone sostanzialmente i valori della modernità a quello di una tradizione in India molto più forte che nel mondo occidentale.

Non manca una commedia leggera tra le uscite in sala e arriva dalla Francia La prima vacanza non si scorda mai, di Patrick Cassir che racconta di una coppia, Ben e Marion, che si incontra su un social e decide di trascorrere una vacanza insieme. Ben doveva partire con la famiglia per Biarritz, Marion era invece destinata a Beirut con un gruppo di amici ma finiranno insieme in Bulgaria.

Con Il flauto magico di Piazza Vittorio torna l’Orchestra che ha conquistato migliaia di spettatori e questa volta con Mario Tronco, che guida il complesso musicale multietnico più famoso di tutti i tempi c’è il regista sardo Gianfranco Cabiddu, con Fabrizio Bentivoglio e El Hadji Yeri Samb.

Il Flauto Magico di Mozart è reinterpretato dalle diverse culture musicali di Piazza Vittorio e torna così a vivere in un nuovo sound, che spazia dal reggae alla classica, dal pop al jazz, attraverso tradizioni e culture musicali di tutto il mondo.

E’ infine uscito in sala, dopo un’attesa durata alcuni anni, The Elevator, thriller di Massimo Coglitore ambientato e girato in due settimane a New York. Il protagonista è Jack Tramell, 50 anni, single, famoso per il suo TV show, che fa impazzire gli americani. Il set principale l’ascensore del palazzo dove vive e nel quale dovrà affrontare il gioco di tensione guidato da Katherine, una donna misteriosa che chiede vendetta. Scritto da Mauro Graiani e Riccardo Irrera e interpretato da James Parks e Caroline Goodall oltre che da Burt Young nel ruolo di un portiere con un passato da pugile, sembra sia ispirato a una storia vera.

Da non dimenticare tra verità e fiction Lucania – Terra, sangue e magia di Gigi Roccati che può essere definito una favola ecologista ambientata ovviamente in Lucania dove vivono Rocco e Lucia, un padre severo, legato alla terra come un albero e una ragazza difficile muta da quando è morta sua madre, di cui sente ancora la presenza vicino a sé. Quando Rocco rifiuta di seppellire materiali tossici nella propria terra, inizia per lui e la figlia una fuga che si insegna come la ‘terra dei fuochi’ non sia solo in Campania e la lotta per opporsi a chi vuole la distruzione dell’ambiente passa anche per la grandezza di qualche piccolo gesto di ribellione personale.