Cannes 72: Croisette superstar per C’era una volta a… Hollywood con Brad Pitt e Leo DiCaprio, nel giorno più atteso del Festival, esplode il delirio tarantiniano. Il Festival si avvicina al momento delle Palme d’Oro e ora in concorso tocca a Xavier Dolan e a Marco Bellocchio con Il traditore

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

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C’era una volta a… Hollywood.

E nelle prossime edizioni si dirà, probabilmente, C’era una volta… a Cannes dal momento che a 25 anni dalla Palma d’Oro a Pulp fiction e a dodici da Bastardi senza gloria (nell’anno in cui era Presidente di Giuria), stavolta il ritorno di Quentin Tarantino ha mobilitato la Croisette oltre ogni aspettativa. Selfie e autografi con grande disponibilità per tutti fin dalla lunga strada che il cast ha percorso a piedi verso la Montèe des Marches, poi il red carpet più glamorous del Festival e alla fine del film una standing ovation lunga quasi dieci, interminabili minuti.

È stato un successo oltre ogni previsione col pubblico e anche se qualche critico ha espresso le sue riserve, c’è già attesa per il film che, lo sappiamo, racconta com’era nel 1969 quella Hollywood che sarebbe stata scossa dal delitto di Sharon Tate ma soprattutto questo tuffo nel passato è per il regista più follemente innamorato del cinema, e del cinema italiano più popolare, un viaggio tra generi e celebrazione e straordinarie invenzioni. E divertimento allo stato puro per un pubblico che difficilmente penserà di aver speso male i soldi di un biglietto come sul set dev’essere stato anche per i suoi straordinari protagonisti: con Dakota Fanning, nel ruolo di Sharon, Al Pacino, Kurt Russell, Emile Hirsch e Tim Roth ma soprattutto Leonardo DiCaprio e Brad Pitt.

A Cannes sono arrivati in gran forma, disponibili e, a dispetto della fama che spesso li accompagna, per niente capricciosi, ma anzi sorridenti e visibilmente entusiasti di aver fatto parte di un’avventura in un film sul quale il regista per primo ha invitato con tanto di hashtag (#NoSpoilerslnHollywood) a non spoilerare un finale davvero sorprendente.

Tarantino, com’è noto racconta (non solo) il mondo del cinema in un come eravamo datato 1969, un anno in cui tutto stava cambiando e nel quale il film mette a fuoco un clima speciale attraverso la storia di un attore televisivo, Rick Dalton (è Leonardo DiCaprio) e della sua storica controfigura Cliff Booth (Brad Pitt) amici e ‘complici’ che cercano di emergere in una Hollywood che ormai non riconoscono più.

C’era una volta… a Hollywood  è il numero 9 film della filmografia di Tarantino, in Italia uscirà solo il 19 Settembre prossimo) ed è dichiaratamente l’omaggio all’ ultimo periodo di una golden age nella quale anche i protagonisti cominciano a sentirsi fuori posto: vanno in pensione i vecchi eroi e anche ai cowboy, come quello che interpreta sul set di una serie tv Rick Dalton, tocca far allungare i capelli come un hippie e, poi, accettare l’idea di andarsene per un po’ in Italia a girare quegli spaghetti western di Antonio Margheriti e Sergio Corbucci ai quali Tarantino non perde neanche stavolta l’occasione di rendere un clamoroso omaggio.

Cosa farà la sua controfigura? A Cliff che lo accompagnerà anche nell’avventura italiana, toccherà per caso, prima di questa parentesi, un tuffo rischiosissimo nella comunità di Charles Manson, il mandante dell’efferato assassinio di Sharon Tate (nel film è Margot Robbie), che fu uccisa incinta all’ottavo mese di Roman Polanski (l’icona con tanto di camicia con quello jabot memorabile nel look iconico che il regista aveva davvero negli anni Settanta – nel film il suo ruolo tocca a Rafal Zawierucha), assassinata nella sua casa di Los Angeles insieme a un gruppo di amici.

Ed è proprio intorno all’attesa di quell’omicidio, quel 9 agosto 1969, che Tarantino snoda tutto il suo racconto, oltre due ore di cinema puro, ricche di invenzioni, citazioni cinefile, comicità, suspence e soprattutto di quei generi che hanno fatto grande il cinema italiano dei b movies e che sono di culto per il pubblico dei tarantiniani.

Ne saranno contagiati anche i giurati di questo 72.mo festival?

La corsa verso la Palma d’Oro è avviata.

Se la lista fino a ieri cominciava con la A di Almodòvar oggi, sicuramente, finisce con la T di Tarantino. Passando senza dubbio per i temi ‘politically correct’ nel grande cinema degli autori – Palme d’Oro che hanno conquistato negli anni il podio di Cannes – e che il Festival quest’anno ha reso di nuovo protagonisti. I giochi non sono ancora fatti, però, e all’appello mancano ancora un outsider come Xavier Dolan e -non dimentichiamolo, il debutto dell’Italia in concorso, venerdì con l’attesissimo film su Tommaso Buscetta Il traditore di Marco Bellocchio.