Cannes 72: Maradona dà forfeit al Festival delle icone ma la Croisette aspetta domani Quentin Tarantino. E intanto applaude le donne: dopo Monica Bellucci ecco Chiara Mastroianni e Valeria Golino.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

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Valeria Golino, come sempre tra le più amate dalla Croisette, brilla a Cannes nel Settecento di Celine Sciamma. Anche Chiara Mastroianni, altra habituè del tapis rouge più famoso del mondo, è al Festival da protagonista (Chambre 212 di Christophe Honorè). Ed è stata per Monica Bellucci la Montèe de Marches, più applaudita del week end, quella in cui l’attrice, ‘figlia’ cinematografica di Jean Louis Trintignant ha affiancato la coppia regina del cast e, ovviamente, Claude Lelouch, nel terzo capitolo di quello che fu Un uomo, una donna

Non c’è dubbio, in un festival che da Almòdovar al giovane Pattinson – non più ‘vampiretto’ ma quasi supereroe (visto che potrebbe essere il nuovo Batman) – sembra essere dominato, quest’anno, sempre di più da uno star system molto maschile.

Lo charme è ancora una volta delle donne, anche italiane o comunque legate all’Italia. Con la sola, clamorosa, eccezione in questi giorni di Alain Delon, Palma d’Oro alla carriera applaudita e contestata, criticata e molto attesa all’incontro col pubblico, di questa 72.ma edizione.

Eccolo, raggiante di giovinezza perduta mentre sorride irresistibile dal manifesto che ne celebra il fascino ormai antico. Poi protagonista di una lunga intervista-confessione replicata di continuo sui canali del Festival e di nuovo, alla verde età degli ottanta passati, davanti a una Sala che ha visto allungare le file del pubblico fin dal mattino mentre lascia che il suo fascino ormai agèe conquisti ancora una volta il pubblico e le donne che ringrazia, anche dal palco, ancora una volta con galanteria, perché – dice – è a loro che deve il suo successo.

Al giro di boa della sua prima settimana, il Festival comincia a fare un bilancio: grande protagonismo del cinema d’autore, polemiche roventi sul fronte della stampa provata da embarghi e selezione in eccesso, brutto tempo e cielo grigio che toglie smalto al clima accogliente di un festival che annuncia l’estate ma, tutto sommato, una grande conferma nelle scelte di quella celebrazione per la memoria delle sue stesse icone che fa dimenticare perfino il forfeit di Maradona annunciato sulla Montèe des Marches in occasione della prima mondiale del documentario che ha attirato tifosi anche da Napoli (bloccato dai postumi di una leggera operazione alla spalla si dice…) e quello, alla conferenza stampa, di un altro fuoriclasse, in questo caso della musica, come Elton John, che ha scelto di sottrarsi ai riflettori dopo la lunga serata in passerella con il cast del biopic che ha prodotto sulla sua vita.

È il cinema d’autore, oltre il richiamo della mondanità, che taglia il Nastro di questa seconda settimana di Festival: oggi è per la stampa il giorno di maestri come Terrence Malick con le tre ore del suo Un vie cachèe, girato tra le montagne del Trentino o dei Fratelli Dardenne oggi in concorso con Le jeune Ahmed.

Aspettando domani Quentin Tarantino con il film più atteso del Festival, Once upon a time in Hollywood, a proposito di registi di culto un piccolo esercito di addicted ha allungato la fila per vedere Too old to die young e ascoltare poi Nicholas Winding Refn, a Cannes con la sua prima serie. Più che serialità, un film di dieci ore, come ne parla, che lo ha catturato per oltre dieci mesi sulla scia di una storia maledetta di giustizia e vendetta.

Protagoniste le icone di ieri, comunque: da Alain Delon a Jean Louis Trintignant, magnifico attore nel film evento Les plus belles années d’une vie che ha commosso e emozionato soprattutto i vecchi fan di Un uomo, una donna, aggiungendo al fascino di quell’incontro con Anouk Aimèe, oltre cinquant’anni dopo, il personaggio di Monica Bellucci.

“Quando presentammo all’epoca il film sulla Croisette non avevo capito cosa stesse realmente accadendo – ha raccontato Lelouch – stavamo tutti passando dall’ombra alla luce dei riflettori e tutto cambiò nelle nostre vite. Realizzare un nuovo film e tornare qui a presentarlo è come un miracolo”. Ed è del resto un miracolo il successo di Delon, dopo l’arrivo a Cannes di Jean Paul Belmondo, solo un anno fa, nell’incontro di cui ne è stato mattatore per due ore filate di disarmante sincerità tra aneddoti, filmati, piccole confessioni e molti ricordi.

A Cannes con le superstar vince ancora una volta la memoria del cinema: l’omaggio ad Anna Magnani, poi ci sarà, a proposito di cinema italiano, l’incontro con Lina Wertmuller e Pasqualino Settebellezze per Cannes Classics.

Ma il Festival guarda ai grandi autori anche nei suoi omaggi: aspettando il documentario di Mario Sesti con l’ultima intervista di Bernardo Bertolucci, Alfonso Cuaron ha commentato la proiezione notturna di Shining, il capolavoro di Stanley Kubrick del 1980, presentato in versione restaurata 4K prima di tornare nelle sale. Un ‘padrino’ speciale insieme a Katharina Kubrick, figlia del regista, e sempre più ambasciatrice del lavoro del padre.