Week end al cinema: il ritorno di Pedro Almòdovar da Cannes 72 subito in sala con Dolor y gloria ma anche quello di Keanu Reeves, killer dal viso d’angelo. Tra le commedie le cattive ragazze di Attente a quelle due e un piccolo film, Bangla, che racconta la storia di un amore di periferia contrastato da principi religiosi e tutto da ridere.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

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Una decina i nuovi titoli in sala mentre gli occhi di tutto il mondo del cinema e degli spettatori più cinefili sono puntati in questi giorni sul Festival di Cannes, e proprio da Cannes, in contemporanea con il debutto sulla Croisette, arriva il film più atteso, Dolor y gloria di Pedro Almodovar con Antonio Banderas che incarna il ruolo di un regista nel quale realtà e incubi, sogni e paure s’intrecciano, come si sovrappongono fantasmi e desideri nel suo rapporto con una madre che nel film è Penelope Cruz.

È un film, come abbiamo raccontato parlandone da Cannes, che diventa confessione e introspezione, viaggio nella memoria e nella trasgressione ma anche negli incubi più profondi per Almòdovar che trova il suo alter ego nella figura del protagonista, un regista perso a sessant’anni tra le insicurezze e le sensazioni di un viale del tramonto. Salvador Mallo, questo il nome nel film del personaggio di Banderas va alla ricerca di una catarsi che esorcizzi il rischio che la crisi appanni la sua creatività.

Lo stesso Almòdovar ha raccontato il suo Dolor y gloria come una sorta di chiusura dei conti con alcuni momenti del suo passato. Antonio Banderas che da 37 anni lo vive da vicino, protagonista non solo di molti dei suoi film ma di un’amicizia nata con il film del suo debutto, dice che questa è per Almòdovar una vera e propria riconciliazione con la madre, con i suoi attori, con i suoi amori ma anche col cinema. Un film che diventa un mix di realtà e fantasia, vita autentica e ricostruzione tanto che Pedro ha mescolato davvero nella scenografia i suoi stessi quadri e i mobili della sua casa, ricostruita in una copia perfetta. Un Otto e ½ in cui Almòdovar sta a Fellini come Banderas al suo Mastroianni.

Sempre da Cannes, ma dal Festival dello scorso anno, arriva Alive in France di e con Abel Ferrara, spudorato autoritratto di un regista che si lascia inseguire da una telecamera durante una serie di concerti attraverso la Francia in un bilancio onesto del suo talento ma anche delle sue ben note trasgressioni.

Completamente diverso, cambiando scenario e titolo da commentare Attenti a quelle due di Chris Addison con Anne Hathaway e Rebel Wilson come Josephine commedia che racconta amicizia, complicità, segreti e brividi sul filo di piccoli raggiri e truffe quotidiane di sue ladre professioniste. Diverse nel carattere però visto che una è molto razionale, l’altra invece fin troppo istintiva. Puntano ad alleggerire soprattutto i ricchi giocatori nei Casinò, piuttosto che nei bar dove alzano più facilmente il gomito. E si dividono la piazza senza problemi finché un giorno non decidono di sfidarsi per il primato assoluto.

Altre uscite: in John Wick 3 torna Keanu Reeves, con Halle Berry e tra gli altri nel cast Anjelica Huston, ed è di nuovo lo spietato killer che deve difendersi, a sua volta, da un club di assassini dopo aver infranto una regola indiscussa uccidendo un boss. In Unfriended, Dark Web di Stephen Susco con Rebecca Rittenhouse, esordisce alla regia uno sceneggiatore di genere che ha firmato tra gli altri The Grudge e Non aprite quella porta 3D. Un film per gli appassionati del brivido in cui si salta parecchio aspettando in home video una versione a quanto pare aperta a più possibili finali. Quando eravamo fratelli di Jeremiah Zagar racconta poi, appunto, tre fratelli alle prese con una famiglia a dir poco lacerata.

Ultimi titoli da approfondire: tra Mo Vi Mento Lira di Achille con cui esordiscono Stefania Capobianco e Francesco Gagliardi  e lo splendido cartoon giapponese 5 cm al secondo di Makoto Sanka è una piccola sorpresa italiana la commedia metropolitana Bangla dell’esordiente Phaim Bhuiyan italiano di seconda generazione, nonostante il nome, che racconta i suoi Giulietta e Romeo sullo sfondo della periferia romana, esattamente a Torpignattara, tra i bengalesi come lui nati in Italia ma di fede musulmana.

Phaim mette in scena la storia di due ragazzi, Giulietta e Romeo a ‘Torpigna’ con una freschezza che ha conquistato già alcuni festival internazionali, come quello di Lisbona, dove ha vinto il premio del pubblico.

E Bhuiyan, anche protagonista, racconta con ironia pensando forse al giovanissimo Nanni Moretti di Ecce Bombo, le sue giornate anche in famiglia puntando molto sui suoi obblighi religiosi (un musulmano praticante non può avere per esempio rapporti sessuali prima del matrimonio…) quando si innamora di Asia (Carlotta Antonelli).

Ecce Bangla? Nel cast fra gli altri, anche Simone Liberati, Alessia Giuliani, Milena Mancini, e Pietro Sermonti nel ruolo inedito del padre di Asia.

Buon week end al cinema.