Week end al cinema: Diverte e commuove il ritratto di Stanlio e Ollio, super cast per I fratelli Sisters, il western francese di Jacques Audiard. Tra gli altri, action in Attacco a Mumbai e brividi thriller in Non sono un assassino.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

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Ci sono due coppie da non mancare – e, per un caso, lo stesso attore protagonista – nei due film internazionali di maggior richiamo in sala in quest’ultimo week end del ‘ponte’ fin troppo lungo ancora dominato dagli Avengers.

I film sono Stanlio e Ollio di Jon S. Baird, ritratto tra pubblico e privato dei due straordinari comici, qui sul viale del tramonto, e I fratelli Sisters di Jacques Audiard, western decisamente non tradizionale diretto dal grande regista francese in dichiarato omaggio, tra l’altro, al cinema di Sergio Leone, che perde un po’ –peccato – nella traduzione italiana il gioco di parole del ‘lancio’ originale: The Sisters Brothers.

In entrambi c’è tra i protagonisti John C. Reilly, affiancato in Stanlio e Ollio da Steve Coogan e ne I Fratelli Sisters da Joaquin Phoenix.

Stanlio e Ollio mostra l’ultima fase di carriera dei due straordinari protagonisti delle ‘comiche’ più intramontabili, qui inevitabilmente alle prese anche con i momenti più difficili attraversati nella vita privata, non solo sul set, nella convivenza degli ultimi anni, quando il successo si avviava alla fine e i rapporti personali inevitabilmente ne risentivano.

Ne I Fratelli Sisters la storia dei fratelli killer nell’Oregon di metà Ottocento è raccontata in un western atipico, che ne rilegge i codici classici affrontando le fragilità dei protagonisti oltre che il machismo attraverso il tema dell’amicizia nella fratellanza. Un tema che il cinema di Sergio Leone affronta ricordandoci che anche il tradimento fa parte dei sentimenti di un legame forte, perfino quando è di sangue. Il film ha vinto il Leone d’argento per la regia all’ultima Mostra di Venezia e in Francia 4 César. Tratto dal romanzo del canadese Patrick DeWitt, è interpretato da John C. Reilly e Joaquin Phoenix, e con Jake Gyllenhaal, Riz Ahmed e Rutger Hauer in una piccola partecipazione. 

Attacco a Mumbai – Una vera storia di coraggio di Anthony Maras è ambientato nel novembre 2008, quando alcuni jihadisti del Pakistan misero in atto alcuni violenti episodi terroristici a Mumbai, scatenando il caos. Durante i tre giorni dell’assedio, gli uomini armati attaccano il leggendario Taj Mahal Palace Hotel, sequestrando di fatto all’interno oltre 500 persone. Tra loro la storia di una coppia (Armie Hammer e Nazanin Boniadi) che cercherà disperatamente di difendere un bambino appena nato.

È un thriller il film italiano forse più interessante tra le novità in sala: Non sono un assassino di Andrea Zaccariello con Riccardo Scamarcio, Alessio Boni, Edoardo Pesce e Claudia Gerini. Tratto dall’omonimo best-seller di Francesco Caringella, è la storia del vice-questore Francesco Prencipe (Riccardo Scamarcio) che fa due ore di strada per incontrare, il giudice Giovanni Mastropaolo (Alessio Boni). I due non si vedono da quasi due anni, ma tra loro ci sarà solo un colloquio di poche parole. Due ore solo per una domanda e una risposta…. Con un epilogo tragico e molti sospetti: quella stessa mattina, il giudice viene trovato morto, ucciso da un colpo di pistola alla testa. Francesco è l’ultimo ad averlo visto ed è l’unico ad aver avuto il tempo di uccidere. A interrogarlo e accusarlo una PM (Claudia Gerini) che conosce il suo passato, a difenderlo un avvocato suo amico da sempre (Edoardo Pesce).

Tra le altre segnalazioni, Alessandro Paci, dai film con Massimo Ceccherini e Leonardo Pieraccioni, propone in commedia Non ci resta che ridere proprio con Ceccherini e con Benedetta Rossi.

Ci sono oltre i film alcuni documentari.

Come Le Grand Bal di Laetitia Carton sul fenomeno che attira migliaia di persone di ogni età e provenienza che tutti gli anni si ritrovano per 7 giorni e 8 notti di danza, musica e risate nella campagna francese. È un film che racconta la danza come metafora della vita ma anche un film sulla gioia collettiva che è anche una lezione di possibile convivenza.

C’è poi The Brink Sull’orlo dell’abisso di Alison Klayman dedicato alla biografia di Steve Bannon. Ma soprattutto con Normal di Adele Tulli, il cinema affronta gli stereotipi e le convenzioni ‘di genere’ oggi in Italia con leggerezza e molta ironia rileggendo in qualche modo i ‘Comizi d’amore’ di ieri, aggiornati in un paese che è cambiato ben più di quanto i media ci abbiano mai raccontato.

In palestra come al parco o in chiesa, Normal osserva i corpi e i rituali sociali per ognuno dei generi nei contesti più ordinari e familiari. Infine ne L’unione falla forse Fabio Leli racconta due famiglie Arcobaleno, una coppia di ragazzi pugliesi con due bambini e due donne palermitane con la loro figlia. Buon cinema.